
Rocco Di Meo ( delegato per Monopoli)
spiega le ragioni del no al centro commerciale
Cresce l’attesa per il vertice di domani durante il quale si discuterà delle sorti del centro commerciale che dovrebbe sorgere dalle macerie dell’ex ceramica. In ansia le famiglie degli 84 ex dipendenti della Tognana che dovrebbero essere assunti così come previsto da accordi precedenti.
Sull’argomento si registrano opinioni contrastanti: da una parte la CGIL ne auspica la realizzazione, la Confcommercio esprime invece, le sue preoccupazione circa le possibili ricadute negative sui piccoli commercianti.
“ La posizione della Confcommercio di Monopoli e Regionale – spiega Rocco Di Meo, delegato per Monopoli della Confcommercio – è sempre stata non a favore, già da quando si prospettò, per quell’area, la variazione da “ zona industriale” ad “ area commerciale”.
Un parere contrario basato anche dal periodo di forte contrazione dei consumi e di crisi economica che colpisce tutti i settori: “ In un periodo di forte contrazione e forte calo dei consumi e quindi, degli acquisti, un centro commerciale così fatto e di quelle dimensioni produrrà sicuramente degli effetti negativi sul tessuto commerciale esistente, che già è in sofferenza. Oggi ci ritroviamo purtroppo, ad assistere quotidianamente ( ed è un dato negativo) al ridimensionamento per poi giungere alla chiusura delle attività commerciali. Questa è la nostra posizione. Fosse in un momento storico come quello che si viveva all’epoca in cui furono rilasciate le autorizzazioni e le licenze commerciali ( anche se già allora la nostra posizione era contraria), forse avremmo assistito ad un’integrazione meno indolore”.
Il delegato monopolitano spiega come fino a 10 anni fa, l’apertura di nuovi centri commerciali ha sì provocato delle piccole ripercussioni negative sui piccoli commercianti, ma hanno anche stimolato la competitività dei piccoli negozi. Stimoli che oggi sembrano essere svaniti.
Appare anche inopportuno il confronto con realtà come la vicina Fasano dove, la presenza di un importante centro commerciale, sembra non creare grandi difficoltà ai piccoli negozianti: “ Il centro commerciale di Fasano si trova in una posizione geografica sicuramente positiva per un centro commerciale, con una strada di grande comunicazione come la statale 16 capace di poter attirare e far confluire potenziali clienti da tutto il circondario – afferma Di Meo – oltretutto quel centro commerciale si trova ben distante da quella che è la realtà commerciale esistente da sempre a Fasano. Quindi ha toccato in minima parte quello che in effetti, poteva essere l’effetto negativo sui negozi di prossimità e le medie strutture presenti nel centro urbano”.
Ben diversa, secondo la Confcommercio, la posizione geografica del “ Monopolis Life Style Center”, che dovrebbe sorgere all’interno della città: “E’ vero che in passato i centri commerciali non hanno avuto grandi effetti negativi sui piccoli negozi ma, anzi, hanno rappresentato anche uno stimolo. Per quanto riguarda i margini, la competitività e l’offerta, devo dire che oggi ( ed è un dato di fatto), per qualsiasi commerciante, dalla grande distribuzione a quella più tradizionale, i margini di ricarico si sono ridotti ai minimi termini, tali e tanti da poter garantire la sopravvivenza della stessa struttura, delle spese e il giusto guadagno. Questo perché la propensione alla spesa, dal settore alimentare e quindi, dal food al no food, si è drasticamente limitata”.
Ma a prescindere dal periodo economico negativo, l’apertura del centro commerciale potrebbe rivelarsi una scelta sbagliata e inopportuna anche per gli stessi proprietari: “ Noi ci chiediamo sempre perché l’imprenditore che deve aprire il centro commerciale, nonostante siano passati 10 anni e abbia avuto diverse proroghe, non ha mai aperto”. Alcuni dati statistici dimostrerebbero il declino dei centri commerciali: “ L’imprenditore che deve aprire – continua Di Meo – sa che la grande distribuzione come il negozio di prossimità, ha gli stessi identici problemi. Cambiano i numeri, ma la sostanza è sempre la stessa. Pertanto dico che, anche l’imprenditore in questo momento, sa che qualsiasi attività commerciale sta incontrando delle notevoli problematiche proprio per l’investimento da fare a Monopoli. Oltretutto, è un dato statistico di Confcommercio a livello nazionale, i centri commerciali sono in declino totale”.
I centri commerciali, nel tempo, sono diventati dei veri punti di aggregazione sociale “ oggi noi consumatori, compriamo solo quello che ci necessita, dai prodotti alimentari ai non alimentari. Pertanto, il risultato è questo: la stragrande maggioranza dei centri commerciali è in passivo totale. L’unico centro commerciale in Puglia, che ha una performance commerciale e anche una buona redditività, è l’Auchan di Casamassima. Tutti gli altri centri commerciali, a bilancio, sono in perdita. Senza pensare che nelle famose gallerie, che costruiscono e offrono ad altri commercianti l’affitto, è un continuo turnover, un continuo aprire e chiudere le attività. Questo perché il commerciante che apre il suo negozio nel centro commerciale, non trova riscontro positivo tanto da chiudere nel giro di un anno. Pertanto si crea un’altra falsa illusione di possibilità di lavorare di più”.
Secondo quanto riferito da Rocco Di Meo, i contratti d’affitto delle gallerie, sarebbero poco favorevoli per i commerciati, al punto che in molti preferiscono sciogliere il contratto prima della sua scadenza naturale.
Se la scelta di aprire un centro commerciale sembra poco opportuna, cosa si potrebbe fare per sfruttare al meglio un’area tipizzata dal Pug come “ commerciale”, considerando che non si possono ottenere facilmente varianti urbanistiche dal momento che si dovrebbe modificare il Pug Strutturale di competenza della Regione?
E’ un dato di fatto: l’imprenditore dopo 10 anni non lo ha realizzato. Ci sarà un problema! Ora, per quell’area, la destinazione che qualcuno vuole dare o pensa di dare, non spetta a noi dirlo.
Abbiamo anche chiesto all’Amministrazione di aprire un tavolo tecnico di discussione tra le parti, per riuscire a trovare quella che potrà essere la giusta collocazione di quell’area, però tenuto conto che si tratta di un’area privata. Anch’io, come associazione di categoria, non posso influenzare la scelta dell’imprenditore proprio perché il Pug, ma anche il Piano del Commercio approvato due anni fa, quell’area è stata programmata come area commerciale. Questo potrà essere anche un momento di confronto tra le parti, perché no?
La Confcommercio quindi, parteciperà al tavolo tecnico previsto per domani mattina ed esprimerà anche le proprie opinioni circa le modifiche al progetto iniziale del centro commerciale. Modifiche che “ non vanno certo a migliorare, ma a peggiorare la situazione non tanto del centro commerciale, quanto del tessuto commerciale esistente. I 15 mila metri che sarebbero stati utilizzati da “ Gran Casa”, e da negozi di arredamento, mobili, casalinghi, pare che non ci sia più. Non c’è più quindi l’opportunità commerciale di utilizzare questi 15 mila metri ma, addirittura si parla di dividerle in tante medie strutture”.
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Commenti
Confermo che a Monopolialmeno l'80% dei commercianti e delle imprese pagano a 4 soldi i dipendenti e le 400 euro sono un compenso per pochi fortunati.
Anche in questo le promesse di sindaco e di labanese sono andate nel vento.
Maledetto il giorno che li ho votati
Io invece chiamo in causa chi ha responsabilità pubbliche perchè, a quanto pare, non sembra perseguire, con scelte chiare, gli interessi della collettività. Anche loro risponderanno "agli iscritti" ovvero ai monopolitani.
Hai ragione. Però qui sindacato e politica sono la stessa cosa, addirittura la stessa corrente la destra. Di meo era candidato con romani, parecchi del direttivo sono con romani anche iscritti del pdl, quindi...
I° i costruttori Monopolitani non si faranno mai e poi mai sfuggire la possibilità di costruire li;
II°i commercianti monopolitani, che sfruttano le povere commesse e vendono ad un prezzo molto più caro la loro merce, vedrebbero sfumare i loro discutibili affari;
III° I POLITICI MONOPOLITANI ( o pseudo tali) non si metterebbero mai contro queste due cattegorie, non ci guadagnerebbero niente. Pertanto Caro Sig. Rocco si inventi altre aromentazioni perchè, così come si dece dalle nostre parti,nn vnum di mont!!!!
Ma a quanto pare non ne sembra capace.
e quanto dichiarato da @Anton è pura verità.
Sa quanta gente verrebe assunta?
Sa quanto pagano alcuni suoi associati ai dipendenti che tengono pure in nero?
Sa il buon rocco che tantissimi monopolitani vanno a fare la spesa a fasano, a casamassima ed a bari, portando fuori paese soldi?
E' informato male sulla crisi dei centri commerciali perchè per esempio l'iper coop di bari èha un bilancio attivo e guarda caso fa lavorare anche ragazzi monopolitani.
Che c'entrano i negozianti che chiudono nei centri commerciali perchè non fanno affari?
Chi apre lì decide di rischiare in proprio come qualsiasi altro e nessuno obbliga questi signori a farlo.
Non diciamo stupidaggini