Il mare di Monopoli è in "buone condizioni".
A Capalbio (Grosseto) gli scienziati di Legambiente hanno presentato il bilancio finale. Terminate le analisi effettuate da Goletta Verde in questi mesi, è stato tracciato il quadro definitivo del monitoraggio sulla salute delle coste e delle acque italiane.
Sono 169 i tratti di mare italiani inquinati da mancata o scarsa depurazione o da scarichi illegali, e risultano maggiormente interessate a questo fenomeno le coste della Campania, Calabria e Sicilia. Per contro, si distinguono in positivo la Sardegna e la Puglia. Infatti i dati emersi per la Sardegna sono di 1 punto critico ogni 247 Km, invece in Puglia risulta essere 1 ogni 79 km (per insufficiente o inesistente servizio di depurazione). Inoltre è emerso che a minacciare i mari e i litorali italiani non sono tanto i batteri fecali, quanto la speculazione edilizia. Come vi abbiamo raccontato nei mesi scorsi e continuiamo a fare (vedi tentativo di trivellazioni petrolifere in Sicilia e la questione della Norther Petroleum), non va sottovalutato il cosiddetto "Rischio Luisiana”, vale a dire il pericolo di sversamento di greggio in mare derivanti dalla trivellazioni petrolifere off-shore e dal trasporto marittimo di idrocarburi. Nei nostri mari operano oggi 9 piattaforme da cui si estrae olio greggio e, nel complesso, ogni anno viaggiano nelle nostre acque oltre 346 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi. Inoltre Legambiente, attraverso il portavoce di Goletta Verde Barbara Meggetto, ha voluto precisare che in questa estate 2010 è cambiata la normativa sulla balneazione. Infatti è entrata in vigore la nuova legge sulle acque di balneazione, con criteri molto più permissivi rispetto alla precedente normativa del 1982. Quella imponeva severità e rigoroso rispetto degli standard europei. Questa volta l'Italia ha utilizzato l’opportunità concessa dalla direttiva europea di allargare le maglie della balneabilità. Un passo indietro che ha permesso di classificare balneabili anche zone che fino a qualche mese fa non lo erano.
La cosa che ci preme mettere in evidenza è che il litorale pugliese anche quest’anno sbandiera numerose vele di Legambiente (nonostante le criticità che tutti conosciamo e che più volte abbiamo sottolineato): Ostuni, Nardò, Otranto, Monopoli, Polignano a Mare, Chieuti, Andrano, Castro, Diso, Gallipoli, Salve, Manduria, Rodi Garganico, Giovinazzo, Margherita di Savoia, Carovigno, Ischitella e le Isole tremiti.
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Scusate, ma che vuol dire "Glocalizzati"? - CENTRO SINISTRA: TRATTATO...
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Ma quale privacy? In Italia tutti sanno tutto di tutti ... - MONOPOLI, MOLESTIE SESSUA...
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Dalla terra non è possibile vedere il mare: forse è con questo criterio che vieve attridutita la bandiera?