Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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LOTTIZZAZIONE ALO': GRAZIATI GLI ACQUIRENTI

sentenza

DOPO DIECI ANNI LA SENTENZA: REATI PRESCRITTI E 'SANATORIA' PER GLI ACQUIRENTI

Non c’è assoluzione; il reato finisce in prescrizione per tutti i capi d’amputazione, compresi gli ignari acquirenti. E’ quanto ha stabilito il giudice del Tribunale Valentino Lenoci, martedì scorso, a proposito della battaglia giudiziaria, lunga ormai un decennio, tra la lottizzazione di Via Amleto Pesce, la famosa “Lottizzazione Alò ed altri” autorizzata dal comune nel 1990, e sul versante opposto, quello della parte lesa, la lottizzazione di Galiano. La sentenza tende giustamente la mano ai cittadini che all’epoca acquistarono gli appartamenti e, ignari degli abusi, acquisirono un diritto. Significa, in altre parole, che gli appartamenti della lottizzazione Alò non saranno demoliti: per gli acquirenti è una sanatoria dovuta, che trova anche il favore del legale della parte lesa, Giuseppe Sardano.

La guerra si trascina ormai dal lontano ottobre del 2000, quando il Consiglio di Stato decise di annullare le due delibere di Consiglio comunale del 1990 adottate per l’approvazione del piano di lottizzazione Alò ed altri. Il pm Emanuele De Maria volle subito vederci chiaro e aprì un fascicolo a carico di Giuseppe Pezzolla, allora a capo dell’Ufficio Tecnico di Monopoli, e dei costruttori Dario Licci, Rosa Piccinno, Michele Piccoli, Antonella, Ernesto, Giovanni e Nicoletta Antonacci, Antonio Termite, Cosimo e Giuseppe De Marco, Giorgio Marzolla, Giovanni Panaro, Cosimo Palmirotta, Giambattista Laera.

Il legale difensore della parte lesa, Giuseppe Sardano, ha ribadito che “non era intenzione dei Galiano perseguire le vittime (gli acquirenti, ndr) in buona fede di un acquisto minato alla base da un vizio procedurale determinato da un’abusiva lottizzazione”.

L’illegittimità del piano di lottizzazione di via Amleto Pesce, vale a dire nel tratto compreso tra via Castellana e via Campione,  sta nel fatto di aver volutamente escluso - nel 1990, a seguito degli atti deliberativi poi contestati e annullati - le aree di proprietà dei Galiano, la parte lesa. Aree tra l’altro adibite a verde pubblico, comprendenti una scuola più zone residenziali, per un totale di 55mila metri cubi: una miniera d’oro.

Commenti 

 
#2 mimino u ciong 2010-05-15 20:53
Finisce sempre a tarallucci e vino. A proposito, l'esito delle indagini dalla guardia di finanza sugli imbrogli di alcuni dirigenti dell'ufficio tecnico di Monopoli come è finito? Scommettiamo............................
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#1 Alvaar 2010-05-14 13:19
Sanando sanando poi si inducono gli uffici preposti ad autorizzare anche lottizzazioni lager come quella difronte a Copacabana.
E pensare che la nuova Monopoli era nata con l'ariosità e l'eleganza del centro murattiano di napoleonica filosofia.
Passa il tempo e facciamo passi indietro....
Povera Monopoli ,in mano a questa gente.
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