Secondo il settimanale Fax,
la città sarebbe stata
ingiustamente accusata dalla stampa.
William Shakespeare avrebbe scritto che si è fatto “Molto rumore per nulla”. E non avrebbe sbagliato.
Sulla notizia, pubblicata dal “Quotidiano di Lecce” e diffusa anche dal locale TG dell’emittente Canale 7, relativa ai 16 leccesi intossicati dopo aver pranzato in una masseria agrituristica monopolitana, si era concentrata l’attenzione dei nostri lettori. Qualcuno ci aveva accusato di aver insabbiato l’accaduto. Altri si erano soffermati sul danno d’immagine per la nostra città, esposta a pubblico ludibrio sulle pagine del principale quotidiano salentino.
Ad aggiungere benzina sul fuoco di una polemica non ancora sopita, è giunta la notizia pubblicata dal settimanale locale Fax, secondo il quale i sedici turisti leccesi avrebbero in realtà pranzato presso una struttura ricettiva nell’agro di Alberobello (Canale di Pirro).
«Sbattuti in prima pagina senza motivo»: così il settimanale ha bacchettato la stampa concorrente.
A seguito delle polemiche alimentate dalla segnalazione del nostro lettore che, in gita a Gallipoli, aveva notato le locandine del quotidiano salentino con la notizia di cronaca attribuita alla nostra città, abbiamo anche noi svolto le nostre verifiche.
Il nome dell’agriturismo coinvolto non possiamo rivelarlo in quanto, sulla vicenda, sono in corso le indagini dei Carabinieri: devono appurare se c’è il nesso causale tra il malore accusato dai turisti leccesi e il pranzo consumato nell’agriturismo indiziato. In ogni caso, a parziale discolpa del bravo collega, che ha in buona fede diffuso la notizia, va detto che si è trattato di un errore di pochi chilometri, trattandosi di una struttura posta al confine tra le due città. Sono inconvenienti (piccoli, consentiteci) che posso capitare a tutti coloro che con spirito di sacrificio (e spesso con compensi da fame) svolgono un servizio a favore della collettività, come è quello dell’informazione.
Tuttavia, il caso deve farci riflettere, in quanto non è detto che quanto avvenuto al Canale di Pirro non possa in futuro verificarsi davvero anche nella nostra città. E’ per questo che, prima di avviare ambiziose e strombettanti campagne pubblicitarie e di marketing, occorre accertarsi dell’effettiva qualità dei nostri prodotti. Come farlo? Progettando un adeguato sistema e attuando una capillare serie di controlli. Si eviteranno così le frodi alimentari e i comportamenti scorretti di alcuni albergatori e ristoratori che rovinano l’immagine dell’intera categoria. In tal senso, a Monopoli, gli esempi poco edificanti non mancano.
Sulla notizia, pubblicata dal “Quotidiano di Lecce” e diffusa anche dal locale TG dell’emittente Canale 7, relativa ai 16 leccesi intossicati dopo aver pranzato in una masseria agrituristica monopolitana, si era concentrata l’attenzione dei nostri lettori. Qualcuno ci aveva accusato di aver insabbiato l’accaduto. Altri si erano soffermati sul danno d’immagine per la nostra città, esposta a pubblico ludibrio sulle pagine del principale quotidiano salentino.
Ad aggiungere benzina sul fuoco di una polemica non ancora sopita, è giunta la notizia pubblicata dal settimanale locale Fax, secondo il quale i sedici turisti leccesi avrebbero in realtà pranzato presso una struttura ricettiva nell’agro di Alberobello (Canale di Pirro).
«Sbattuti in prima pagina senza motivo»: così il settimanale ha bacchettato la stampa concorrente.
A seguito delle polemiche alimentate dalla segnalazione del nostro lettore che, in gita a Gallipoli, aveva notato le locandine del quotidiano salentino con la notizia di cronaca attribuita alla nostra città, abbiamo anche noi svolto le nostre verifiche.
Il nome dell’agriturismo coinvolto non possiamo rivelarlo in quanto, sulla vicenda, sono in corso le indagini dei Carabinieri: devono appurare se c’è il nesso causale tra il malore accusato dai turisti leccesi e il pranzo consumato nell’agriturismo indiziato. In ogni caso, a parziale discolpa del bravo collega, che ha in buona fede diffuso la notizia, va detto che si è trattato di un errore di pochi chilometri, trattandosi di una struttura posta al confine tra le due città. Sono inconvenienti (piccoli, consentiteci) che posso capitare a tutti coloro che con spirito di sacrificio (e spesso con compensi da fame) svolgono un servizio a favore della collettività, come è quello dell’informazione.
Tuttavia, il caso deve farci riflettere, in quanto non è detto che quanto avvenuto al Canale di Pirro non possa in futuro verificarsi davvero anche nella nostra città. E’ per questo che, prima di avviare ambiziose e strombettanti campagne pubblicitarie e di marketing, occorre accertarsi dell’effettiva qualità dei nostri prodotti. Come farlo? Progettando un adeguato sistema e attuando una capillare serie di controlli. Si eviteranno così le frodi alimentari e i comportamenti scorretti di alcuni albergatori e ristoratori che rovinano l’immagine dell’intera categoria. In tal senso, a Monopoli, gli esempi poco edificanti non mancano.
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Commenti
E poi. ( CON GLI STESSI TITOLI E CON LO STESSO FRAGORE ) scagionato l'agriturismo tal dei tali in quando accertato che la comitiva era affetta da TIFO contatto qualche giorno addietro nel loro paese di origine.
Questa è l'informazine che avremmlo voluto e che vorremmo leggere, sopra dalle parti e che dica il vero senza cercare lo scoop.
Cosa vuol dire, per le testate giornalistiche, "fare squadra"? Per me nulla o poco più.
I giornalisti devono fare solo una cosa: bene e in autonomia il loro mestiere. Tutto qui.
Il resto sono speculazioni poco logiche e quindi per nulla condivisibili.
ah il doppio pesismo
Allora è necesario chiarire quale sia il livello ed il tenore dello scontro tra gli editori per poter dare un giudizio allarmato come il suo. Magari lei ne sa più di noi visti i rapporti di lavoro intessuti qualche anno fa con Canale 7, novello attore nel ramo della carta stampata.
Sarebbe perciò interessante un chiarimento per capirne di più.
ora per pochi km...
mi sembra come il caso delle centrali nucleari... a torino no a lione sì... cosa cambia? Nulla. se scoppia fa gli stessi danni agli italiani