Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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RIVOLI IN CRISI. LAVORATORI IN PROTESTA.

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La Rivoli spa in crisi di liquidità non riesce a pagare con regolarità i lavoratori.

 

La crisi economica comincia a toccare anche le aziende storiche del tessuto produttivo monopolitano. A farne le spese è questa volta la Rivoli spa, azienda che si occupa della produzione di prefabbricati. Giovedì mattina una cinquantina di dipendenti hanno inscenato uno sciopero davanti agli ingressi dell’azienda per protestare contro la mancata corresponsione dello stipendio.

Lo sciopero dei lavoratori è stato concordato con le sigle sindacali Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil dopo il posticipo al 29 marzo da parte dell’azienda del pagamento della mensilità di febbraio. Secondo gli scioperanti questo sarebbe solo l’ultimo di una serie di ritardi nei pagamenti da parte dell’azienda. Un grosso problema visto che molti di loro intestano mutui ipotecari da onorare alle scadenze mensili.

Per venire incontro alle esigenze dell’azienda in difficoltà i lavoratori hanno sottoscritto da tempo un contratto di solidarietà. Una tipologia contrattuale che consente all’impresa di ripartire con lo Stato il costo del lavoro. Ovviamente i pagamenti devono essere comunque anticipati dall’azienda.

Una crisi in verità anomala quella della Rivoli spa in quanto il lavoro non manca. Gli scioperanti hanno dichiarato che la produzione c’è tutti i giorni e molti di loro vantano otto mesi di straordinario non remunerato.

Di fatto, dunque, non si può parlare di crisi di fatturato in quanto altrimenti non si spiegherebbe la necessità degli straordinari. Si tratta quindi di una crisi finanziaria dovuta a difficoltà nell’incasso dei crediti vantati? O l’azienda risente della stretta creditizia in atto per le aziende del settore?

Dal canto suo l’imprenditore conferma il buon andamento delle commesse ma la scarsa liquidità aziendale dovuta anche all’impossibilità della compagine societaria di investire altri mezzi propri nell’azienda. Non chiarisce le cause della crisi di liquidità che, alla luce dell’apparente tenuta del fatturato potrebbe anche non essere direttamente imputabile alla crisi in atto ma affondare le sue radici in scelte imprenditoriali errate. Una risposta in tal senso la si potrà fornire solo dopo che l’azienda avrà depositato il bilancio al 31/12/2009.

Ad ogni buon conto gli scioperanti hanno ottenuto dall’azienda il versamento di un anticipo di 500 euro sugli stipendi per poter tamponare le proprie legittime esigenze.

Commenti 

 
#5 Infuriato 2010-03-23 23:07
Ci sono ancora gl'ex operai Tognana in attesa di posti di lavoro e l'amm. ne comunale che fa? Assume con una graduatoria senza pubblico concorso gl'autisti ( guarda caso il primo in graduatoria è il fratello del presidente del consiglio comunale corallo) per svolgere mansioni di assistenti, e gl'operai iscritti nelle liste di mobilità che avrebbero avuto la precedenza non sono stati considerati. Gl'enti pubblici meridionali sono i primi a non rispettare le leggi e poi pretendiamo che le rispettino i cittadini. Ah dimenticavo se c'è qualche ex operaio della Tognana, mi raccomando vai a votare che forse tra 20 anni ti procureranno il lavoro che ti è stato tolto se proma non costruiscono le villetto dove prima c'era la fabbrica. Ovviamente previa vendita fittizia qualche prestanome dei ns. amministratori o burocrati comunali.
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#4 Rita Specchia 2010-03-23 00:07
Non preoccuparti novello che se continua così facciamo come in Argentina e poi vedi che risate ...
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#3 novello 2010-03-22 19:43
Per carità, la situazione è complessa, quindi:
la proprietà quando le cose andavano bene, legittimamente ha vissuto nell'agio, e gli operai lavoravano con il loro stipendio da operaio, adesso le cose non vanno bene, ma...... la proprietà i soldi " se li è fatti" e può continuare a vivere nel benessere mentre gli operai devono continuare a lavorare senza stipendi, e anche questo ci stà tutto, le cose,obiettivamente, vanno così.
Come risolvere? Non lo so.
L'unica cosa che mi dà fastidio è vedere i dipendenti pubblici che non vengono mai toccati da simili situazioni, forse una soluzione sarebbe far ruotare, dove possibile, per le competenze richieste e formandoli dove necessario, i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro con i dipendenti pubblici che devono andare a casa per alcuni periodi, così anche loro vengono a conoscenza di queste tristi situzioni.
Non capisco proprio, e non lo ritengo corretto, che ci siano persone che per tutta la vita hanno il posto assicurato e quindi un reddito garantito fino alla morte.
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#2 io in paradiso 2010-03-22 01:06
sett. redazione vorrei far notare che sui problemi reali non ci sono commenti, perche si fa presto a fare chiacchiere,e pettegolezzi, ma quando gli argomenti sono concreti nessuno ha il coraggio di eprimere anche solo solidarietà sia alle maestranze che alla famiglia Rivoli. Questo atteggiamento conferma la mancanza di spirito di squadra che purtroppo si riscontra nel nostro territorio. Che amarezza...
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#1 io in paradiso 2010-03-22 01:00
regole assurde, sempre maggiori difficoltà di accesso al credito, burocrazia soffocante, costi di produzione elevati a cause di logistiche non performanti, bassa produttività del lavoro,e tanto altro. Ecco come si va a finire, questo e quello che tocca prima o poi alle aziende meridionali, ed è solo l'inizio, altro che energia dal sole dal vanto, sono tutte c...te qui le aziende chiudono e restano i mutui da pagare sia dagli imprenditori che dai dipendenti e nessun politico ha messo nel programma il rilancio dell'economia a partire dalle imprese.
Se non maturiamo una coscenza di sviluppo comune, industria, turismo, agricoltura non abbimo un futuro. Emigriamo non abbiamo scelta.
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