AAA assistente
per persona anziana ospedalizzata cercasi.
Qui funziona così. Chi ha un parente purtroppo degente in una struttura ospedaliera deve provvedere da sé all’assistenza, dall’igiene personale alla deambulazione. Agli infermieri queste mansioni non competono ( e comunque al San Giacomo con la carenza di personale che c’è, non ce la farebbero).
Forse è vero che da Roma in giù l’Italia si ferma.
Perché in realtà l’ASSISTENZA DIRETTA AL PAZIENTE è un diritto di tutti, e la figura competente esiste in tutti gli ospedali del resto d’Italia dal 2001, si chiama Operatore Socio Sanitario. Ma a Monopoli no. A Monopoli, non si può.
Eppure i corsi a carico della Regione, finalizzati alla formazione di nuovo personale e di personale preesistente (OTA), sono stati finanziati e svolti. Ma l’OSS non esiste ancora. E si, perché gli esami,i corsisti non gli hanno ancora svolti, ovvero, non vogliono farglieli svolgere! Sono passati ben sei mesi dalla conclusione dei corsi (termine massimo di decorrenza per legge dal corso alla prova), ma di date neppure l’ombra.
I disagi, si capirà bene, sono enormi.
Innanzitutto l’inadeguatezza a livello burocratico degli operatori che operano all’interno del nosocomio, la cui figura praticamente non esiste più e che per questo motivo non possono accedere ad alcun tipo di concorso.
Punto secondo, ma forse più importante, l’assenza di assistenza diretta ai malati, necessaria e sempre più pressante, soprattutto quando si parla di reparti quali l’U.O. di Terapia Intensiva, Ortopedia, Neurologia, che ospitano pazienti per la maggiore non autosufficienti e che spesso soffrono per la mancanza di assistenza “igienica” addirittura della formazione di piaghe. Ma non solo: l’OSS dovrebbe essere anche una figura di supporto all’interno delle equipe specializzate per il famoso servizio A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata), ed ovviamente al momento manca.
Cosa è successo quindi? Perché i nostri operatori non possono ancora qualificarsi?
I chiarimenti sono stati richiesti e sollecitati dagli stessi operatori (anche attraverso la lettera scritta di un avvocato), non solo al Direttore Didattico del corso Luciano Amati, ma anche e soprattutto alla maggiore carica responsabile, Lea Cosentino. Le risposte ovviamente sono arrivate vaghe ed insensate, e tutt’oggi una data non esiste. Bisogna comunque sottolineare che i tempi di legge per gli esami sono scaduti, siamo quindi in una situazione assolutamente fuorilegge.
Un’altra questione interessante da chiarire è la destinazione dei fondi stanziati.
Gli operatori interni che hanno partecipato ai corsi hanno infatti sborsato di tasca propria i denari necessari per l’acquisto del materiale didattico (che doveva essere invece fornito per legge dalla Regione). I libri e le dispense che il direttore didattico aveva messo a disposizione erano infatti quelli della formazione della figura ormai estinta dell’OTA. Libri riciclati di una figura inesistente.
Tra l’altro anche l’indennizzo previsto non è stato elargito.
La situazione è stata valutata anche dai sindacati, che hanno coralmente chiesto alla direzione centrale di fissare almeno una data per gli esami…senza esito.
Voci di corridoio vogliono questa situazione legata ai corsi OSS che si stanno svolgendo nel territorio di Putignano. Dicono che solo quando quel corso sarà terminato (ovvero dicembre prossimo), loro potranno accedere all’esame. Le motivazioni rimangono “nascoste”, ma in molti ipotizzano l’immaginabile.
Noi per ora ci fermiamo ai fatti.
Ma il quesito per la direttrice Lea Casentino rimane aperto: quanto ancora i pazienti dovranno aspettare per ricevere un’assistenza ed una gestione ospedaliera che rientri almeno nei parametri di quello che la legge definisce come “diritto”?
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Commenti
Gli operatori sono bloccati. La critica va ai "livelli di gestione superiori"...non a chi lavora fianco a fianco tutti i giorni con i pazienti.
Avete fatto anche tanta opinione, non esagerate! Osservate pure quanto lavoro e sacrifici si fanno e quante difficoltà ci sono. Comunque complimenti per questo spazio