Nella nostra città- in Piazza Vittorio Emanuele- la sezione cittadina di Sinistra e Libertà, ha promosso una raccolta firme affinché il Decreto Legge 135/09, che all’articolo 15 privatizza la commercializzazione di un bene comune, l’acqua, venga abrogato e si riaffermi il diritto all’acqua come un diritto essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente.
Obiettivo: scongiurare l’inevitabile speculazione economica a danno dei cittadini ed assicurare il bene essenziale.
E’ di qualche giorno fa la dura presa di posizione, unica e sola in tutta Italia, del governatore della puglia Nicky Vendola . Il governatore ha dichiarato di voler presentare una mozione per chiedere al governo Berlusconi l’abrogazione del decreto legge, minacciando anche il ricorso alla Corte Costituzionale. «Mentre in Francia – dice lo stesso Vendola -, dopo 25 anni di gestione privata fallimentare, si ritorna all’acqua pubblica, dal primo gennaio 2010, nel nostro Paese alla Camera- mortificando il Parlamento- è stata posta la fiducia per fare esattamente il contrario, approvare un decreto (unico in Europa) che, di fatto, privatizza un bene comune universale e strategico. L’acqua, fondamentale per la vita e la sopravvivenza di ciascuno di noi, viene sottoposta a logiche di mercato che, come dimostrato in questi anni, non garantiscono un servizio migliore e più accessibile a tutti, ma solo soldi per chi ne gestisce il business».
A tal proposito il Consigliere Comunale di Sinistra e libertà al Comune di Monopoli, Cecilia Matera ha dichiarato: “ La nostra regione è l’unica che ha prodotto ricorso alla Corte Costituzionale, sull’illegittimità di questo decreto legislativo. Non è possibile! Privatizzare un bene pubblico significa arricchire il privato. Con quali principi? Peggiorando il servizio offerto e la sua qualità, privatizzare significa far fallire l’ente.”
“Qualcuno il prossimo marzo- ha proseguito- quando andrà a votare con il cuore in mano dovrà ricordarsi che, Nicky Vendola ha governato bene e continua a farlo , difendendo, aiutando e tutelando la gente comune. Mantenendo le promesse. Spero che questo ricorso sia preso in considerazione. Le conseguenze del decreto sarebbero pesantissime, sopratutto per povera gente che dovrà pagare bollette aumentate a dismisura con un servizio peggiorato a livello qualitativo. In poche ore abbiamo raccolto oltre 200 firme, il problema è sentito “
Giuseppe Galanto: “La privatizzazione senza concorrenza spesso è a discapito della qualità e del servizio offerto. E’ già accaduto per le ferrovie; l’Enel ;
Telecom
Il governo Berlusconi ha privatizzato qualcosa che viene liberamente dal cielo, che non è di nessuno! Per distribuirla, trattarla raccoglierla e farla arrivare nei rubinetti delle nostre case esiste un costo, che deve essere distribuito equamente. In questo affare c’è lo zampino di Contegirone, genero di Pierferdinando Casini, che sta cercando di comprare l’acquedotto Pugliese, il 2° acquedotto più lungo e grande del mondo. Per questo motivo si sta ostacolando in ogni modo la candidatura di Nicky Vendola, e l’ostruzionismo creato dall’Italia dei Valori.
Per chiarire meglio la questione, alleghiamo una lettera pubblicata qualche giorno fa sul Corriere della Sera del padre Alex Zanotelli
La lettera del padre comboniano
Zanotelli: acqua pubblica è agli sgoccioli
Come si privatizza un bene comune
La legge è passata ad agosto: si affida la gestione a società miste con capitale privato non inferiore al 40%
di Alex Zanotelli
Caro direttore, è stato uno choc per me sentire che al Senato, il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua. Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società, mediante il rinvio a gara, entro il 31 dicembre 2010. Quella legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:
a) l’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata), con capitale privato non inferiore al 40%;
b) cessazione degli affidamenti «in house» a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011. Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il Pd, che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell’acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso: l’acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubblica.
Questa proposta, fatta solo per salvarsi la faccia, passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell’acqua. L’opposizione (Pd e IdV), vota contro il decreto-legge. E così il Senato vota la privatizzazione dell’acqua, bene supremo oggi insieme all’aria! È la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita! È il trionfo del mercato, del profitto. È la fine della democrazia. Per questo dobbiamo denunciare con forza: 1) il governo Berlusconi che, con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d’Italia; 2) il partito di opposizione, il Pd, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell’acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione); 3) tutta l’opposizione, per non aver portato un problema così grave all’attenzione dell’opinione pubblica. Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l’acqua dal decreto. E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione della Camera. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre.
Chiediamo alle Regioni di: 1) impugnare la costituzionalità dell’articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli; 2) varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico come ha fatto la regione Puglia. E ai Comuni di: 1) indire Consigli comunali monotematici sull’acqua; 2) dichiarare l’acqua bene di non rilevanza economica; 3) fare la scelta dell’Azienda pubblica speciale per la gestione delle proprie acque. Questa opzione, a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l’attuale legislazione. Si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate. L’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è un diritto fondamentale umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza mentre è incorso la conferenza internazionale di Copenhagen, dove l’acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché «sorella acqua », fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato. Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi, ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete.
da Il Corriere della Sera del 12 novembre 2009
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Commenti
Parigi, come noto, sta facendo marcia indietro, mentre i tentativi italiani più noti (in Toscana e a Latina) hanno realizzato concretamente molti aumenti di tariffe e nessun miglioramento del servizio o della rete.
Uguali esiti negativi ha registrato la privatizzazione delle autostrade, la cui gestione ha aspetti in comune con quella dell'acqua (rete, investimenti e tariffe).
Questi sono fatti tali da essere sufficienti a chierdersi, al di là di ideologie o dietrologie (che pure si potrebbero fare), perchè insistere fino a generalizzare un'impostazione che s'è già dimostrata fallimentare?