Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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UNA "LIUTO" MUORE NELLE ACQUE DI MONOPOLI

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Lo splendido esemplare ucciso da una busta di plastica.



Che cos'è la Dermochelys Coriacea? Una rarissima tartaruga marina in pericolo critico d’estinzione, nonchè la più bella, come affermato dall' International Union for Conservation of Nature. Questo magnifico animale marino non sfigurerebbe in una gara col giamaicano Bolt, giacchè copre i 100 metri in 10 secondi. Ovviamente Bolt sulla terraferma e la tartaruga in acqua. L'animale nuota usando tutte le quattro zampe, può raggiungere profondità impossibili, non essendo coperta dalla famosa carapace (il guscio famoso delle tartarughe) che, altrimenti, per la grossa pressione esploderebbe. Al posto della carapace, essa ha una corazza di cuoio molto spessa che, a contatto con la pressione delle profondità marine, cede deformandosi solo un po’. Papa Clemente XIII ne donò un esemplare all’Università di Padova. E' un animale stupendo, da adulto raggiunge i 2 metri di lunghezza e i 600 Kg di peso. Vive circa 30 anni e depone 150 uova una volta ogni 2 anni. Domanda: e che cosa c'entra Monopoli? Alcune settimane addietro, una Dermochelys Coriacea è rimasta imprigionata nelle reti di un peschereccio locale. La tartaruga è giunta in superficie morta, con tagli profondi agli arti, dopo un evidente disperato tentativo di liberarsi. Questo è risultato dall’autopsia effettuata dagli studenti della Facoltà di Medicina Veterinaria di Valenzano diretti dal professor Nicola Zizzo, docente di Patologia Generale e Anatomia Patologica. Questo fortuito ritrovamento nelle reti ha un particolare interesse scientifico, giacchè erano 20 anni che non si studiava un esemplare di Dermochelys da vicino. Per poter effettuare l’esame autoptico della grossa tartaruga, una femmina lunga 1,82 mt, la si è dovuta conservare a -20 °C e ci son voluti due giorni per poterla scongelare adeguatamente. Leggiamo una dichiarazione del dottor Zizzo: Dal ventre sono emerse le prove tragiche che tutti noi cercavamo: vi erano fili di lenza da palamiti per la pesca del tonno e le "assassine" buste di plastica. Una di queste era stata ingoiata dall’animale tutta intera, forse scambiata per una medusa, di cui è golosissima. Estrarre quella busta è stata una cosa tristissima. Ci siamo sentiti tutti co-autori della sua morte. Prima dell'infausto incontro con quella busta di plastica, infatti, l'animale era nel pieno del suo vigore fisico. Qual è la lezione di questa storia? Dobbiamo impegnarci a voler bene a questa nostra Terra e al suo mare. Ognuno di noi, nel suo piccolo, può aiutare a salvaguardare la flora e la fauna del pianeta. La spesa, per esempio, si può fare anche con contenitori di tela e, per il pane, con buste di carta.

Commenti 

 
#5 Alessandro A. 2010-09-16 16:34
Povera tartaruga :cry:
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#4 IL PD E MORTO 2010-09-15 18:29
Nat ti voglio bene, anche se non è da te che pretendo risposte.
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#3 Nat 2010-09-15 17:10
Ciao, sono Natale. Ringrazio Pasquale per aver invitato gli esercizi commerciali a regalarmi una borsa di tela. No, scherzo... L'invito di Pasquale è ottimo. Invece a ritam voglio dire: Cara rita, non pagarla più la busta di plastica. Compera - una sola volta - quella di tela. Saluti da Natale Rizzo (P.S. Spero che adesso non si infili il solito frustrato Anonimo, alias Pidemmorto. Al quale, comunque, non risponderò più).
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#2 ritam 2010-09-15 12:29
gia' pero' le buste non le regalano..noi facciamo loro pubblicita' e la paghiamo pure .....mi sembra il minimo avere almeno una busta gratis..e non pagarla 0,5 cnt...
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#1 Pasquale 2010-09-14 12:32
Proporrei agli esercizi commerciali di regalare a Natale le borse di tela al posto dei calendari o altri inutili gadget. Tra l'altro farebbero più pubblicità (le borse si portano in giro per fare la spesa e quindi sono un buon veicolo pubblicitario).
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