Petizione popolare a favore della conservazione dei crocifissi nelle scuole e negli edifici pubblici italiani contro la sentenza della Corte Europea.
La petizione, proposta a Monopoli dagli esponenti della PPDT, si muove contro la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo.
Con questo documento si stabilisce che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni".
Nella prima giornata di raccolta di firme, a Monopoli, sono state raccolte dalle ore 9 alle 13 più di 500 firme.
La questione, è noto, ha spaccato l’Italia in due.
La sentenza :
1. L'esposizione del crocifisso è prescritta da disposizioni di carattere amministrativo, non da leggi. In particolare l'art. 118 del Regio Decreto n. 965 del 1924 prevede per le scuole medie che "Ogni istituto ha la bandiera nazionale; ogni aula, l'immagine del Crocifisso e il ritratto del Re", mentre per le scuole elementari l'allegato C del Regio Decreto n. 1297 del 1928 prevede tra gli arredi delle classi "1. Il Crocifisso. 2. Il ritratto di S. M. il Re". Queste disposizioni sono state confermate da una circolare ministeriale del 1967 sugli arredi scolastici.
2. Le disposizioni amministrative sopra citate sono state emanate in un periodo nel quale era vigente il principio della confessionalità dello
Stato. Infatti lo Statuto albertino, al suo articolo 1, recitava: "Art. 1.
3. Le disposizioni suddette sono state emanate da governi presieduti da Benito Mussolini, Duce del fascismo, che aveva interesse ad accattivarsi le simpatie della Chiesa cattolica e che sarà l'artefice, per parte italiana, della Conciliazione e della firma dei Patti lateranensi nel
4. L'Accordo di Villa Madama del 1984 che ha modificato i Patti lateranensi, nel suo protocollo addizionale, stabilisce "In relazione all'articolo 1...Si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano". Dal 1984 quindi l'Italia non è più uno Stato confessionale.
5.
Per concludere: l'Italia non è più uno Stato confessionale. Al contrario, l'Italia è uno Stato laico, che tutela il pluralismo religioso. Anche quando impartisce l'insegnamento della religione cattolica, garantisce però, in nome del pluralismo e della libertà religiosa, la possibilità di non essere costretti ad assistervi. Ecco perché, al di là di chi si offende o di chi non si offende (è molto antipatico etichettare la sensibilità degli altri come "eccessiva" o "ideologica" quando si parte da posizioni dominanti), lo Stato garantirebbe meglio la laicità delle istituzioni smettendo di prescrivere che ogni aula sia dotata di un crocifisso (per il ritratto di Sua Maestà il Re per fortuna si è già provveduto in tal senso).
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Commenti
Non credo che ci sia qualcuno che voglia, sulla base di non sò quale fondamento, diconoscere la validità di tali insegnamenti che, non lo sò se lo sono, ma dovrebbero essere alla base di ogni religione, e se non lo sono è bene che da questa si stia lontano.
Penso che il Crocifisso rappresenti e debba rappresentare o meglio, debba ricordare, tali aspetti, al di là della religione propriamente detta.
Non sarebbe meglio che gli estremismi fossero messi da parte e si facesse, solo e soltanto per semplicità , riferimento a quel simbolo solo per ricordare che siamo umani.
Non sò se sono io che sono fuori come un balcone oppure.......... a me non darebbe nessun fastidio insegnare ai miei figli che quel simbolo induce solo a pensare che non siamo bestie allo stato brado ma un pochino più evolute.
Saluti
1) quanto afferma leone potrebbe essere inteso senza forzature come espressione del disagio che può derivare dalla imposizione familiare della religione; in altre parole, a me sembra che leone - che prego di smentirmi se lo ritiene - alla fin fine dica di essere battezzato e cresimato, ma di nutrire forti sentimenti laici
2) l'ora di religione è meno innocente di come la presenti, perchè significa (ennesimo) sostegno economico dello stato alla chiesa, testa di ponte per fare proselitismo, strumento privilegiato di contatto con le nuove generazioni, sbarramento ad altre possibili impostazioni
3) chi direbbe che il mondo va bene? senonchè moltissimi posti di potere dai quali sarebbe anche possibile farlo andare meglio sono retti da cattolici ferventi, senza che questo porti vantaggi morali tangibili; non solo: cercare di imporsi al pensiero altrui con ogni mezzo (perchè questo fanno i talebani cattolici, peraltro spesso distanti dai cattolici più illuminati ma con meno voce in capitolo), non può che portare male al mondo
4) l'identità nazionale non è qualcosa di statico, è quindi normale che si evolva; comunque lo stato non coincide con la nazione e in tempi di migrazioni massicce questa differenza ha implicazioni pratiche non da poco
5) esporre il crocifisso va bene in un edificio religioso o in una casa privata, non in una struttura statale, nemmeno se a fianco di altri simboli religiosi
6) potresti continuare finchè vuoi, ma continueresti ad andare fuori strada, perchè neghi la libertà dei singoli e la funzione fondamentale dello stato di garantirla
infine, citazione per citazione, richiamo quella celeberrima attribuita pare ingiustamente a voltaire, che grosso modo dice: non sono d'accordo con te, ma darei la vita perchè tu possa continuare a esprimere le tue opinioni
cordiali saluti
1) X Leone: quando si afferma di essere battezzata e cresimata cristiana ma che non si riconosce, ma preferirebbe un'ora in più di filosofia, beh..... su questo si potrebbe scivere un libro. Tuttavia, partendo proprio dalla filosofia, cristiana significa che crede in un cristo forse è meglio dire cattolica.
2) Sull'ora di religione, almeno quando ci andavo io a scuola era più un ora per socializzare o meglio di ricreazione oggi non sò.
3) Ma questo mondo vi piace come stà andando? Non sarebbe meglio, forse, incrementare l'insegnamento di alcuni comportamenti?
4) Il crocefisso a mio avviso deve rimanere non solo come simbolo di religione, ma sopratutto come identità nazionale (indica chi siamo, non per nulla, storicamente, il papa stà a Roma.
5) Sempre nell'ambito filosofico ce n'era uno (non ricordo chi fosse) che affermava: ma che vi costa vivere pensando che Dio esita? Qui aggiungo: ma che vi costa vedere quel simbolo?
6) Mi fermo qui ma potrei continuare a dismisura.
E se cominciassimo, come genitori, a far sentire la nostra voce barrando la casella "NO" all'insegnamento della religione cattolica? Che non significa che non educhiamo i nostri figli secondo quei principi e quei valori ma solo che non condividiamo le "OPINIONI" espresse dalle alte gerarchie ecclesiastiche sulla nostra vita quotidiana!
Faccio anch'io una riflessione: l'ora di religione pagata dallo Stato Italiano è in realtà gestita dal Clero. Dopo 3 anni di scuola a Conversano, i futuri Insegnanti di religione (professori?) allegano al loro titolo un curriculum in cui i parroci affermano con dovizia di particolari quali grandi meriti essi hanno. (catechisti, coristi, perpetue.....) Dunque se sei nei loro cuori e il curriculum è degno il Vescovo non il provveditore assegna la cattedra (DI RUOLO!!!!!!!!!!!). Il passo successivo è quello di una seconfa laurea che da facoltà a quell'insegnante di passare a nuovo insegnamento alla prima occasione possibile. SENZA CONCORSO!!!!!!!!!!!!!
Io sarei per togliere gli insegnanti e lasciare quel crocefisso, lì muto e ormani anche lui chino con la testa per non vedere sta schifezza italiana.
La cura dello spirito deve essere osservata nella sfera privata, dove ognuno può decidere di essere ciò che desidera. Esistono i luoghi di culto per esporre i propri simboli. Sono italiana, battezzata e cresimata cristiana, e non mi riconosco nel crocifisso nè come simbolo culturale nè spirituale.
E mi provoca un fastidio enorme dover comprare il libro di religione a scuola per mio figlio...non fargli fare religione significherebbe farlo sentire diverso. Come madre non sono libera di decidere del percorso spirituale di mio figlio. Se a scuola religione e crocifisso non esistessero, io non avrei questo problema che limita la mia azione educativa e che anzi, la sovrasta cn la morale comune. Quando mio figlio sarà più grande potrò spiegargli e lui sceglierà . Ma intanto qualcun'altro ha scelto per me...per fortuna sarò vicina per moderare l'indottrinamento comune. Ah, non dimentichiamo la natura fascista di quest'imposizione. Saluti
nb: Mi piace il Natale e lo festeggio volentieri, ma non voglio che qualcuno insegni a mio figlio cavolate. Perchè a scuola non dicono che il natale è la declinazione cistiana di un rito pagano?Questo dovrebbero insegnare!