La schiettezza è la qualità principale dell’incontro tra l’Arcivescovo Gabriel Mbilingi, Vito Giannulo – noto giornalista RAI – e il pubblico convenuto nella chiesa di S. Domenico a Monopoli. I banchi sono pieni di gente e soprattutto di giovani ragazzi, alcuni dei quali tornati da poco tempo da un’esperienza di vita in Angola. L’Arcivescovo Mbilingi, che ha pregato subito di chiamarlo Padre Gabriel, risponde alle domande del giornalista e del pubblico in merito al sinodo per vescovi africani concluso a Roma il 25 ottobre. Il documento conclusivo del sinodo sulla situazione in Africa attacca tanto i dirigenti politici africani quanto le grandi multinazionali e i “grandi” della terra.
Secondo Padre Gabriel, la più grande piaga del continente africano è la guerra: non a caso, le tre parole-chiave scelte dal sinodo sono pace, giustizia e riconciliazione.
GUERRA E PETROLIO- La pace, per un continente continuamente scosso dalla guerra, può essere realizzata solo grazie ad una presa di coscienza da parte della popolazione africana stessa, che deve essere però favorita da un diverso atteggiamento dall’esterno. “La guerra ha motivi soprattutto interni; allo stesso tempo è in atto un meccanismo di manipolazione da parte delle grandi potenze che spingono le tribù una contro l’altra, per esempio fornendo loro le armi.” Necessaria è dunque anche la giustizia, che non è solo giustizia “da tribunale”, ma anche una giusta ridistribuzione delle risorse naturali ed economiche. Basta pensare che l’Angola è il secondo paese produttore di petrolio a livello mondiale, eppure i proventi di questa ricchezza non contribuiscono in nessun modo a migliorare la situazione sociale ed economica del popolo. Il sinodo ha dichiarato che una soluzione è possibile solo attraverso una maggiore istruzione e partecipazione ai processi decisionali dei giovani e delle donne. Infine, l’Africa rimarrà per sempre in conflitto a meno che non ci si affidi alla riconciliazione, che però non deve essere un meccanismo miope: per poter iniziare davvero una pagina nuova, bisogna capire cosa c’è di sbagliato in quella precedente. Le persone devono poter vivere il loro dolore per le perdite, spesso drammatiche, che la guerra implica; questo non deve però significare l’inizio di una nuova faida.
AIDS- Ad una domanda sulla lotta all’AIDS attraverso l’utilizzo del preservativo, Padre Gabriel risponde che non è l’AIDS a mietere più vittime in Africa, bensì la malaria. Il sinodo dei vescovi africani non ha dunque cambiato in nessun modo la posizione della Chiesa in merito all’annosa questione dell’utilizzo del contraccettivo.
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