Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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PIOVE! PERSINO IN SALA OPERATORIA

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A Monopoli l’ennesimo caso di una sanità che fa acqua da tutte le parti


Dopo il caso della morte sospetta Paolo Greco, l’ospedale di Monopoli si segnala ancora una volta come esempio di una sanità, quella pugliese, che fa acqua da tutte le parti.

Cadeva acqua piovana dal soffitto: per questo motivo ieri (10/03/2010) non è stato possibile utilizzare per ore la sala operatoria di otorinolaringoiatria. Medesimo problema ma meno rilevante anche nella sala operatoria di ostetricia, dove è arrivato un rivolo di acqua, defluito nella notte dal reparto di otorino.

A determinare l’allagamento è stata la rottura di una guaina di impermeabilizzazione del solaio della sala operatoria di otorinolaringoiatria. Altra acqua piovana è entrata nel reparto attraverso i bocchettoni dell’impianto di aria condizionata che, essendo sprovvisti di paraventi, hanno convogliato l’acqua piovana prima nelle canaline e poi fino nella controsoffittatura del reparto di chirurgia.

Nonostante i tanti debiti del nostro servizio sanitario ed i tanti soldi spesi le strutture dei nostri ospedali permangono fatiscenti.

Commenti 

 
#3 anonimo 2010-03-11 17:00
Che sfiga!! Piove in ostetricia proprio mentre partorisce la moglie dell'onorevole Zazzera ( a proposito, augurissimi ) e si scatena tutto questo can can. Certo, non deve succedere, ma l'evento atmosferico è stato eccezionale e forse non era il caso di dequalificarci ulteriormente. Ma si sa, siamo monopolitani......
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#2 Io 2010-03-11 17:00
Siamo nel medioevo...:cry:
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#1 arturo 2010-03-11 15:39
Le manutenzioni costano tempo e denaro: ecco uno dei motivi per cui non è possibile continuare a chiedere di mantenere una rete capillare di strutture ospedaliere specialistiche, ma è necessario - superando ogni campanilismo - concentrare le risorse finanziarie e umane in pochi centri nevralgici polispecialistici baricentrici rispetto all'utenza, conservando in maniera diffusa sul territorio solo presidi di pronto soccorso e di diagnostica.
Si otterrebbero al tempo stesso economie di scala gestionali e migliore assistenza medica, grazie a maggiori possibilità di formazione e confronto tra gli addetti sanitari, anche sfruttando i risparmi realizzati nella logistica.
Di pari passo, andrebbe sostenuta ulteriormente l'assistenza domiciliare e rivista in maniera drastica l'attuale organizzazione e produttività dei medici di famiglia.
Insomma, ce ne sarebbe di che discutere e fare, ancor più alla luce delle notizie odierne sul deficit sanitario regionale, preventivato in più di 300 milioni.
Capitolo a parte le ruberie, che ovviamente incidono sulla spesa non poco, direttamente e indirettamente.
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