Domenica 05 Febbraio 2012
   
Text Size

CASCINA: CHIESTA CONDANNA PER VITO LADISA

la-cascina-ladisa

La società barese Cascina negli anni scorsi gestiva, in regime di monopolio, le mense di scuole materne e elementari nel barese, quelle dell'università e i pasti del Policlinico. E’ stata richiesta la condanna per tutti i suoi funzionari per aver servito cibi avariati.

E’ notizia di questi giorni la richiesta alla  Procura di Bari della condanna a tre anni e tre mesi per l'imprenditore barese Vito Ladisa, di 37 anni (ex presidente dell’AC Monopoli) e fratello della presidentessa dell’AC Monopoli Floriana Ladisa, e di altre 32 persone - con pene comprese tra i tre anni ed un mese e i cinque anni di reclusione - a conclusione del processo ai vertici romani e baresi della cooperativa 'La Cascina'. La società negli anni scorsi gestiva, in regime di monopolio, le mense di scuole materne e elementari nel barese, quelle dell'università e i pasti del Policlinico. Agli imputati vengono contestati, a vario titolo, i reati di truffa, falso e frode nelle pubbliche forniture.

Le richieste di pena, sulle quali dovrà decidere il giudice monocratico Maria Mitola, sono state avanzate da un vice procuratore onorario. Il Comune di Bari, parte civile nel processo, ha chiesto attraverso il suo legale, Filiberto Palumbo, un risarcimento di 500.000 euro, 200.000 dei quali da versare con provvisionale immediatamente esecutiva.


La pena più alta (5 anni) è stata chiesta per Salvatore Menolascina, di 43 anni, di Bari, ritenuto amministratore di fatto per la sede di Bari de 'La Cascina'; e per Luigi Grimaldi, romano di 48, all'epoca dei fatti vice presidente de 'La Cascina'; quattro anni e sette mesi per Emilio Fusco Roussier, tarantino di 40 anni, considerato dirigente anche di fatto degli uffici di Bari della 'Cascina'.

Secondo l'accusa, gli imputati, a vario titolo, all'inizio del 2000 hanno servito cibi di pessima qualità, a volte scaduti e avariati, agli ammalati del policlinico di Bari, ai bambini di scuole di città e provincia e agli studenti dell' università. Alle gare d' appalto, poi - secondo l'accusa - avrebbero partecipato truffando le amministrazioni pubbliche producendo autocertificazioni false che attestavano il pagamento di contributi previdenziali e assistenziali, tasse e imposte.

Il presunto colossale raggiro venne alla luce il 9 aprile 2003 quando furono arrestate otto persone mentre ad altre due furono notificate misure cautelari interdittive degli uffici direttivi dell'attività d'impresa. Insomma sembra proprio che il mal costume di truffare gli enti si sia protratta nel corso del tempo mettendo a repentaglio la salute di bambini e ammalati le fasce più deboli della popolazione, con il solo scopo di aumentare i guadagni in modo illecito.

Commenti 

 
#7 laura 2011-11-13 08:47
come mai gestisce ancora il ministero esteri? il sig ladisa?
Segnala all'amministratore
 
 
#6 francesca 2011-05-20 12:52
Vito Ladisa é meglio se fai il geometra!
Segnala all'amministratore
 
 
#5 del trino nando 2010-07-31 17:07
un po tardi per svelare una verità nota a tutti. Meglio tardi che mai
Segnala all'amministratore
 
 
#4 ernestonapoli 2010-06-04 22:20
non succede nulla
Segnala all'amministratore
 
 
#3 maria 2010-06-04 21:32
si Gimmi La Cascina è di Comunione e LIberazione. Sempre i preti stanno in mezzo !
Segnala all'amministratore
 
 
#2 gimmi 2010-06-04 19:37
ma La Cascina non è legata a Comunione e Liberazione?
Segnala all'amministratore
 
 
#1 benito 2010-06-04 16:48
i soliti giudici comunisti e moh che succede all'ac monopoli?
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI