Martedì 22 Maggio 2012
   
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MONOPOLI:LA VERA CRISI COMINCIA ORA!

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Chi credeva che la nostra città sarebbe rimasta immune dalla crisi economica che ha colpito il mondo intero si accorge in questi giorni di aver sbagliato.

Giunto con ritardo, il rallentamento della nostra fragile economia comincia ora a presentare un conto salato.

Sono numerose infatti le aziende del nostro paese che hanno fatto ricorso, quando possibile, alla cassa integrazione per i propri dipendenti. Ancor meno rendicontabili i tanti lavoratori precari o “in nero” che hanno perso il proprio posto di lavoro.

Non siano ingannevoli le voci che sussurrano di una lenta ripresa in atto; non bisogna confondere la finanza con l’economia reale. Ha senso parlare di ripresa solo perché il PIL (prodotto interno lordo) della nazione accenna una timida risalita, quando altri indicatori del benessere della popolazione (tasso di disoccupazione in primis) segnano un brusco deterioramento?

Il problema dell’occupazione, sempre presente nel nostro paese, comincia a diventare drammatico; in particolare per i giovani laureati, maggiormente penalizzati nella ricerca di un posto di lavoro adeguato agli studi effettuati in una città che, salvo qualche rara eccezione, non ospita aziende tecnologicamente all’avanguardia.

A Monopoli inoltre si assiste (già da molti anni, per la verità) ad un fenomeno contrastante. Se da un lato crescono le famiglie in difficoltà economica, dall’altro non accenna a diminuire il trend in crescita dei depositi bancari. Questo è un chiaro segnale della crescente disuguaglianza economica tra i nostri concittadini. A fronte di chi perde lavoro per la crisi, fatica a ritrovarlo, di chi è costretto a chiudere la propria attività, vi è chi si arricchisce sempre più, ed anzi dalla crisi ci guadagna!

A guadagnare dalla crisi sono in primis i dipendenti pubblici ed i pensionati (e nella nostra città sono tanti) che non temono di perdere lavoro ed anzi ora vedono aumentare il proprio potere d’acquisto a causa del calo dei prezzi e della discesa dei tassi dei mutui.

Vi è poi la categoria degli speculatori edili, sempre in voga a Monopoli; a proposito sarà un caso se il nostro paese è l’unico nel quale il costo degli appartamenti non è decresciuto?

Ecco perché molti non si accorgono della crisi o la negano; mentre ciò accade le disuguaglianze sociali aumentano! Se le dinamiche economiche si riducono spesso in un gioco a somma zero, può la stessa cosa valere per il benessere di una società?

Commenti 

 
#6 Incoronata Silvestri 2009-11-18 18:23
Gentile ANONIMO,
se avesse letto il regolamento avrebbe capito il perchè della "censura". Commenti atti a colpire singoli o categorie precise, suscettibili all'accusa di diffamazione- e comunque offensivi- non sono ammessi. Siamo noi a rispondere della pubblicazione di commenti anonimi diffamatori. Tra l'altro quel determinato commento non sarebbe stato costruttivo all'interno del dibattito, ma avrebbe unicamente scatenato battibecchi tra gli utenti. Non è nostra intenzione alimentare il pettegolezzo.
Se ha segnalazioni serie, approfondimenti o documentazioni in merito può inviarcele tramite mail firmando con nome e cognome.
Infine vorrei ricordare che sono di Canosa di Puglia. Non ho "Santi in Paradiso" qui a MOnopoli.
Cordialmente
Incoronata Silvestri
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#5 Novello 2009-11-18 17:22
Non sò cosa tu abbia scritto, però prova a scriverlo in altre parole, tanto chi capisce, lo capisce in ogni modo.
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#4 ANONIMO 2009-11-18 14:38
PERCHE' NON SCRIVETE IL MIO COMMENTO SUGLI IMPIEGATI DEL COMUNE DI MONOPOLI? AVETE QUALCOSA O QUALCUNO CHE VI APPARTIENE PROBABILMENTE...............
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#3 michele 2009-11-16 01:04
Dalla crisi ci guadagnano solo gli speculatori finanziari e immobiliari. Almeno fino a quando il governo non promulgherà quelle leggi sulla trasparenza delle intermediazioni che altri Stati stanno adottando. Che poi dalla crisi ci guadagnino dipendenti pubblici e statali è una tesi fuorviante. Sarebbe come dire che tra due poveri è più povero quello che perde il lavoro; mentre l'altro si arricchisce! E' vero che chi conserva il lavoro è più fortunato rispetto al disoccupato. Ma stiamo parlando di ceti sociali che comunque hanno difficoltà a giungere a fine mese.
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#2 Novello 2009-11-14 22:51
Il tono, credo, essere dovuto alla disugualianza di trattamento tra coloro che possono perdere il posto e quindi il reddito e coloro che invece il reddito lo hanno assicurato, sulla base di un non sò quale criterio che non capisco/condivido o forse, meglio, condanno fermamente.
Se c'è chi perde il posto in modo così diffuso, è bene che questa certezza venisse suddivisa tra tutti, quindi ci dovrebbe essere un TURN-over nei posti statali, e anche nella situazione di cassa integrazione.
Questo, credo, essere il fondamento dell'articolo.
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#1 Massimo 2009-11-14 17:51
Vorrei discutere sulla parte finale dell'articolo, infatti sembra quasi condannare i dipendenti pubblici e i pensionati, i quali, una volta tanto, ci "guadagnano" dalla crisi, che poi, non si può prlare di guadagno ma più che altro di risparmio, cosa che può giustificare la crescita dei depositi bancari. Infatti molte persone, in vista della crisi, preferiscono mettere da parte i soldi piuttosto che spenderli.
Per quanto riguarda il settore dell'edilizia non posso discutere poichè è un ambito in cui non sono molto informato, ma mi pare comunque esagerato sottolineare che qualcuno ci guadagna, usando addirittura un tono di biasimo.
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