Martedì 22 Maggio 2012
   
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SOS AMBIENTE: I PETROLIERI AVANZANO NEL SILENZIO

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Scegliamo di proporvi il seguente articolo che descrive quanto sta accadendo in Abruzzo perché tante sono le analogie con quanto potrebbe avvenire in Puglia.

ORTONA. Niente nuove, buone nuove? Nel caso degli insediamenti petroliferi in Abruzzo, il silenzio è un segno dalla difficile interpretazione. Secondo la rete Emergenza Ambiente Abruzzo è un brutto segno.

Se non ci sono notizie, non staranno facendo nulla? Non proprio. Infatti, anche se in silenzio, le richieste per la coltivazione di idrocarburi si moltiplicano e con esse le successive richieste di Valutazioni d’impatto ambientale. Tutte procedure propedeutiche alle installazioni di piattaforme estrattive.

Le associazioni ambientaliste, che da anni lottano contro la petrolizzazione dell’Abruzzo, continuano a raccogliere documenti ed informazioni sulle multinazionali che hanno messo gli occhi sulla costa e sul mare abruzzesi. I progetti riguardanti l’Abruzzo, vengono presentati dalle compagnie petrolifere per lo più all’estero. Ed è così che per aggirare l’ostacolo del “silenzio” abruzzese, i documenti si cercano direttamente all’estero o sulla stampa straniera.
Il tentativo è quello di fermare in tempo la «deriva petrolifera della regione verde d’Europa».
«Mentre il presidente della regione Gianni Chiodi e la giunta regionale discutevano di un una legge che non tutela minimamente il nostro mare, continua l’avanzata dei petrolieri. E se fino ad ora abbiamo visto piattaforme esplorative, adesso arriveranno le piattaforme permanenti proprio a ridosso della nostra costa».

«Il 3 Dicembre 2009 la compagnia inglese MOG (Mediterranean Oil & Gas )», scrive la Emergenza Abruzzo, «ha sottomesso al Ministero dell’Ambiente la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per poter installare una piattaforma petrolifera a 2 km dalla costa tra San Vito e Ortona. Il progetto in questione è quello denominato Ombrina mare2».
La Mog ha già elaborato un primo studio ambientale che è parte integrante dell’istanza per chiedere la concessione.

ECCO ALCUNE DELLE CONCESSIONI GIA’ CHIESTE

«Questo è solo l’ultimo atto di una serie di richieste di concessioni per il nostro mare. A settembre infatti, nell’indifferenza generale, la canadese Vega Oil e la irlandese Petroceltic hanno avanzato una richiesta per trivellare a 7km dal porto di Ortona con il progetto Elsa2. Ad ottobre la stessa Petroceltic ha avanzato richiesta per trivellare in altri 2 permessi a 5km dalla costa, a largo di Casalbordino e Vasto».

Tra le tante compagnie, anche la Edison ha presentato, al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, una richiesta di variazione dei lavori nell'ambito delta concessione di coltivazione. L’intenzione era quella di realizzare altri  4 pozzi a largo della costa di Vasto nell’insediamento già esistente chiamato Rospo Mare.
«Nessun rischio», ha affermato a chiare lettere la compagnia nello studio ambientale.
«Associazioni, cittadini e professionisti hanno già inviato al Ministero dell’Ambiente quasi 30 osservazioni e pareri contrari per il progetto Elsa2, mentre per le concessioni di fronte a Vasto e Casalbordino siamo già a quota 20» afferma Emergenza Ambiente Abruzzo.

«L’ABRUZZO HA TUTTO DA PERDERE E NULLA DA GUADAGNARE»

La rete di 60 associazioni contro la petrolizzazione dell’Abruzzo, mantiene alta la guardia e «continua a fare il suo lavoro di ricerca delle informazioni e di contrasto ai piani di colonizzazione dei petrolieri stranieri», ma lamenta uno «scarso impegno della classe politica».
«Il turismo, la pesca e l’agricoltura, oltre che la salute delle persone, saranno definitivamente compromessi in cambio di royalties nulle per la Regione e bassissime per lo Stato italiano, mentre i veri profitti di queste operazioni saranno riversati nelle casse delle multinazionali del petrolio. Di fatto, stiamo regalando il nostro petrolio», concludono le associazioni. (fonte Abruzzo.indymedia.org)

Commenti 

 
#2 Uccio 2009-12-28 17:50
si una netta coingiura... ci stanno avvelenando
mi sento già male
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#1 Michelangelo 2009-12-28 16:44
Ecco una coincidenza macroscopica. A questa aggiungeteci quella di san Pietro in Vincoli a Ravenna.
Indizi chiari, precisi e concordanti.
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