Con l’avvento del cellulare, addio alle vecchie postazioni pubbliche.
Un quadrato di colore rosso attira la nostra attenzione. E’ un comunicato della Telecom Italia, affisso sulla cabina telefonica di piazza XX Settembre. Informa i monopolitani che il 25 agosto quella postazione sarà rimossa. Sempre che qualcuno non vi si opponga, inviando – entro il 25 luglio – una mail a
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(all’attenzione dell’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Gli utenti, infatti, singoli o associati, o altri enti interessati possono opporsi alla rimozione di una o più postazioni telefoniche pubbliche secondo la procedura disciplinata dalla delibera n. 31/10/CONS. Detta delibera rivede i criteri di distribuzione sul territorio nazionale dei telefoni pubblici e Telecom Italia può dismettere le cabine in eccesso. Si tratta di 30.000 cabine su 130.000, delle quali si può fare a meno dopo l’invasione dei cellulari. La decisione scaturisce da un esame dei dati forniti dall’azienda telefonica italiana e dal confronto con la situazione degli altri Paesi europei. Rispettata anche la volontà della minoranza che non si è dotata di telefonino. Infatti, il Crtcu, il Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti, ritiene che, anche se poco usate, le cabine siano un servizio pubblico fondamentale. Da qui la delibera che consente di opporsi all’eventuale rimozione.
L’autorità garante ha decretato che il numero complessivo delle Ptp (cioè le postazioni telefoniche pubbliche) esistenti può essere progressivamente ridotto da Telecom Italia, secondo il seguente criterio: per ogni anno dall’entrata in vigore della delibera (che è il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), possono essere rimosse al massimo 30.000 telefoni pubblici. Poi, con cadenza annuale, entro il 31 dicembre di ogni anno, Telecom dovrà comunicare all’Autorità l’aggiornamento della Banca dati della telefonia pubblica, prevista dall’art. 4 della delibera n. 290/01/Cons, sulla base delle operazioni di rimozione e di manutenzione effettuate nell’anno di riferimento. Dovrà inoltre presentare un piano di adeguamento delle postazioni telefoniche pubbliche per l’anno successivo.
Per quanto riguarda la procedura di rimozione, Telecom Italia dovrà sempre affiggere un cartello indicando la data e l’indirizzo email per l’eventuale opposizione alla dismissione. Telecom dovrà anche fornire l’indirizzo del sito Internet sul quale consultare la mappa aggiornata delle postazioni telefoniche pubbliche sull’intero territorio nazionale (distinte cromaticamente tra attive, rimosse e in fase di rimozione). 
Resta fermo che Telecom Italia dovrà mantenere in funzione alcune specifiche cabine pubbliche, per esempio quelle messe dove è proibito l’uso del cellulare. Gli utenti, inoltre, possono sempre presentare richiesta motivata all’Autorità per l’installazione di nuove postazioni. L’azienda deve garantire il funzionamento delle cabine che restano attive, compiendo periodici monitoraggi e ripristinando il funzionamento entro 15 giorni lavorativi da eventuale rilevazione di guasto.
I dati forniti da Telecom attestano, nel periodo dal 2001 al 2008, una riduzione di circa l’88% del numero di conversazioni fatte dalle cabine, e un calo di circa il 90% dei minuti di conversazione.
Con questa delibera l’Agcom riconosce “il mutamento delle abitudini degli utenti, che utilizzano sempre più la telefonia cellulare in situazioni di mobilità in luogo delle Ptp, nonché la diffusione dei phone center e degli internet points per i cittadini stranieri”. L’Authority ha anche realizzato un confronto internazionale sul tema, inviando un questionario alle altre Autorità di regolamentazione facenti parte dell’European Regulators Group (Erg). E’ risultato che in tutti i Paesi europei si sta verificando il medesimo effetto di “sostituzione” della telefonia mobile rispetto all’utilizzo delle cabine pubbliche e che per 22 Paesi dell’Unione europea vi è una media di una cabina ogni 1.100 persone, mentre in Italia c’è una cabina ogni 450 abitanti, con la conseguenza che il nostro Paese è al primo posto in Europa come numero di cabine per abitante.
La riduzione del numero delle postazioni esistenti viene dunque riconosciuta in linea non solo con le mutate esigenze dell’utenza, ma anche con gli sviluppi regolamentari europei. L’Autorità si riserva di rivedere il sistema dei criteri previsti nella nuova delibera sulla base dell’evoluzione normativa e di mercato, delle esigenze dell’utenza, dei costi del servizio e delle relative modalità di finanziamento.
Per quanto ci riguarda, riteniamo che alcune cabine telefoniche (per esempio quelle messe in luoghi particolari come il porto, piazza Vittorio Emanuele II e piazza XX Settembre) andrebbero mantenute. Cari monopolitani, scrivete a:
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(all’attenzione dell’Agcom). Salviamole quelle cabine. Fanno parte della nostra storia. Ci hanno dato una mano a corteggiare la ragazza che faceva vibrare le corde del nostro cuore.
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Commenti
La cabina pubblica è un obbligo di legge che ha il gestore telecom nei confronti di tutti i cittadini. Non tutti hanno il cellulare!
E' obbligatorio ed a carico del gestore, proprietario della cabina, la pulizia costante dell'impianto.
Il problema della sporcizia è un problema di civiltà dei cittadini ed in questo purtroppo noi monopolitani ormai primeggiamo nella inciviltà .
gentilissimo, la vera questione è la mentalità ....si metta lei nella nostra situazione..giudica cosi perchè vive beatamente altrove mentre noi sopportiamo giornalmente questa indecenza.
Quello che ha scritto la sig Patrizia è la verità e le dirò di piu' queste cabine vengono anche usate per personali "bisognini" non solo da cani randagi o con padroni a seguito, ma anche da esseri umani, i loro pannelli usati come spazi di affissione abusiva.
E ancora, non circolano carte telefoniche, quelle con gettoniere non esistono piu' xkè quotidianamente danneggiati da vandali.
Pertanto ben venga la loro eliminazione.
magari
se siamo riusciti a riempire di CICCHE il pavimento nuovo di largo plebiscito e l'androne del comune...
noi siamo incivili punto e basta
essere piu attenta ,e a tenere piu cura a questi servizi,cosi tutti troveremmo dei vantaggi ,nn fate altro che lamentarvi ,sembra che lamentarsi sia la cosa piu semplice,anche noi dovremmo dare una mano nn vi pare?