Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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OPERAZIONE DOMINO, SEQUESTRATO LUSSUOSO VILLINO A MONOPOLI

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ERA PRONTO, A SETTIMANE, UN AFFARE DI VENDITA IMMOBILI DA 12MILIONI

Un lussuoso villino a Monopoli, con terreno annesso dell’estensione di 3.35.90 ettari del valore di 500 mila euro è stato messo sotto sequestro dalle Autorità Giudiziarie nell’ambito dell’inchiesta famosa 'Operazione Domino' del dicembre scorso, che portò all'arresto di 83 persone nel barese.

L'operazione, condotta dai militari del nucleo G.i.c.o. della Guardia di Finanza che stamani hanno dato esecuzione a quattro distinti provvedimenti di sequestro di beni ai sensi della normativa antimafia, emessi dal g.i.p. del Tribinale di Bari su richiesta della d.d.a. della Procura di Bari, per un valore complessivo, prudenzialmente stimato in 7,9 milioni di euro.

GLI SVILUPPI DELL'OPERAZIONE DOMINO - Le investigazioni che hanno portato a ulteriori sequestri sono il risultato di dati e notizie acquisite successivamente alla famosa 'Operazione Domino', quando tempo fa furono eseguiti 83 arresti (di cui 53 sono ancora oggi in carcere o agli arresti domiciliari) e sequestrati conti bancari, immobili, aziende, scuderie di cavalli da corsa, auto per un valore di 220 milioni di euro (taluni beni sono già in fase di confisca definitiva): infatti, dagli interrogatori degli arrestati e dalle persone non indagate ma sentite perché informate sui fatti del clan parisi-stramaglia sono emersi nuovi elementi che hanno alimentato ulteriormente il patrimonio indiziario del procedimento penale che vede indagate più di 130 persone.

Ecco l’elenco dei degli immobili e beni sequestrati in tutta la provincia di Bari, compresa Monopoli:

- 1 compendio aziendale relativo ad una società di costruzioni con sede in Valenzano, nonché l’84,62 % delle relative quote sociali del valore di 3 milioni e 650 mila euro;

-     9 capannoni industriali ubicati in Valenzano del valore di 2,5 milioni di euro;

-     3 appezzamenti di terreno edificatorio ubicati in Valenzano (compresi nei 2,5 milioni di euro di cui sopra);

-     una tabaccheria ubicata in Valenzano (valore 400 mila euro).

IL SEQUESTRO E LA SCOPERTA DI UN AFFARE DA 12 MILIONI - Nel corso dell’operazione di sequestro è stato scoperto che la società di costruzione Veledil era anche proprietaria di un immobile in costruzione ad uso civile con 54 appartamenti, 71 box, 18 cantinole e 8 posti auto, che sarebbero stati venduti definitivamente fra poche settimane: la società avrebbe ricavato dalla vendita circa 12 milioni di euro. Tale operazione segue quella svolta pochi giorni fa quando l’autorità giudiziaria, appunto, con analoghi provvedimenti, ha permesso il sequestro del lussuoso villino di Monopoli e di altre abitazioni e terreni del valore complessivo di 850 mila euro.

I destinatari dei provvedimenti di sequestro menzionati sono tutti personaggi già arrestati nell’ambito dell’operazione “Domino”. Si tratta dell’imprenditore bitontino Abbaticchio Flavio di 43 anni, indagato per il reato di trasferimento fraudolento di valori ed usura; l’imprenditore valenzanese Lonigro Giuseppe 63enne, indagato per il reato di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e turbata libertà degli incanti; il boss di Ceglie del Campo Antonio Di Cosola, detto ‘strascin cuvert’ 56 anni, indagato per il reato di tentato omicidio continuato, detenzione e porto in luogo pubblico di armi e munizioni; e Caldarulo Luigi di anni 39, soggetto barese, elemento di primissimo piano nelle gerarchie criminali del clan Parisi, indagato per il reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e traffico di stupefacenti.

Tutti i beni sequestrati, compreso il villino a Monopoli, sono riconducibili a sodali del clan, l’attività della quale si è mostrata a forte vocazione imprenditoriale. Gli ingenti investimenti immobiliari dell’organizzazione criminale facente capo a Savinuccio Parisi e al defunto Chelangelo Stramaglia racimolavano proventi anche dalle molteplici attività delittuose, come usura e traffico di stupefacenti. In molti casi - specificano i finanzieri del Gico - di investimenti in completa contraddizione con i redditi dichiarati dagli indagati, attesa l’assenza di fonti di reddito tali da giustificare le operazioni.

Le ulteriori indagini svolte hanno evidenziato come il defunto Stramaglia sia intervenuto in prima persona per l’aggiudicazione in un’asta immobiliare di alcuni capannoni industriali per il tramite del suo “socio” Lonigro Giuseppe: compartecipazioni che lo Stramaglia aveva anche nella società di costruzioni Valedil il cui 42% del capitale sociale è stato fittiziamente intestato ad un familiare dello stesso Lonigro, al fine di evitare eventuali provvedimenti di sequestro qualora fossero stati intestati allo stramaglia.

Commenti 

 
#2 occhio alle notizie 2010-04-27 21:33
E' IL CASO DI DARE UN OCCHIATA AGLI AGGIORNAMENTI DI NOTIZIE DISTORTE E DI CATTIVA INFORMAZIONE VAI A:
http://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/olive/ode/GDM/LandingPage/LandingPage.aspx?href=R0RNLzIwMTAvMDQvMTU.&pageno=NDk.&entity=QXIwNDkwMg..&view=ZW50aXR5
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#1 Infuriato 2010-04-03 23:00
QUANDO INCOMINCERANNO AD INDAGARE SUI NS. AMM.RI LOCALI, PROV.LI E REG.LI ? ASPETTO CON ANSIA IL RITORNO DI MANI PULITE E DELLE MANETTE AI POLITICI.
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