Martedì 22 Maggio 2012
   
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ALLUVIONI: RISCHI PER IL TORRENTE FERRARICCHIO?

canale naturale

 

La natura ha voluto “aggiornare” le sue funzioni sul territorio.


Gentile Redazione,

con i recenti fatti alluvionali che si sono verificati nelle Cinque Terre della Liguria, ad Aulla della Lunigiana in Toscana e, ultimamente, addirittura in pieno centro città (quartiere Marassi) a Genova, la natura ha voluto “aggiornare” le sue funzioni sul territorio. Cioè togliere quel “di più” che la mano dell’uomo aveva pericolosamente installato sui pendii e nelle lame ostacolando il normale deflusso delle acque meteoriche, trascurando del tutto la manutenzione degli argini, delle pareti a secco e dei letti alluvionali dei nostri torrenti, che solo d’estate sembrano innocui. Con questi tempi piovosi che corrono, anche qui a Monopoli bisognerebbe prestare moltissima attenzione, se teniamo conto che il nostro maggiore torrente, il Ferraricchio, che l’attraversa centralmente per poi riversarsi in mare dopo aver percorso in sotterraneo l’intero abitato, potrebbe provocare una serie di inconvenienti a danno della città nel caso esondasse o sforasse le sue acque dal cunicolo, rispettivamente dai suoi argini a cielo aperto o dal canalone costituito in minima parte da cassoni di cemento armato e, per la maggior parte del suo percorso fino alla zona terminale, da antichissime volte in muratura. Inconvenienti, non solo igienico-sanitari dovuti ad allagamenti, a smottamenti viari e all’inquinamento della battigia. Ma forse anche più gravi, se la forte pressione dell’acqua nel cunicolo dovesse premere su quelle parti di volte (è già successo scaturendo nel mezzo del campo sportivo V. S. Veneziani nei primi anni Ottanta) e pareti in tufo che delimitano molte pertinenze di fabbricati di civili abitazioni fronteggianti il suo percorso cittadino: Dio non voglia che qualche scantinato potrebbe essere invaso completamente dalle acque o, peggio, che l’irruenza di queste potrebbero giungere a minare anche la stabilità degli stessi fabbricati.

Credo che non ci sia proprio niente da meravigliarsi quando si scopre che l’immenso reticolo di muretti a secco della Murgia e, in particolare, del territorio del nostro Sudest barese serviva, fin dalla notte dei tempi, anche a drenare acque piovane e convogliarle nelle cisterne: mica allora c’erano i Consorzi di bonifica, gli Enti d’irrigazione o l’Acquedotto Pugliese! Mio padre, solo mezzo secolo fa in questo agro, mentre scavava col piccone a mano tre cisterne per (fare e dotare) un orto esteso appena un ettaro, ampliava con il materiale riveniente dallo scavo la “grossezza” dei muretti a secco che ne delimitavano il perimetro a monte realizzando in adiacenza idonee canalette in tufo che avevano il compito di drenare e convogliare le acque piovane. Opere che esistono tuttora. Anche se quei capienti invasi restano sempre pieni di quell’ottima acqua venuta dal cielo, ahimè, inutilizzata. Si sa che oggi gli agricoltori preferiscano attingere dalle tubazioni di Pvc, distribuenti acqua dai pozzi artesiani, che corrono proprio al di sopra o alla base dei muretti a secco lungo le strade. Essi non fanno più affidamento sulle acque meteoriche, giacché non piove abbastanza (ma quelle poche volte che piove producono allagamenti e disastri d’ogni genere). Proprio l’abbandono di tali antiche ed ingegnose opere di sistemazione idraulica poderale, purtroppo, credo concorra in misura notevole al lento, inesorabile dissesto idrogeologico del suolo. Quelle utilissime opere di idraulica spontanea di un tempo (sono sicuro che ce ne siano tantissime da un capo all’altro della nostra sitibonda regione) bisognerebbe riscoprirle tutte, tutelarle e valorizzarle, prima che l’esagitato interesse dell’uomo a modernizzare a tutti i costi distrugga quel che ancora rimane del nostro patrimonio storico-ambientale, che altri invece sanno apprezzare al meglio. In calce al mio precedente scritto un anonimo commentatore eccepiva la mia convinzione (in un passaggio dicevo che la natura ora si vendica) precisando che “la natura non si vendica ma ristabilisce la normalità delle cose”. Si, forse una volta era così, ma oggi che la devastazione del paesaggio ha assunto connotazioni fortemente destabilizzanti, sono sicuro che trattasi proprio di vendetta.

Franco Muolo

Commenti 

 
#10 Franco Muolo 2011-11-10 18:08
Caro zioPino, data la mia età potrei essere io suo zio, ciò nonostante soddisferò la sua curiosità circa la mia, da Lei ipotizzata, conversione a "grande sostenitore dell'ambiente". Sono sostenitore dell'ambiente si può dire fin dall'età della ragione, anche perché sono stato testimone di ben due alluvioni: la prima (ero ancora adolescente) nell'autunno del 1954, quando assistetti inerme all'allagamento totale di tutta la zona depressa di via Sant'Anna-Orto Carmine area prospiciente il torrente Ferraricchio, prima ancora che venisse costruito l'attuale viadotto a sei luci della tratta ferroviaria e molto prima ancora che venisse interrato lo stesso tratto di torrente lungo l'attuale via Marconi. E la seconda quando straripò il torrente Santa Cecilia (tratto dalla zona oggi denominata Piccinato fino a Santo Stefano), dove io stesso rimasi impantanato con la mia auto nell'inverno 1966-1967. Perciò le preoccupazioni espresse nel mio scritto hanno le loro giustificazioni. Per concludere, Le voglio far notare che la mia pregressa attività nell'Ufficio Tecnico Comunale è consistita nell'adempiere appunto alle funzioni di tecnico responsabile soltanto della esecuzione dei lavori pubblici e non della scelta degli stessi che spettava, e spetta tuttora, alla dirigenza politica. Cordiali saluti
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#9 zioPino 2011-11-10 11:21
Vorrei conoscere la Sua posizione al momento in cui, credo che era un componente dell'ufficio preposto a tali preservazioni, una parte del torrente "Ferraricchio" è stato interrato lungo via Marconi.
In quel periodo no aveva gli stessi preconcetti di oggi ?
Oppure oggi è diventato, convertendosi, un grande sostenitore dell'ambiente ?
E per quale ragione ? ........ qualcuno le sta remando contro ?
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#8 C. G. 2011-11-08 17:10
@ Lia. Effettivamente neanche io in passato ho mai visto l'acqua arrivare a livello della strada. Eppure di piogge forti ne ho viste. Hanno fatto qualcosa al torrente Pagano!
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#7 partigiano rosso 2011-11-08 09:27
prima si costruisce infischiandosene della natura, poi si piangerà quando prima o poi la natura si riprenderà quello che è suo
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#6 teresa 2011-11-08 09:22
purtroppo genova insegna non e' dio o la natura ha mandarci le disgrazie ma chi ci governa cominciamo a pensare diversamente perche' il clima e' cambiato le piogge sono violente incesanti quindi e' meglio prevenire che curare
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#5 Cittadino 2011-11-07 20:24
Forse è il caso di darci da fare prima che accada qualcosa di spiacevole. Già a livello economico non stiamo messi bene, ci manca solo l'alluvione.
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#4 indignados 2011-11-07 19:20
perchè la lama "belvedere" che all'altezza dell'ospedale s'interra sotto la città in un canale di cemento grande come quelli della fogna?!?!ma ci rendiamo conto? se dovesse succedere qualcosa da noi, avremmo un ospedale intero "d'eccellenza" sulle sponde di una lama in piena!!! e pensare che poi ce la prendiamo col "cielo" o con Dio che ci manda le disgrazie!!quanto siamo superficiali noi uomini...sulla manutenzione delle lame, forse non si prendono tanti voti vero?
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#3 novello 2011-11-07 15:52
in passato c'erano le cosidette "mene" che arrivavano fino al mare, oggi molte arrivano ad un certo punto e poi si interrompono. Mi sono sempre chiesto ma .......noi non dovremmo avere più conoscenze degli "antichi"? e perchè le abbiamo dismesse? questo è quello che succede.
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#2 Lia 2011-11-07 15:47
Il torrente Ferraricchio?
E che dire del torrente Pagano?
Se vi prendete il fastidio e vi fate due passi sulla litoranea a sud vi accorgerete che all'altezza del ponte che sorpassa il torrente c'è ancora un mucchio di detriti e sterpaglia, residui dell'acquazzone di ottobre.
Io ho qualche decina di primavere e posso dire che prima che realizzassero la lottizzazione S. Francesco questo problema non si verificava.
Forse la regolarizzazione della lottizzazione è stata forzata.
Vero Romani?Vero.... Muolo?
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#1 svitol 2011-11-07 15:21
Che si sappia qualche ente ha mai fatto una valutazione sullo stato dei luoghi.???????
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