Pranzano in una nota masseria
agrituristica a Monopoli
e vengono ricoverati a Fasano
La notizia è passata sotto silenzio a Monopoli ma i quotidiani leccesi non si sono fatti pregare per sbattere in prima pagina l’accaduto. E così un nostro lettore in gita a Gallipoli ha notato gli strilloni del “Quotidiano di Lecce” di sabato scorso affissi presso le edicole dei giornali in cui compariva il nome della nostra città associato ad un avvenimento di cronaca di cui c’è poco da andare fieri e lo ha immediatamente segnalato alla nostra redazione, stupitosi di come i media locali avessero trascurato la notizia.
IL FATTO
Una comitiva di 16 leccesi (tra i quali 8 bambini) non dimenticherà mai una gita fuori porta in visita alla terra dei trulli. Dopo aver visitato la vicina Alberobello, la comitiva si è fermata a pranzare presso una nota masseria agrituristica vicino Monopoli. Al termine del pranzo tutta la comitiva, visibilmente intossicata, è dovuta ricorrere alle cure dei medici dell'ospedale di Fasano.
LE CONCLUSIONI
Si potrebbe obiettare che sono cose che possono capitare e che non si può far di tutta un’erba un fascio. E si può essere d’accordo con tale conclusione. Ciononostante non si può trascurare il danno d’immagine che simili avvenimenti arrecano alle ambizioni turistiche della nostra città. Come funghi, nascono nuovi agriturismi in città, alcuni dei quali molto reclamizzati. Diventa pertanto sempre più importante vigilare sul rispetto delle norme igienico-sanitarie da parte di tutti in quanto qualche mela marcia potrebbe finire per danneggiare tutto il settore agrituristico locale.
L’amministrazione comunale intende pubblicizzare il marchio di qualità “Made in Monopoli”. Un’operazione di marketing di tale portata andrebbe implementa con un adeguato sistema di qualità e di controlli.
Se non si progetta un sistema di qualità e non si obbligano gli imprenditori a rispettare tale sistema si corre il rischio di investire tanto denaro e compiere sforzi per pubblicizzare un marchio che avvenimenti come quello descritto finiscono per infangare.
Chiedere ai leccesi per credere!
IL FATTO
Una comitiva di 16 leccesi (tra i quali 8 bambini) non dimenticherà mai una gita fuori porta in visita alla terra dei trulli. Dopo aver visitato la vicina Alberobello, la comitiva si è fermata a pranzare presso una nota masseria agrituristica vicino Monopoli. Al termine del pranzo tutta la comitiva, visibilmente intossicata, è dovuta ricorrere alle cure dei medici dell'ospedale di Fasano.
LE CONCLUSIONI
Si potrebbe obiettare che sono cose che possono capitare e che non si può far di tutta un’erba un fascio. E si può essere d’accordo con tale conclusione. Ciononostante non si può trascurare il danno d’immagine che simili avvenimenti arrecano alle ambizioni turistiche della nostra città. Come funghi, nascono nuovi agriturismi in città, alcuni dei quali molto reclamizzati. Diventa pertanto sempre più importante vigilare sul rispetto delle norme igienico-sanitarie da parte di tutti in quanto qualche mela marcia potrebbe finire per danneggiare tutto il settore agrituristico locale.
L’amministrazione comunale intende pubblicizzare il marchio di qualità “Made in Monopoli”. Un’operazione di marketing di tale portata andrebbe implementa con un adeguato sistema di qualità e di controlli.
Se non si progetta un sistema di qualità e non si obbligano gli imprenditori a rispettare tale sistema si corre il rischio di investire tanto denaro e compiere sforzi per pubblicizzare un marchio che avvenimenti come quello descritto finiscono per infangare.
Chiedere ai leccesi per credere!
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Commenti
Lo fa sempre invece quando si tratta di non monopolitani.
C'è sempre un intreccio economico con potenziali clienti, l'editore fa soldi con questi!
Se cio' fosse vero questa è l'ennesima prova di un giornalismo scarso che fa' solo danni alla città (volutamente ??).
a pensar male si fa peccato, ma spesso... ci si azzecca
p.s. pertanto il giornalista correttamente è pregato di smentire sullo stesso quotidiano.
Comunque ,in questo caso , meglio non fare nomi - mi sembra ovvio.
Resta il fatto che da anni tutti notano questo comportamento reticente degli organi di informazione locali.
per nulla
anzi, in quel caso sarebbe stata diffamazione
E quelle cose lì non vengano chiamate interviste, semmai proclami senza contraddittorio.
***moderato***
Certo è molto più facile e producente fare interviste compiacenti a Pasqualone ,Alba ed il Sindaco!
Inoltre a Canale 7 uno degli editori e anche direttore. Il motivo per cui non si fa il nome dell'agriturismo è perchè non sono state appurate le responsabilità e non mi sembra il caso di gettare fango su un agriturismo o ristorante se questi non hanno colpe accertate. Esistono gli avvocati e le querele e non mi sembra giusto per i responsabil di questo sito pagare le conseguenze in un tribunale. Proprio per quello che dice august, nessun altro ha avuti problemi di digestione, quindi non è sicuro che i 16 turisti siano stati male per colpa del ristorante. E se hanno bevuto o mangiato qualcosa di avariato da qualche altra parte (per assurdo)?
Non dimentichiamoci che poi l'editore va a chiedere soldi per la pubblicità !
Si è reso conto della gravità di quello che dice? Dov'è il giornalismo libero in tutto questo? Il direttore è una mazza di scopa?
Il nome dell'agriturismo ci devi dire ...
Non c'è rischio se la fonte è ufficiale (agenzie di stampa, Carabinieri, Polizia, Vigili ecc.).