Martedì 22 Maggio 2012
   
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ACQUA PRIVATA? MONOPOLI SOSTIENE LA MOZIONE

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Nella nostra città- in Piazza Vittorio Emanuele- la sezione cittadina di Sinistra e Libertà, ha promosso una raccolta firme affinché il Decreto Legge 135/09, che all’articolo 15 privatizza la commercializzazione di un bene comune, l’acqua, venga abrogato e si riaffermi il diritto all’acqua come un diritto essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente.

Obiettivo: scongiurare l’inevitabile speculazione economica a danno dei cittadini ed assicurare il bene essenziale.

E’ di qualche giorno fa la dura presa di posizione, unica e sola in tutta Italia, del governatore della puglia Nicky Vendola . Il governatore ha dichiarato di voler presentare una mozione per chiedere al governo Berlusconi l’abrogazione del decreto legge, minacciando anche il ricorso alla Corte Costituzionale. «Mentre in Francia – dice lo stesso Vendola -, dopo 25 anni di gestione privata fallimentare, si ritorna all’acqua pubblica, dal primo gennaio 2010, nel nostro Paese alla Camera- mortificando il Parlamento- è stata posta la fiducia per fare esattamente il contrario, approvare un decreto (unico in Europa) che, di fatto, privatizza un bene comune universale e strategico. L’acqua, fondamentale per la vita e la sopravvivenza di ciascuno di noi, viene sottoposta a logiche di mercato che, come dimostrato in questi anni, non garantiscono un servizio migliore e più accessibile a tutti, ma solo soldi per chi ne gestisce il business».

A tal proposito il Consigliere Comunale di Sinistra e libertà al Comune di Monopoli, Cecilia Matera ha dichiarato: “ La nostra regione è l’unica che ha prodotto ricorso alla Corte Costituzionale, sull’illegittimità di questo decreto legislativo. Non è possibile! Privatizzare un bene pubblico significa arricchire il privato. Con quali principi? Peggiorando il servizio offerto e la sua qualità, privatizzare significa far fallire l’ente.”

“Qualcuno il prossimo marzo- ha proseguito- quando andrà a votare con il cuore in mano dovrà ricordarsi che, Nicky Vendola ha governato bene e continua a farlo , difendendo, aiutando e tutelando la gente comune. Mantenendo le promesse. Spero che questo ricorso sia preso in considerazione. Le conseguenze del decreto sarebbero  pesantissime, sopratutto per povera gente che dovrà pagare bollette aumentate a dismisura con un servizio peggiorato a livello qualitativo. In poche ore abbiamo raccolto oltre 200 firme, il problema è sentito “

Giuseppe Galanto: “La privatizzazione senza concorrenza spesso è a discapito della qualità e del servizio offerto. E’ già accaduto per le ferrovie; l’Enel ; labachetto_per_la_raccolta_di_firme_contro_la_privatizzazioen_dellacqua_foto_2_web Telecom , dove non è cambiato nulla, anzi, è peggiorato il servizio. Taglia anche al personale!

Il governo Berlusconi ha privatizzato qualcosa che viene liberamente dal cielo, che non è di nessuno! Per distribuirla, trattarla raccoglierla e farla arrivare nei rubinetti delle nostre case esiste un costo, che deve essere distribuito equamente. In questo affare c’è lo zampino di Contegirone, genero di Pierferdinando Casini, che sta cercando di comprare l’acquedotto Pugliese, il 2° acquedotto più lungo e grande del mondo. Per questo motivo  si sta ostacolando in ogni modo la candidatura di Nicky Vendola, e l’ostruzionismo creato dall’Italia dei Valori.

Per chiarire  meglio la questione, alleghiamo una lettera pubblicata qualche giorno fa sul Corriere della Sera del padre Alex Zanotelli

La lettera del padre comboniano

Zanotelli: acqua pubblica è agli sgoccioli
Come si privatizza un bene comune
La legge è passata ad agosto: si affida la gestione a società miste con capitale privato non inferiore al 40%

di Alex Zanotelli

Caro direttore, è stato uno choc per me sentire che al Senato, il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua. Il voto in Senato è la conclu­sione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordina­ria, il conferimento della ge­stione dei servizi pubblici lo­cali a imprenditori o società, mediante il rinvio a gara, en­tro il 31 dicembre 2010. Quel­la legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno do­po, precisamente il 9 settem­bre 2009, il Consiglio dei mi­nistri ha approvato un decre­to legge (l’accordo Fitto- Cal­deroli), il cui articolo 15, mo­dificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più deci­sivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:

a) l’affidamento della gestio­ne dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata), con capi­tale privato non inferiore al 40%;

b) cessazione degli affi­damenti «in house» a società totalmente pubbliche, con­trollate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011. Questo decreto è passato in Senato per essere trasfor­mato in legge. Il Pd, che è sempre stato piuttosto favore­vole alla privatizzazione del­l’acqua, ha proposto nella per­sona del senatore Bubbico, un emendamento-compro­messo: l’acqua potrebbe esse­re gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubbli­ca.

Questa proposta, fatta so­lo per salvarsi la faccia, passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la priva­tizzazione dell’acqua. L’oppo­sizione (Pd e IdV), vota con­tro il decreto-legge. E così il Senato vota la privatizzazione dell’acqua, bene supremo og­gi insieme all’aria! È la capito­lazione del potere politico ai potentati economico-finan­ziari. La politica è finita! È il trionfo del mercato, del profit­to. È la fine della democrazia. Per questo dobbiamo de­nunciare con forza: 1) il go­verno Berlusconi che, con questo voto al Senato, ora pri­vatizza tutti i rubinetti d’Ita­lia; 2) il partito di opposizio­ne, il Pd, che continua a nic­chiare sulla privatizzazione dell’acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione); 3) tutta l’op­posizione, per non aver porta­to un problema così grave al­l’attenzione dell’opinione pubblica. Per questo rivolgia­mo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decre­to o tolgano l’acqua dal decre­to. E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione della Camera. Si parla che il decre­to potrebbe essere votato il 16 novembre.

Chiediamo alle Regioni di: 1) impugnare la costituziona­lità dell’articolo 15 del decre­to Fitto-Calderoli; 2) varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico come ha fatto la regione Puglia. E ai Comuni di: 1) indire Consi­gli comunali monotematici sull’acqua; 2) dichiarare l’ac­qua bene di non rilevanza eco­nomica; 3) fare la scelta del­l’Azienda pubblica speciale per la gestione delle proprie acque. Questa opzione, a det­ta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l’attua­le legislazione. Si tratta prati­camente di ritornare alle vec­chie municipalizzate. L’acqua è sacra, l’acqua è vi­ta, l’acqua è un diritto fonda­mentale umano. Questo biso­gna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di per­dere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle no­stre fonti idriche. E lo ripetia­mo con forza mentre è incorso la conferenza internazionale di Copenhagen, dove l’acqua de­ve essere discussa come argo­mento fondamentale legato al clima. Per questo chiedia­mo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché «sorella ac­qua », fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come di­ritto fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato. Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi, ma soprattutto per i poveri del Sud del mon­do che la pagheranno con mi­lioni di morti per sete.

da Il Corriere della Sera del 12 novembre 2009










Commenti 

 
#5 Aliass BENITO 2009-12-12 13:53
Egr. sig.ra Maria evidentemente lei è ignorante della materia: gl'assessori sono stati nominati dal presedente Vendola che si proclamava DIVERSO da gl'altri suoi colleghi nella scorsa campagna elettorale. Risultato depressione economica in tutta la Puglia, viaggi , nomine dei figli degli assessori negli enti pubblici, aumento di tuttte le tasse regionali,inesistyente abolizione del ticket sui farmaci aumento del debito delle ausl del 150%S ecc. ecc..
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#4 maria 2009-12-12 03:53
che ca..... centra introna con niki
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#3 arturo 2009-12-11 16:44
Le esperienze già maturate in Italia e all'estero di privatizzazione dell'acqua hanno dimostrato di non essere idonee a realizzare gli obiettivi d'efficienza che si prefissavano.
Parigi, come noto, sta facendo marcia indietro, mentre i tentativi italiani più noti (in Toscana e a Latina) hanno realizzato concretamente molti aumenti di tariffe e nessun miglioramento del servizio o della rete.
Uguali esiti negativi ha registrato la privatizzazione delle autostrade, la cui gestione ha aspetti in comune con quella dell'acqua (rete, investimenti e tariffe).
Questi sono fatti tali da essere sufficienti a chierdersi, al di là di ideologie o dietrologie (che pure si potrebbero fare), perchè insistere fino a generalizzare un'impostazione che s'è già dimostrata fallimentare?
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#2 ANONIMO 2009-12-11 13:53
Bravi comunisti, i protettori dei lavoratori che non lavorano. Ah dimenticavo il figlio dell'assessore Introna lavorerebbe per un privato allora forse e meglio per lui lavorare per l'ente pubblico che da da mangiare più che da bere.
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#1 maria 2009-12-11 04:31
evviva niki bravo niki sei unico sei forte sei il politico migliore che abbiamo in italia
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