Martedì 22 Maggio 2012
   
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OSS: DIRITTO DI OGNI MALATO

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di Incoronata Silvestri

40 OSS E NESSUNA ASSISTENZA DIRETTA AL PAZIENTE

Abbiamo “solamente” 8 anni di ritardo…ovviamente non ci meravigliamo!

L’introduzione della figura dell’Operatore Socio Sanitario era prevista per TUTTA l’Italia nel 2001.

A  Monopoli i corsi per la formazione degli OSS, ed il passaggio dei preesistenti OTA, è avvenuto- GRAZIE AL DECISIVO INTERVENTO DELLA UIL- solo all’inizio di Ottobre.

Avevamo già analizzato la difficile situazione degli OTA nell’articolo “Nessun Oss per i pazienti monopolitani” .

Oggi la situazione sembra “burocraticamente” risolta, ma di fatto il disservizio nel nosocomio è presente.

Al termine dei corsi finanziati dall’Unione Europea, sono ben 6000 gli operatori formati (dove li metteranno?), dei quali 40 già interni, ma inattivi, tra Monopoli- Putignano- Conversano.

Basterebbe l’assunzione di questi 40 OSS, con un costo per la Regione pari quasi a ZERO- dato il misero aumento di 30-40 euro per operatore- per risolvere un enorme problema legato all’Assistenza Diretta del malato.

L’assistenza diretta è un DIRITTO di tutti i pazienti!


LA SITUAZIONE- AAA assistente per persona anziana ospedalizzata cercasi.

Qui funziona così. Chi ha un parente, purtroppo degente, in una struttura ospedaliera deve provvedere da sé- o delegando a professionisti pagati privatamente- all’assistenza, dall’igiene personale alla deambulazione. Agli infermieri queste mansioni non competono ( e comunque al San Giacomo con la carenza di personale che c’è, non ce la farebbero).

L’ assistenza diretta ai malati è necessaria, soprattutto quando si parla di reparti quali l’U.O. di Terapia Intensiva,  Ortopedia, Neurologia, che ospitano pazienti per la maggiore non autosufficienti e che spesso soffrono addirittura della formazione di piaghe.

I parenti sono costretti a passare notti intere seduti su panchine e sedie di fortuna per rispondere alle esigenze dei propri cari. Talvolta la loro presenza non è tollerata dal personale infermieristico ed è vincolata da orari di apertura e chiusura dei reparti.

Forse è vero che da Roma in giù l’Italia si ferma.

Ma sapranno i nostri malati che pagano già per questo servizio?

Dovrebbe essere l'OSS a svolgere quelle mansioni di cura ed attenzione nei confronti del paziente, sia dal punto di vista igienico che dal punto di vista psicologico.

Bisogna sottolineare che la degenza dei malati generalemente aumenta a causa di infezioni da ospedalizzazione; con un coseguente aumento della sofferenza del paziente e dei costi per il suo mantenimento.

La causa principale delle infezioni da ospedalizzazione è la MANCANZA DI IGIENE

Basterebbe veramente poco per abbattere costi e sofferenza. Questa "nuova" figura, MENO COSTOSA di infermieri professionali, E CON COMPITI INTEGRATIVI specifici di assistenza mirata, aiuterebbe di certo!

Non solo: l’OSS dovrebbe essere anche una figura di supporto all’interno delle equipe specializzate per il famoso  servizio A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata)…ovviamente al momento manca!

 

I COMPITI DELL’OSS

Assistenza diretta ed aiuto domestico alberghiero: assiste la persona, in particolare non autosufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale; realizza attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico; collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psico-fisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale; realizza attività di animazione e socializzazione di singoli e gruppi; coadiuva il personale sanitario e sociale nell'assistenza al malato anche terminale e morente; aiuta la gestione dell'utente nel suo ambito di vita; cura la pulizia e l'igiene ambientale.

Intervento igienico sanitario e di carattere sociale: osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell'utente; collabora alla attuazione degli interventi assistenziali; valuta, per quanto di competenza, gli interventi più appropriati da proporre; collabora alla attuazione di sistemi di verifica degli interventi; riconosce ed utilizza linguaggi e sistemi di comunicazione e relazione appropriati in relazione alle condizioni operative; mette in atto relazioni-comunicazioni di aiuto con l'utente e la famiglia, per l'integrazione sociale ed il mantenimento e recupero della identità personale.

(da opsosa.altervista.org)


Commenti 

 
#4 michele 2009-11-10 23:23
In alcuni reparti del San Giacomo i pazienti anziani non autosufficienti o parzialmente tali, sono completamente "scaricati" sui familiari o sulle badanti. Infermieri e medici spesso (molto spesso) sono un esempio di disumanità. L'ho verificato specialmente in ortopedia. Un articolo di giornale non risolve un problema, ma aiuta tanto, tantissimo...
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#3 GGGG 2009-11-09 20:55
se bastasse un articolo x risolvere tutto questo sarebbe stupendo.... purtroppo la situazione nn è questa.... sono stato ad una preselezione x gli oss giù a lecce e ce ne di gente gia preparata x ricoprire questo ruolo e sicuramente con tanta voglia di lavorare.... MA C'è REALMENTE VOGLIA DI FAR LAVORARE LORO???
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#2 Novello 2009-11-07 21:49
Prima di formare gli OSS che sono utilissimi, si dovrebbe pensare a formare gli infermieri nello svolgimento delle loro mansioni, dico questo perchè a me durante un ricovero per un prelievo mi hanno fatto 5 buchi e il braccio per 1/4 nero a causa di un ematoma causato dalla loro incapacità ho le foto del braccio e si era intenzionati ad andare a denunciare il tutto e ancora mi viene la voglia.
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#1 lettrice 2009-11-07 01:35
Mancanza di igiene, mancanza di preparazione e di umanità sono le prerogative della nostra sanità. Se ci hanno messo 8 anni per formarli, è facile immaginare quanti ce ne metteranno per assumere! Con i tempi che corrono...
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