Martedì 22 Maggio 2012
   
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BENI: PRIVATIZZANO L'ACQUA!

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IL FATTO

L’articolo 15 del decreto Ronchi, ormai alle battute finali alla Camera, prevede che la quota di capitale in mano pubblica delle società che operano nel settore della distribuzione dell’acqua scenda sotto il 30%, lasciando spazio ai privati.

QUALI  RIPERCUSSIONI  PER LA NOSTRA COMUNITA’ ?

Le quote di partecipazione della società che gestisce l’acquedotto pugliese  (AQP) sono al 95% di proprietà della Regione Puglia, mentre un 5% fa capo alla Basilicata. Il nuovo testo normativo imporrebbe la dismissione a vantaggio di privati di parte delle quote, ora di proprietà pubblica.

IL PERCHE’ DEI TIMORI

L’acqua, insieme all’aria che respiriamo e al cibo, rappresenta uno degli elementi indispensabili per la nostra sopravvivenza. La possibilità di accedere all’acqua potabile per bere e cucinare costituisce un bisogno primario il cui soddisfacimento dovrebbe essere garantito a qualsiasi essere umano, ma anche la disponibilità di risorse idriche da usare per l’igiene personale e l’agricoltura si rivela indispensabile per garantire una vita dignitosa e la sopravvivenza delle comunità.
Nonostante ciò la disponibilità di acqua a livello mondiale sta continuando a diminuire e proprio l’accesso all’acqua sembra destinato a diventare uno dei più potenti strumenti di speculazione per multinazionali senza scrupoli.

REAZIONI CONTRASTANTI (quando mai!) DEL MONDO POLITICO

Il governatore della Puglia ha già annunciato che ricorrerà alla Corte Costituzionale impugnando il provvedimento. La sinistra teme uno stop degli investimenti ed un incremento delle tariffe.

Al contrario i politici di destra ritengono che la privatizzazione determinerà una gestione più efficiente e meno politicizzata; gli investimenti nel miglioramento della rete idrica saranno la logica conseguenza della lotta allo spreco che da sempre contraddistingue l’impresa privata, meno le iniziative pubbliche.

Ma i cittadini cosa pensano? Qualcuno li ha interpellati in proposito?

Commenti 

 
#12 angelo vito lamanna 2009-11-20 22:22
io non odio nessuno, la politica e vecchia quanto l'uomo e senza di essa non si può migliorare ne la sua situazione ne quella di altri. esiste una politica sporca e una meno sporca ma non esiste quella pulita per sua natura.
la politica e fatta di idee e interessi, in questo momento nella politica gli interessi prevalgono in maniera preponderante sulle idee.
io faccio la politica ma non ho speranze di successo perchè credo che la politica deve essere al servizio della società invece la politica contemporanea fa il "servizio" alla collettività.
non me ne frega niente, io mi devo guardare allo specchio con serenità, lei è stato chiarissimo, non sono d'accordo con lei ma rispetto i suoi pensieri, spero di essere stato parimenti chiaro.
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#11 ANONIMO 2009-11-20 13:45
Risposta al sig. Lamanna, voglio precisare che non c'è nessuna acredine nei suoi confronti, tuttavia se non ho capito male lei si sta avvicinando alla politica e, pertanto, io personalmente ho un odio profondo nei riguardi di tutti i politici meridionali o meglio monopolitani (come lo sono io purtroppo ) in quanto li ritengo responsabili della situazione lavorativa drammatica in cui mi trovo. (leggasi concorsi truccati, raccomandazioni, intrecci politica e affari ecc.)Spero di essere stato chiaro. D. saluti
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#10 ..... 2009-11-20 13:34
io, diversamente da ANONIMO e LAMANNA, non ho avuto a che fare con l'AQP e quindi non sono incappato nei suoi disservizi, ma ho potuto constatare l'esistenza anche di situazioni pubbliche opposte a quelle da voi descritte(da ultimo, l'ospedale di Castellana, che per cortesia, organizzazione ed efficacia ha dimostrato di non avere nulla da invidiare a qualsiasi struttura privata). Quindi? Certo questione di sistema, di dirigenti, di norme, ma soprattutto questione di cultura dei singoli, questione - insisterò fino alla noia - di moralità, di senso dello Stato, di rispetto per ciò che è della collettività. Senza tutto ciò, privatizzare significa solo far pagare prezzi più alti per avere lo stesso disservizio.
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#9 angelo vito lamanna 2009-11-20 13:21
x anonimo
voglio sperare che il partecipare alle discussioni sia per lei atteggiamento disdicevole, specie se lo si fa rispettando tutti e ci si firma con nome e cognome "veri", premesso ciò, lei esprime questioni alle quali la risposta può essre solo negativa, avere bisogno dell'a.q.p. è una disgrazia, gli uffici bisognerebbe farli visitare da brunetta, non parlo delle presenze, le file sono semplicemente incivili come spesso le risposte degli impiegati quando e se ci sono.
in merito ai rapporti di cui lei parla, sono proprietario di una casa nel centro storico da quattro anni e da allora aspetto l'acqua che da allora per fortuna mi presta il vicino e il motivo di tutto cio glielo risparmio perchè la pagina non basta.
mi piacerebbe capire però il motivo della sua acredine nei miei confronti perchè dagli interventi non la comprendo.
ricambio i saluti.
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#8 ANONIMO 2009-11-19 21:57
Una concisa contro risposta ai due sigg. che hanno commentato il mio scritto: MA AVETE MAI AVUTO BISOGNO DELL'ACQUEDOTTO PUGLIESE? VI SIETE MAI RECATI IN UNO DEI SUOI UFFICI? SE SI QUANTI IMPIEGATI AVETE NOTATO LAVORARE TRA TUTTI QUELLI PRESENTI? QUANTO TEMPO E' DURATA LA FILA? QUANTO TEMPO PER AVERE UN CONTRATTO ED UN ALLACCIAMENTO? QUALE GENTILEZZA AVETE RISCONTRATO NEI FRONT OFFICE SPECIALMENTE IN QUELLO DI MONOPOLI? SE NON AVETE AVUTO RAPPORTI DEL GENERE ALLORA SAREBBE BENE CHE NON VI PRONUNCIASTE. ANCHE LEI SIG. LAMANNA CHE SCRIVE COMMENTI SU TUTTI GLI ARTICOLI.
DISTINTI SALUTI
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#7 lamanna 2009-11-19 16:29
x anonimo
e come dice lei purtroppo però la richiesta di arresto per l'on. cosentino è proprio nel merito di una società pubblico-privata e nella fattispecie del mercimonio delle assunzioni.
sono del parere però che uno stato civile deve gestire i beni "strategici" in prima persona e l'acqua e il bene primario assoluto, fermo restando che quel che lei scrive trova riscontro inequivocabile in un best seller come "la casta", resta ora da discutere e poi decidere se ci dobbiamo arrendere allo status quo oppure se dobbiamo lavorare ad un cambiamento lento e radicale che ci porti a divenire una nazione "normale" dove il pubblico non è un "carrozzone"
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#6 ..... 2009-11-19 11:02
Egregio ANONIMO, pur essendo la sintesi di Salatino molto efficace e sostanzialmente condivisibile, le conclusioni che ne trai non mi sembrano condivisibili, se non altro perchè è tutto da dimostrare che nelle società miste a maggioranza privata le assenzioni non sarebbero più clientelari. Anzi, si potrebbe immaginare che i privati, che in qualche modo dovrebbero essere controllati dal pubblico, potrebbero "addolcire" quest'ultimo proprio tramite assunzioni (o altre dazioni) clientelari, consapevoli che alla fin fine sarebbero comunque in grado di recuperarne i costi attraverso le tariffe e l'assenza di investimenti. Io insito perchè l'acqua (e molte altre cose già richiamate da novello più sopra) restino in mano pubblica, magari gestite con maggiore senso dello Stato.
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#5 ANONIMO 2009-11-18 21:39
Farebbero bene a privatizzare l'Acquedotto Pugliese, infatti non si sbagliava il comico barese Nicola Salatino quando diceva che l'ente serviva più a dare da mangiare che da bere. Ricordo ad esempio il primo assalto della giunta Vendola con l'assunzione del figlio dell'assesore socialista Introna e così gl' che lo hanno preceduto. Pertanto se le assunzioni devono essere clientelari preferisco che siano i privati a gestire l'ente e non i soliti mangia mangia politici!
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#4 ..... 2009-11-18 18:59
infatti non nego che il pubblico nei fatti sia gestito male, ma la soluzione - come mi pare tu stesso, egregio novello, indirettamente ammetti - non è certo quella di affidare tutto ai privati, ben sapendo di non essere in grado di controllarne l'operato senza cambiare livello qualitativo... se si vuole, o si dice di volere, efficienza (spero accompagnata da adeguato perseguimento di valori sociali), allora basta consentire alla gente della pubblica amministrazione di lavorare per bene, senza condizionamenti politici dei quali gli attuali dirigenti sono strumento (con buona pace di Brunetta, il quale finge di ignorare quali pressioni ricevono dirigenti e funzionari pubblici dalla politica, la quale in cambio copre le magagne dei singoli, che certamente non mancano)... in conclusione, insito per la ineludibilità della morale dei singoli
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#3 Novello 2009-11-18 17:19
Forse sarebbe bene partire da un presupposto: non tutto può essere privato, alcune cose essenziali devono essere pubbliche, mi riferisco alla sanità, alla scuola, all'università, la ricerca in tutte le sue forme, e .... l'acqua. L'assunto secondo cui ciò che è pubblico viene gestito male non è poi così fuori dal mondo, ciò su cui è necessario porre l'attenzione è la metodologia gestionale, cioè punire i dirigenti poco attenti, sembra che l'ultima riforma Brunetta qualcosa la stia facendo.
Nel privato c'è inesorabilmente il dio denaro, che male si concilia con lo sviluppo e l'interesse pubblico, e poco o niete potrà fare la partecipazione al 30%.
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#2 ..... 2009-11-18 11:45
Anche in questo caso torna un equivoco di fondo e cioè che tutto ciò che è pubblico non può che essere gestito male e tutto ciò che è privato non può che essere gestito bene.
Senonchè, il privato mira al massimo profitto, per cui nel caso specifico, in mancanza di forti impegni agli investimenti per la rete e di un tetto alle tariffe da una parte; e di un forte potere pubblico di sorveglianza e sanzionamento, è probabile che l'operazione si tradurrebbe in semplice aumento delle tariffe senza miglioramento del servizio, ossia senza investimenti (il caso della autostrade insegna, sul quale basta riguardarsi una puntata di Report; peraltro sempre Report, se non erro, s'è occupato anche di acqua privatizzata).
Quanto alle gestioni pubbliche, tralasciando i sentori di situazioni positive, che almeno per me sarebbero tutte da verificare, in linea di principio nulla impedirebbe all'ente pubblico di ingaggiare, pagare e soprattutto lasciar lavorare senza interferenze professionisti del settore e per questa via ottenere risultati lusinghieri.
Ed ecco che il tutto ritorna a quello che nella mia mente è ormai il solito ritornello, ossia alla semplice e al tempo stesso drammatica considerazione che, se non c'è senso civico e senso dello stato a nessun livello della vita pubblica e privata, dove mai crediamo di poter andare? Non ci saranno mai organizzazioni o leggi che possano reggere all'immoralità diffusa e, in quanto di fatto impunita, incoraggiata.
Il resto sono chiacchiere.
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#1 Franco Muolo 2009-11-18 11:36
I guai dell'Ente autonomo per l'acquedotto pugliese (EAAP) cominciarono proprio quando nel 2000 ebbe inizio il primo tentativo di vendere all'Enel l'acquedotto più lungo d'Europa perché, si diceva, dava più da mangiare che da bere. Da allora si sono moltiplicati sempre di più gli assalti imprenditoriali alla trasformazione dell'Ente pubblico in AQP privata, promossa dal Governo romano, che a lungo andare non hanno fatto altro che indebolire e ridurre al lumicino il controllo del mondo politico nostrano sulla corretta gestione dell'acqua che è, e deve rimanere, il primo bene naturale, essenziale alla vita dell'uomo, e quindi appartenente e gestito dalla collettività. Sembra che tutti l'abbiano dimenticato, a furia di bere acqua minerale.
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