La crisi economica comincia a toccare anche le aziende storiche del tessuto produttivo monopolitano. A farne le spese è questa volta
Lo sciopero dei lavoratori è stato concordato con le sigle sindacali Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil dopo il posticipo al 29 marzo da parte dell’azienda del pagamento della mensilità di febbraio. Secondo gli scioperanti questo sarebbe solo l’ultimo di una serie di ritardi nei pagamenti da parte dell’azienda. Un grosso problema visto che molti di loro intestano mutui ipotecari da onorare alle scadenze mensili.
Per venire incontro alle esigenze dell’azienda in difficoltà i lavoratori hanno sottoscritto da tempo un contratto di solidarietà. Una tipologia contrattuale che consente all’impresa di ripartire con lo Stato il costo del lavoro. Ovviamente i pagamenti devono essere comunque anticipati dall’azienda.
Una crisi in verità anomala quella della Rivoli spa in quanto il lavoro non manca. Gli scioperanti hanno dichiarato che la produzione c’è tutti i giorni e molti di loro vantano otto mesi di straordinario non remunerato.
Di fatto, dunque, non si può parlare di crisi di fatturato in quanto altrimenti non si spiegherebbe la necessità degli straordinari. Si tratta quindi di una crisi finanziaria dovuta a difficoltà nell’incasso dei crediti vantati? O l’azienda risente della stretta creditizia in atto per le aziende del settore?
Dal canto suo l’imprenditore conferma il buon andamento delle commesse ma la scarsa liquidità aziendale dovuta anche all’impossibilità della compagine societaria di investire altri mezzi propri nell’azienda. Non chiarisce le cause della crisi di liquidità che, alla luce dell’apparente tenuta del fatturato potrebbe anche non essere direttamente imputabile alla crisi in atto ma affondare le sue radici in scelte imprenditoriali errate. Una risposta in tal senso la si potrà fornire solo dopo che l’azienda avrà depositato il bilancio al 31/12/2009.
Ad ogni buon conto gli scioperanti hanno ottenuto dall’azienda il versamento di un anticipo di 500 euro sugli stipendi per poter tamponare le proprie legittime esigenze.
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Commenti
la proprietà quando le cose andavano bene, legittimamente ha vissuto nell'agio, e gli operai lavoravano con il loro stipendio da operaio, adesso le cose non vanno bene, ma...... la proprietà i soldi " se li è fatti" e può continuare a vivere nel benessere mentre gli operai devono continuare a lavorare senza stipendi, e anche questo ci stà tutto, le cose,obiettivamente, vanno così.
Come risolvere? Non lo so.
L'unica cosa che mi dà fastidio è vedere i dipendenti pubblici che non vengono mai toccati da simili situazioni, forse una soluzione sarebbe far ruotare, dove possibile, per le competenze richieste e formandoli dove necessario, i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro con i dipendenti pubblici che devono andare a casa per alcuni periodi, così anche loro vengono a conoscenza di queste tristi situzioni.
Non capisco proprio, e non lo ritengo corretto, che ci siano persone che per tutta la vita hanno il posto assicurato e quindi un reddito garantito fino alla morte.
Se non maturiamo una coscenza di sviluppo comune, industria, turismo, agricoltura non abbimo un futuro. Emigriamo non abbiamo scelta.