Martedì 22 Maggio 2012
   
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COME (REALISTICAMENTE) REAGIRE AL PETROLIO

petrolio










Egregio direttore,

Rifondazione Comunista ritiene positiva la costituzione di un Tavolo politico istituzionale, promosso dal Comune di Monopoli e sostenuto dalle varie forze politiche di maggioranza e di opposizione, per discutere della questione relativa alle piattaforme petrolifere (ormai usiamo il plurale), riunitosi in sala Perrici lo scorso 21 dicembre.

In questa sede, oltre alle soluzioni prospettate dalle varie parti (consigli comunali monotematici, delibere di consiglio contro le piattaforme da parte dei vari comuni pugliesi ecc.) l’Assessore regionale Introna ha delineato la possibilità di far approvare dalla Consigliatura regionale alla unanimità un odv contro concessioni facili che trasformino la Puglia e il Mar Adriatico in una raffineria a cielo aperto, nonché la possibilità di promuovere, nei tempi dovuti, un ricorso al TAR. L’intervento di Introna è stato rafforzato da quello del Consigliere regionale Pietro Manni del Prc il quale ha chiesto ufficialmente un incontro al Ministro Prestigiacomo.

Il suo intervento ci permette di fare una considerazione politica importante. Per quanto sia utile il processo in corso e per quanto Rifondazione continuerà a star dentro il Tavolo e ad appoggiare i Comitati contro la piattaforma, è necessario fare chiarezza sulle responsabilità decisorie, che non significa voler puntare il dito contro qualcuno ma promuovere una politica della chiarezza e della trasparenza; le comunità locali, che si vedono nuovamente oltraggiate e superate, devono aver ben chiaro che le competenze sono statali e quindi la questione è politica. Il Governo Berlusconi va messo di fronte alle sue responsabilità (e in questo le amministrazioni devono supportare il lavoro di tanti e tante che si stanno mobilitando) verso questo lembo di Italia perché promuove in maniera sconsiderata la ricerca di idrocarburi fossili e il nucleare, rilasciando autorizzazioni in barba alle comunità locali.

Ecco perchè è necessario continuare la protesta, e estenderla a livello della regione intera. Pur vincendo il ricroso al TAR, si avrebbe semplicemente un prolungamento dei termini ma l'iter autorizzativo resterebbe comunque in piedi e il Governo (favorevole alla ricerca petrolifera) potrebbe comunque andare avanti, visto il primo parere positivo delle soprintendenze, acquisendo il parere consultivo, ma non vincolante, della Regione Puglia. L'unico elemento che potrebbe spingere a fermarsi sarebbe il parere strettamente negativo delle popolazioni, espresso all'unanimità ed espresso con forza.

E' necessario avviare azioni di informazione e dibattito in città e in tutta la regione, prevedere una forte mobilitazione sociale e al contempo politica (così vedremo se e chi avrà il coraggio di opporsi...) ed organizzare azioni di boicotaggio verso le principali compagnie petrolifere.

Ecco perchè mai come in questo momento, è fondamentale che non solo Monopoli, ma tutta la comunità pugliese esprima nettamente il dissenso verso la politica energetica che si vuole portare avanti. Si mobilitino con forza e decisione i consigli comunali, i comitati, i parlamentari e gli assessori per dimostrare che la Puglia non è in vendita.

Commenti 

 
#2 AMABILE STRONZO 2010-01-10 18:48
Bravissimo Ciao!!!
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#1 ciao 2009-12-30 15:52
Scusate ma come al solito ognuno tira l'acqua al proprio mulino. Le responsabilità sono anche della regione alla quale non a caso sono attribuite, da precise normative, delle prerogative di ordine sia pur consultivo che non sono state esercitate nell'interesse dei cittadini. Smettetela di farvi la guerra e lavorate seriamente che a noi cittadini delle vostre beghe di parte ce ne interessa poco e niente.
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