Martedì 22 Maggio 2012
   
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PESCA: APPROVATA LA LICENZA A PUNTI

pescatori-monopoli

 (foto di repertorio)

I dettagli.

Pesca in ginocchio e pescatori in rivolta

 

Approvato dalla Commissione Europea e pubblicato sulla G.U. del 1 febbraio 2012:  è istituito ufficialmente per la pesca, il sistema di punti per infrazioni gravi di cui all'articolo 92 del regolamento (CE) n. 1224/2009 ed agli articoli 125 e seguenti del regolamento (CE) n. 404/2011.

“La commissione di un'infrazione grave – scrivono sulla G.U. - da' sempre luogo all'assegnazione di un numero di punti alla licenza di pesca, come individuati nell'allegato I, anche se non venga emessa l'ordinanza di ingiunzione”.

Un efficace strumento di lotta contro la pesca, secondo  la commissaria europea responsabile per il settore, Maria Damanaki, perché dice, permetterà ”di sanzionare, fino al ritiro della licenza di pesca, i casi più gravi di illegalità, ma anche di premiare coloro che rispettano le regole”.

Ma i pescatori non ci stanno: “la pesca è già un settore in crisi”.

Riuniti ieri all’Amalfitana, i pescatori monopolitani sono partiti questa notte alla volta di Roma per protestare … ma sono stati fermati dalla protezione civile che a causa del maltempo li ha rispediti dritti al mittente.

La licenza a punti rientra nel nuovo sistema, approvato dalla Commissione europea a Bruxelles, sull’applicazione dei controlli nel settore della pesca, che rappresenta l’ultimo atto di un’ampia riforma avviata dall’Europa nel 2008.

Una riforma considerata dagli operatori del settore la vera causa della crisi del settore, e contestata già nel documento steso ed inviato alle istituzioni il 7 febbraio 2012, nel quale identificano le principali cause della crisi del settore (nei primi due punti) nell’ “applicazione del Regolamento CE  “Mediterraneo” n° 1967/2006 e la scadenza delle deroghe in esso contenute, al 31 maggio 2010 per la “distanza dalla costa – maglie minime – taglie minime e pesche speciali (vedi bianchetto su tutte)”, non commisurato alla caratteristica e alle tradizioni della Pesca Costiera Italiana;

l’applicazione del Regolamento CE sui controlli n° 1224/2009 con il Regolamento CE 404/2011 a partire dal 1 gennaio 2012 su :- “Licenza a punti - marcatura degli attrezzi da pesca – installazione di apparati di controllo Blue Box  e dell’obbligo del giornale elettronico di bordo alle unità da pesca di L.F.T. lunghezza fuori tutto, comprese tra metri 12 e 15- inapplicabile ad imbarcazioni gestite da imprese a carattere familiare.


Con le nuove regole in materia di pesca, l'assegnazione di un numero totale di punti pari o superiore a 18, comporterà la sospensione della licenza di pesca per un periodo di due mesi. Se il numero totale di punti è pari o superiore a 36, la licenza di pesca sarà sospesa per un periodo di quattro mesi. Se il numero totale di punti è pari o superiore a 54, la licenza di pesca sarà sospesa per un periodo di otto mesi. Se il numero totale di punti eè pari o superiore a 72, la licenza di pesca sarà sospesa per un periodo di un anno.

L'accumulo di 90 punti sulla licenza di pesca comporterà la revoca definitiva della stessa.

LA SOLUZIONE DELL’ANAPI- E’ intervenuto per l’ANAPI, con una nota inviata al senatore Scarpa ed all’assessore regionale Stèfano, il presidente dell’associazione, nonché assessore alle Attività Marinare del Comune di Monopoli, Giuseppe Spinosa:

“L’inserimento della licenza a punti – scriva Spinosa- sta gettando nello sconforto l’intera marineria Italiana, se fosse già applicabile le imprese di pesca avrebbero esaurito tutti i punti a disposizione sulla licenze di pesca; non è pensabile, secondo lo scrivente, far prendere la licenza delle 40 miglia nell’Adriatico perchè si andrebbe a snaturare prima di tutto lo spirito con cui fu modificato l’art.7 del D.L. n.100, estendendo la pesca costiera nell’Adriatico.  

E’ necessario dare immediata attuazione al D.L. 27 maggio 2006 n.100, pubblicato sulla G.U. n.136 del 14 Giugno 2005 modificato all’art. 7 che cita: “la pesca costiera è quella che si esercita nel Mare Adriatico, nonche’quella effettuata lungo le coste continentali ed insulare del Mediterraneo a distanza non superiore a 40 miglia dalle coste, fatti salvi gli atti e le convenzioni internazionali.

L’art. 7 all’epoca fu modificato con lo spirito di estendere la pesca costiera a tutto l’Adriatico,che per motivi di sicurezza, non è stato mai applicato.

Il problema, secondo me e’ risolvibile:

 NB. Area A1 coperta da una stazione radio costiera radiotelefonica VHF che effettua servizio di ascolto continuo di chiamata selettiva digitale (DSC) tipicamente 30 miglia nautiche.

 Area A2  coperta da una stazione radio costiera radiotelefonica MF che effettua servizio di ascolto continuo di chiamata selettiva digitale (DSC) tipicamente 100 miglia nautiche,sono escluse le Aree A1.

Significa che le barche che istallano a bordo la radio MF-DSC possono esercitare la pesca costiera per tutto l’Adriatico.( applicando la modifica fatta all’art.7 del D.L n.100 27 maggio 2006)

 Per le barche che non installano l’apparato MF-DSC anche avendo sulla licenza la pesca costiera, il limite rimane quello attuale delle 20 miglia dalla costa.

 Ritengo che il quesito debba esser posto all’attenzione del Ministero, al MIPAAF, al Comando Generale delle Capitanerie, alla Direzione Generale Pesca ed alle Commissioni della Pesca di Camera e Senato”.

La nota è stata inviata oggi al Senato ed in Regione. Si attendono sviluppi.

 

 

Commenti 

 
#14 Salvatore^_^ 2012-04-28 21:59
Mi chiamo salvatore e sono un pescatore con la licenza da pesca,, volevo solo sottolineare esprimendo i veri problemi della pesca... cosa che non hanno capito ne la signora Maria Damanaki ne le Associazione dei pescatori professionisti.... il principali probelmi sono: l'inquinamento... per inquinamento intenndo quello dei depuratori che non sono in regola o non esistono e se esistono scaricano tutto a mare.. e ci stanno distruggendo tutto... dopo ci sta la pesca ILLEGALE ma non fatta dai pescatori professinisti... ma fatta dai pescatori che s'improvvisano SENZA LICENZA di pesca che effettuano battute di pesca catturando tutte le specie di pesce iniziando dalla stagione delle seppie ecc ecc. un esempio per chi non vuole capire... un pescatore SENZA LICENZA DI PESCA che cala 15 pezzi di rete per le seppie... premetto che la stagione delle seppie va da febbraio a apprile e sono 90 giorni.. tempo permettendo facciamo la media di 30 giorni di pesca continua.. con una memdia di 10 kg al gionro sono 300 kg di seppie sono una persona... Bisogna calcolare anche quante persone lo fanno su di una costa di 50 klm mettiamo che lo fanno 20 persone diventano 6000 kg pensate quanto persone ci vanno in ogni regione d'Italia???? PER LORO I PUNTI NON ESISTONO... NON E' PENALE ..E SE LI BECCANO NON GLI FANNO NULLA... FORSE LA SIGNORA Maria Damanaki NON LO SA .. OPPURE LO IGNORA... FORSE LE ASSOCIAZIONI DEI PESCATORI NON LO SANNO O LO IGNORANO... pensate che ogni pescatore lo fa' non per prendere il pesce per mangiarlo .. ma lo fa per venderlo come dei professionisti... rovinando anche il mercato abbassando i prezzi dei pescatori che lo fanno come lavoro e che spendono soldi per le attrezzature senza che nessuno li tuteli... FATE LE LEGGI PER I VERI ILLEGALI E NON PER I PESCATORI PROFESSIONISTI CHE VANNO AMARE PER LAVORARE !! PENSATECI BENE Grazie !
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#13 giuseppesub 2012-02-17 15:00
sono un pescatore,hanno messo la licenza a punti anche ai negozi?no?è perchè a noi si e a loro no?
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#12 Davide 2012-02-11 09:52
non era più semplice dire ai pescatori di trovarsi un'altro lavoro?
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#11 RisoPatateEcozze 2012-02-06 20:48
@Cisa: Stare a raccontare tutte le regole che non vengono rispettate nell'ambito della pesca professionale sarebbe lungo e noioso. Mi verrebbe di chiederle una cosa...Che paura fa la licenza a punti se le regole vengono rispettate? Sarebbe una tutela in più a favore di chi si comporta bene, no?
Ma sappiamo entrambi che non va come dovrebbe andare e i pescatori dell'adriatico in pochi anni correrebbero il rischio di perdere tutti la licenza.
Il mare adriatico è quasi esaurito del pesce pescabile e se lei è figlio di pescatori ed è stato anche pescatore sa bene che la colpa non è dei cittadini che lavorano sulla terraferma, ma dei pescatori che nel corso degli anni hanno devastato i fondali ed hanno cercato di "pescare" quanto più hanno potuto.
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#10 siamo seri 2012-02-06 17:33
cisa fai un pò di confusione
Che significa "sono nato giù al centro storico, il famoso paese vecchio, dove gli altri vogliono dettare legge se chiudere il centro storico al traffico o meno".
E perchè è tuo o vostro il centro storico? Ed il murattiano dove io vivo è mio ? No è di tutti i monopolitani.
Ecco perchè esistono regole che fanno vivere educatamente persone sul lavoro e nella vita?
Se i pescatori rispettano le regole perchè siete contrari alla licenza a punti?
Io quando guido per strade so che ho dei limiti da rispettare, le cinture da mettere e delle regole da rispettare, se sbaglio mi tolgono punti e soldi.
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#9 cicciotom 2 2012-02-06 13:40
#6 - certo che lo è, fisicamente e psicologicamente: ore all'aperto col sole o con la pioggia, mezze nude, in piedi su tacchi alti, spesso in zone senza servizi, tra sporcizia e a rischio di infezioni; in più, chi arriva arriva, ci devi andare, sennò sono minacce e botte. quanto alle regole, ammetto che, essendo attività illegale, di ufficiali non ne ha (per quanto ne ha di ben più stringenti, dato che, se le infrangono, non è che ci sono tre gradi di giudizio, ma sono subito mazzate se non peggio e senza appello). in realtà, voleva essere un'esagerazione per dire che in qualche modo (quasi) qualsiasi lavoro è duro. cordialità.
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#8 cisa 2012-02-06 12:38
per siamo seri
io vengo da una famiglia di pescatori e da piccolo ci sono anche andato e sono nato giù al centro storico, il famoso paese vecchio, dove gli altri vogliono dettare legge se chiudere il centro storico al traffico o meno.

per riso patate e cozze
mi dici quali sono le regole che i pescatori di Monopoli non rispettano ???
e dimmi almeno che lavoro fai tu !
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#7 siamo seri 2012-02-06 10:28
cisa che ne sai tu se non ho mai lavorato sui pescherecci?
Ti ripeto rispettate le leggi e sarete rispettati.
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#6 .................. 2012-02-06 09:58
Mi vine da ridere, ora fare la prostituta è un lavoro duro......ma scherziamo
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#5 cicciotom 2012-02-06 09:10
e gli operai delgi altiforni? e i contadini? e i vigili del fuoco? e le prostitute? e chissà quanti altri? fanno tutti lavori duri, quindi solo o proprio per questo non devono essere sottoposti ad alcuna regola? va bene, ma allora non rompessero l'anima quando le cose gli vanno male e chiedono aiuto allo stato, verso il quale pretendono di non avere alcun obbligo! qualsiasi cosa succede, sostengopno di subire danni per cifre esorbitanti; ma se vai a vedere le dichiarazioni dei redditi, leggi importi che proprio non sono coerenti con i dasnni che lamentano! ma sparite!
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#4 RisoPatateEcozze 2012-02-05 21:43
@Cisa:
Purtroppo le regole vanno rispettate, fatica o no, si chiede solo quello alla categoria dei pescatori. Continuando a non rispettare le regole e a depauperare il mare rischiano in pochi anni di essere costretti a cercarsi un nuovo lavoro.
No punti? No licenza.
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#3 cisa 2012-02-05 19:11
per siamo seri
ma cosa ne sai tu della vita dura che fanno i pescatori monopolitani.
prova ad andarci tu a lavorare su un peschereccio
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#2 siamo seri 2012-02-04 12:14
Ma le leggi e le regole per questi signori non esistono?
Rispettate le leggi e sarete rispettati.
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#1 RisoPatateEcozze 2012-02-03 22:52
E' dura la vita di chi deve lavorare rispettando le regole!
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rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

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