Durante il convegno svoltosi a Polignano “Antenne e Salute” organizzato dal Comitato Madonna D’Altomare, l’intervento dell’avvocato Grattagliano.
“Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio tsunami - ha tuonato in aula l'avvocato - Qui si parla di venti piattaforme sull’intera costa pugliese.
Il legale, solo un attimo prima aveva denunciato lo stato di omertà sul caso antenne a Polignano e la mancata convocazione del forum consultivo previsto dal piano antenne. La faccenda non è tanto diversa dall'affaire petroleum. I presenti al convegno hanno invocato più coinvolgimento e informazione da parte delle istituzioni e amministrazioni comunali, non solo una volta che si costituiscono i comitati. “In un anno - ha precisato il legale davanti a un'aula gremita di gente - non abbiamo saputo nulla di quella informativa (della Northern Petroleum, ndr). Da un mese a questa parte è venuta fuori la vicenda che riguarda tutti quanti, vicenda della quale vi invito a prendere consapevolezza e a informarvi su internet. Stiamo organizzando una grossa manifestazione a carattere generale a Monopoli, il 23 gennaio prossimo; interverranno le scolaresche e mass media a livello nazionale”.
IL CASO PETROLIO OGGI AL CONSIGLIO COMUNALE DI POLIGNANO
Il tema entra in aula in punta di piedi. “Problematiche relative alla autorizzazione ad effettuare sondaggi per ricerca petrolifera nel territorio di Monopoli. Eventuali deliberazioni.”. Così si legge scorrendo fino al punto numero tre dell’ordine del giorno. Quel condizionale fa riflettere, perchè l’11 gennaio scorso, durante la seduta di consiglio comunale monotematico al Palazzo monopolitano, trasmessa in diretta web su Polignanoweb e Monopolitube, è stata approvata la delibera che ha sollevato tanto polverone: Monopoli non adotterà la via del ricorso al Tar, si rivolgerà direttamente al Capo dello Stato. L’assessore Pierantonio Munno, inoltre si auspica che gli altri comuni, seguano la stessa via. Staremo a vedere.
SUI SITI TEDESCHI IL CASO DELLA PIATTAFORMA - A proposito di internet, purtroppo le indiscrezioni su presunti articoli pubblicati in Germania da alcuni siti web sono fondate. Sul Sendungen Radio Colonia, giornale online tedesco, si può leggere un articolo dal titolo allusivo – In Puglia un “mare” di petrolio? (vedi foto). Una reputazione in gioco per l'immagine delle nostre spiagge frequentate da turisti tedeschi. Una cattiva nomea potrebbe compromettere quanto di buono finora programmato per sviluppare il turismo e preservare l’habitat naturale delle nostre coste.
La città di Monopoli viene citata all’interno dell’articolo. Si paventa l’ipotesi inquietante di una costa pugliese in futuro “letteralmente circondata da piattaforme petrolifere”.
VEDI ARTICOLO IN PUGLIA UN MARE DI PETROLIO DA SENDUNGEN
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Inoltre si "evita" di parlare del gasdotto russo che nel 2015 arriverà in Puglia con eventuale stazione di compressione e di rigassificazione sulle nostre coste. Forse perchè Vendola è a conoscenza (basta navigare in rete per rendersi conto)?? Forse perchè la Regione Puglia spera che il progetto vada all' Ilva di Taranto (dichiarazioni positive anche da studiosi come il Prof. Federico Pirro, http://fidest.wordpress.com/2009/05/18/in-puglia-il-gasdotto-south-stream/ ). Io inviterei il prof. Federico Pirro (ma è lo stesso Federico Pirro, esponente di Italia dei Valori?!? Mi sorge un piccolo dubbio) a Monopoli per discutere di questi argomenti.
http://it.euronews.net/2009/09/16/germania-merkel-sempre-piu-forte-nonostante-la-polemica-sul-nucleare/
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2009/06/24/AMZ4XLhC-rinuncero_nucleari_centrali.shtml
Il 22 aprile 2002 la coalizione tra socialdemocratici e verdi allora al governo aveva approvato una legge sull’uscita totale dall’energia nucleare della Germania. Il tribunale amministrativo federale della Germania, ha respinto la domanda delle Rwe e la Vattenfallà , le proprietarie delle centrali, che richiedevano di procrastinarne l’attività .
In Germania infatti, 17 impianti sono ancora in funzione, ma il cancelliere Gerhard Schroeder (Spd), quando era al governo si decise che il Paese sarebbe uscito completamente denuclearizzato entro il 2021. La Merkel (Cdu) ha per ora conservato questo indirizzo.
Inoltre, la maggioranza dei tedeschi e' favorevole al mantenimento del programma di uscita dal nucleare, varato il 22 aprile 2002 dal governo rosso-verde di Gerhard Schroeder. Un sondaggio eseguito per il domenicale 'Welt am Sonntag' rivela che a bocciare il nucleare e' il 53,2 per cento del campione, mentre il 29,7 per cento chiede il prolungamento del periodo di esercizio dei 17 impianti ancora in funzione.
Ricordiamoci che la Germania ha una politica energetica basata sopratutto sul "NUCLEARE". Per cui....da che "pulpito viene la predica"?!?