
Mentre tutta la città di Monopoli e la Regione Puglia sono impegnate per la preparazione della manifestazione del 21 gennaio prossimo, prosegue l’iter, al Ministero dello Sviluppo Economico, l’ennesima richiesta per la prospezione in mare per la ricerca di idrocarburi.
L’istanza questa volta è stata richiesta dalla PETROLEUM GEO SERVICE ASIA PACIFIC, società norvegese fondata nel 1991 che attualmente può contare su 14 navi in mare aperto per la sismica, 21 data processing centers 21 centri di elaborazione dati e 35 offices worldwide, employing 67 nationalities 35 uffici in tutto il mondo, impiegando 67 nazionalità.
La PETROLEUM GEO SERVICE ASIA PACIFIC è attualmente presente in oltre 25 paesi con centri regionali a Londra, Houston e Singapore. Our headquarters is in Oslo, Norway and the PGS share is listed on the Oslo stock exchange (OSE:PGS).La sede è a Oslo, in Norvegia (ma l’istanza proviene dalla sede di Singapore) ed è quotata alla Borsa di Oslo (OSE: PGS).
La richiesta, per una porzione di mare Adriatico pari a 14.327,00 kmq, è stata presentata in data 31 maggio 2011 ed è stata pubblicata sul BUIG - Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse - Anno LV N. 6 - 30 Giugno 2011. Attualmente l’istanza è sottoposta alla valutazione della Commissione per gli idrocarburi e le georisorse (CIRM) prima di passare alla successiva fase di valutazione di impatto ambientale.
L’ennesimo progetto di ricerca di petrolio che, a parer mio, è una follia! È impensabile che si continui a ricercare quelle “129 milioni di tonnellate” di petrolio che, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, sono ancora recuperabili dai nostri mari e dalle nostre terre e che sarebbero utili all’Italia per soli 20 mesi. Il gioco non vale la candela! Come ricorda Mario Di Giovanna, portavoce di StoppaLaPiattaforma, “In caso di fuoriuscita di petrolio non saranno certo poche miglia a salvarci. E poi ad oggi nessuna tutela è stata pensata per evitare che piattaforme petrolifere possano nascere sulle pendici di un vulcano, lungo le faglie sismiche, sui banchi corallini o sopra le innumerevoli zone di riproduzione di moltissime specie di pesci”.
Nella speranza che Monopoli e la Regione Puglia non diventino il mare dei balocchi dei petrolieri, invito i cittadini tutti ad essere “sentinelle del proprio territorio” affinché il nostro Paese non continui ad essere eletto “il migliore per l’estrazione di petrolio off-shore”, forse anche per “l’assenza di restrizioni e limiti al rimpatrio dei profitti”. Sembra che si dica: di petrolio ce n’è poco, magari si provocano danni ambientali. Ma il profitto è garantito. Ai petrolieri.
dott. ing. Giuseppe Deleonibus
Dottore in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio
Tutela Ambientale e Controllo dell’Inquinamento
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Commenti
La manifestazione del 21 gennaio sarà comunque un successo ma non basterà, mi creda.
E non potrà bastare la petizione on line avviata dalla Folgore di Trani.
Oramai si è capito che certi poteri sono troppo forti e che il suo appello servirà a poco o a nulla.
Le chiedo, cosa può fare la cittadinanza e il popolo pugliese oltre che manifestare?
Ci mettiamo a turno sugli scogli con le fionde?
Da semplice cittadino posso solo dare un consiglio.
Se fossi in Lei, con l’aiuto del nostro Comitato e di quelli sparsi in Puglia, organizzerei una grande, ma davvero grande, manifestazione “PACIFICA E NON VIOLENTA” a Roma, sotto il Ministero.
Per dare rilievo, considerando le “ampiezze” della Capitale, servirebbero almeno, e non meno, 20.000/30.000 pugliesi.
Se si farà una cosa del genere io ci sarò.
P.S.: Ingegnere non ho capito una cosa: ma com’è possibile che tutte le aree, comprese nei permessi autorizzati alla Northern Petroleum (aree “F.R 39.NP” e “F.R 40.NP”) e comprese nei permessi da autorizzare alla Spectrum Geo Ltd. (aree “d 1 B.P-SP” per l’alto e “d 1 F.P-.SP” per il basso Adriatico), non oltrepassano mai la linea di mezzeria del nostro mare?... anzi il limite è proprio la mezzeria.
Per caso gli altri Stati non rilasciano autorizzazioni?