Martedì 22 Maggio 2012
   
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“ FAMIGLIA, TORNA AD EDUCARE!!!”

Nativit cr

 

Gli auguri di Buon Natale del Vescovo mons. Domenico Padovano

È festa di intimità. La famiglia è riunita nella pace, nell’armonia, accanto al presepe, all’albero di Natale, a tavola, alla Messa di Mezzanotte. È bello stare insieme a Natale. Le assenze fanno soffrire, la famiglia è una realtà così bella che anche Dio ha voluto averne una. Nascendo come uomo anche Dio ha voluto scaldarsi il cuore a contatto con una mamma e un papà.

La famiglia è il cantiere in cui si costruisce l’uomo, è la prima indispensabile comunità educante . in famiglia si acquisiscono gli elementi fondamentali, le strutture portanti della personalità.

Negli anni dell’infanzia si impiantano le prime radici delle virtù e dei vizi. In famiglia si impara ad amare, in quanto si è amati; qui si impara ad avere fiducia in se stessi, in quanto si viene chiamati per nome; qui si impara il rispetto per gli altri, in quanto si è rispettati; qui si scopre il volto di Dio, attraverso le cure di papà e mamma; qui si educa alla socialità, in quanto si scambiano i vestiti tra fratelli a mano a mano che si cresce; qui si impara l’accoglienza dell’extracomunitario in quanto si educa il piccolo ad accettare il fratellino che si aggiunge.

L’uomo e la donna, una volta sposati, diventano segno dell’amore di Dio che si prende cura di ogni suo figlio. Il bisogno primario del bimbo è che i genitori si amino, vadano d’accordo, siano contenti di averlo generato fino ad inserirlo nel circuito di amore della coppia. L’affetto dei genitori è determinante per la crescita armoniosa del figlio. L’amore è importante in educazione, un ragazzo cresce se c’è qualcuno che gli vuole bene. “ L’educazione è cosa del cuore”, diceva San Giovanni Bosco. Chi non ama non si metta ad educare.

E si badi bene: papà e mamma sono complementari nell’opera educativa. È sbagliato enfatizzare la figura materna perché è decisivo il contributo educativo di entrambi i genitori. Proprio la differenza tra papà e mamma aiuta il maschio a diventare uomo e la femmina a diventare donna. Oggi molti genitori sono spiazzati dalla complessità della vita, non sono in grado di testimoniare i valori e la bellezza. Si portano dentro pesantezza esistenziale e scontento. Fanno fatica a fare gli adulti e a comunicare con i figli. Scaricano su di loro tensioni, crisi, stanchezze, ma così l’educazione è compromessa.

Cari genitori, ritrovate la gioia, la bellezza, la passione di educare con competenza. Amate la vita e presentatene ai figli il volto più bello. Siate persone ricche di affetto, capaci di relazioni schiette, di parole vere, insegnamenti preziosi, esempi di vita.

Siate persone credibili che vivono con convinzione ciò che chiedono ai figli, persone che non si fanno valere con l’autorità del ruolo, ma con la forza dell’amore e del dono di sé, trasmettendo grandi ideali. La sfida dell’educazione va affrontata cominciando dalla formazione di noi adulti.

Maria, madre, maestra, educatrice che ha accompagnato la crescita di Gesù Bambino. Ci guidi nel cammino di educare. BUON NATALE!

Mons. Domenico Padovano.

Tratto da: IMPEGNO, mensile di informazione della diocesi di Conversano – Monopoli.

Commenti 

 
#4 partigiano rosso 2011-12-24 19:29
...serviva il vescovo per queste considerazioni?
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#3 Andrea Brescia 2011-12-24 19:15
...forse perchè da una famiglia proviene. O è sceso dalla luna?
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#2 idee chiare 2011-12-24 18:03
secondo me, anche se non ha famiglia, il monsignore ha le idee decisamente chiare; e lo dice uno che non è credente, ma che sta sperimentando nella propria famiglia la fondatezza di quanto afferma padovano: i miei figli stanno bene e rispondono bene quando noi genitori siamo calmi e non li pressiamo più del necessario, quando siamo disponibili, quando gli diamo fiducia, quando gli consentiamo di esprimersi, quando gli diamo esempi d'impegno e responsabilità, quando chiediamo loro analoghe cose. ovvio che la serenità dipende da fattori esterni, in primis economici, ma spesso deriva anche dalla semplice consapevolezza della centralità dl proprio ruolo, che va interpretato con tutto l'impegno che esso richiede. auguri a tutti.
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#1 Padre Roothan 2011-12-24 14:25
Come può parlare uno che la famiglia non ce l'ha?
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