Chi credeva che la nostra città sarebbe rimasta immune dalla crisi economica che ha colpito il mondo intero si accorge in questi giorni di aver sbagliato.
Giunto con ritardo, il rallentamento della nostra fragile economia comincia ora a presentare un conto salato.
Sono numerose infatti le aziende del nostro paese che hanno fatto ricorso, quando possibile, alla cassa integrazione per i propri dipendenti. Ancor meno rendicontabili i tanti lavoratori precari o “in nero” che hanno perso il proprio posto di lavoro.
Non siano ingannevoli le voci che sussurrano di una lenta ripresa in atto; non bisogna confondere la finanza con l’economia reale. Ha senso parlare di ripresa solo perché il PIL (prodotto interno lordo) della nazione accenna una timida risalita, quando altri indicatori del benessere della popolazione (tasso di disoccupazione in primis) segnano un brusco deterioramento?
Il problema dell’occupazione, sempre presente nel nostro paese, comincia a diventare drammatico; in particolare per i giovani laureati, maggiormente penalizzati nella ricerca di un posto di lavoro adeguato agli studi effettuati in una città che, salvo qualche rara eccezione, non ospita aziende tecnologicamente all’avanguardia.
A Monopoli inoltre si assiste (già da molti anni, per la verità) ad un fenomeno contrastante. Se da un lato crescono le famiglie in difficoltà economica, dall’altro non accenna a diminuire il trend in crescita dei depositi bancari. Questo è un chiaro segnale della crescente disuguaglianza economica tra i nostri concittadini. A fronte di chi perde lavoro per la crisi, fatica a ritrovarlo, di chi è costretto a chiudere la propria attività, vi è chi si arricchisce sempre più, ed anzi dalla crisi ci guadagna!
A guadagnare dalla crisi sono in primis i dipendenti pubblici ed i pensionati (e nella nostra città sono tanti) che non temono di perdere lavoro ed anzi ora vedono aumentare il proprio potere d’acquisto a causa del calo dei prezzi e della discesa dei tassi dei mutui.
Vi è poi la categoria degli speculatori edili, sempre in voga a Monopoli; a proposito sarà un caso se il nostro paese è l’unico nel quale il costo degli appartamenti non è decresciuto?
Ecco perché molti non si accorgono della crisi o la negano; mentre ciò accade le disuguaglianze sociali aumentano! Se le dinamiche economiche si riducono spesso in un gioco a somma zero, può la stessa cosa valere per il benessere di una società?
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Infine vorrei ricordare che sono di Canosa di Puglia. Non ho "Santi in Paradiso" qui a MOnopoli.
Cordialmente
Incoronata Silvestri
Se c'è chi perde il posto in modo così diffuso, è bene che questa certezza venisse suddivisa tra tutti, quindi ci dovrebbe essere un TURN-over nei posti statali, e anche nella situazione di cassa integrazione.
Questo, credo, essere il fondamento dell'articolo.
Per quanto riguarda il settore dell'edilizia non posso discutere poichè è un ambito in cui non sono molto informato, ma mi pare comunque esagerato sottolineare che qualcuno ci guadagna, usando addirittura un tono di biasimo.