Probabile Cassa Integrazione dal prossimo 11 ottobre
Lo aveva annunciato ai nostri taccuini il consigliere comunale, Giacomo Rizzo, ad aprile scorso, quando si era raggiunto il sospirato temporaneo accordo di sei mesi tra azienda e lavoratori, che ci attendeva un autunno caldo. Le notizie di questi giorni che paventano un ricorso alla Cassa Integrazione da parte della Eco-Leather, sembrano dar ragione al consigliere.
A rischio sarebbe la metà della forza lavoro dello stabilimento, circa 200 unità a rotazione per tre settimane.
La notizia ha immediatamente allarmato le maestranze ma le segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali presenti in azienda, Filippo Caldara (UGL Chimici), Giuseppe Altamura (FILCEM CGIL), Sebastiano Bruno (FEMCA CISL) e Filippo Lupelli (ULCEM) hanno scelto di non spargere benzina sul fuoco e pazientare in attesa del tavolo sindacale fissato per oggi (1 ottobre) presso la sede di Confindustria.
La cassa integrazione dovrebbe durare 13 settimane e interessare 200 operai. Probabile data d'avvio questo 11 ottobre. Insomma, a distanza di sei mesi dall’accordo di aprile firmato dall’azienda da una parte e dai sindacati e Rappresentanza Unitaria Aziendale dall’altra, dopo un braccio di ferro fra le parti che aveva provocato (per la prima volta nella storia dell’azienda monopolitana) lo sciopero delle maestranze, si era giunti alla sottoscrizione di un accordo bilaterale. Esso rappresentava un punto di partenza nel dialogo fra l’azienda e gli operai, un tentativo di superare le difficoltà. Scommettendo entrambi, infatti, fu installata la famosa nuova macchina per il taglio delle pelli. Inoltre ci si era posti come obbiettivo comune l’abbattimento dell’assenteismo aziendale, a fronte di un riconoscimento da parte della proprietà di un corrispettivo mensile di presenza di 40,00 €. Il risultato, a distanza di 180 giorni, è stato più che soddisfacente e l’assenteismo aziendale per malattia (da essere fra i più alti) è divenuto uno dei più bassi d'Italia. Invece, per quanto riguarda l’inquadramento delle maestranze in azienda, il grosso del lavoro è stato portato avanti in questi mesi e in procinto di essere sottoscritto da entrambe le parti nelle prossime settimane.
La situazione è un po’ più pesante rispetto alle previsioni – secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi il Direttore del personale dottor Dino Petrone. Infatti lo stesso Petrone ha voluto precisare che il rapporto con le maestranze e con la Rsu è ottimo. Intenzione dell’azienda è portare a termine l’inquadramento e continuare a investire in questo territorio e sulla sua gente, così come ha fatto in questi anni.
A rischio sarebbe la metà della forza lavoro dello stabilimento, circa 200 unità a rotazione per tre settimane.
La notizia ha immediatamente allarmato le maestranze ma le segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali presenti in azienda, Filippo Caldara (UGL Chimici), Giuseppe Altamura (FILCEM CGIL), Sebastiano Bruno (FEMCA CISL) e Filippo Lupelli (ULCEM) hanno scelto di non spargere benzina sul fuoco e pazientare in attesa del tavolo sindacale fissato per oggi (1 ottobre) presso la sede di Confindustria.
La cassa integrazione dovrebbe durare 13 settimane e interessare 200 operai. Probabile data d'avvio questo 11 ottobre. Insomma, a distanza di sei mesi dall’accordo di aprile firmato dall’azienda da una parte e dai sindacati e Rappresentanza Unitaria Aziendale dall’altra, dopo un braccio di ferro fra le parti che aveva provocato (per la prima volta nella storia dell’azienda monopolitana) lo sciopero delle maestranze, si era giunti alla sottoscrizione di un accordo bilaterale. Esso rappresentava un punto di partenza nel dialogo fra l’azienda e gli operai, un tentativo di superare le difficoltà. Scommettendo entrambi, infatti, fu installata la famosa nuova macchina per il taglio delle pelli. Inoltre ci si era posti come obbiettivo comune l’abbattimento dell’assenteismo aziendale, a fronte di un riconoscimento da parte della proprietà di un corrispettivo mensile di presenza di 40,00 €. Il risultato, a distanza di 180 giorni, è stato più che soddisfacente e l’assenteismo aziendale per malattia (da essere fra i più alti) è divenuto uno dei più bassi d'Italia. Invece, per quanto riguarda l’inquadramento delle maestranze in azienda, il grosso del lavoro è stato portato avanti in questi mesi e in procinto di essere sottoscritto da entrambe le parti nelle prossime settimane.
La situazione è un po’ più pesante rispetto alle previsioni – secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi il Direttore del personale dottor Dino Petrone. Infatti lo stesso Petrone ha voluto precisare che il rapporto con le maestranze e con la Rsu è ottimo. Intenzione dell’azienda è portare a termine l’inquadramento e continuare a investire in questo territorio e sulla sua gente, così come ha fatto in questi anni.
Non mancano le perplessità soprattutto alla luce di quanto ebbe a dichiarare Giacomo Rizzo in consiglio comunale :
«Nel caso della conceria monopolitana non è corretto parlare di crisi. Io credo che la crisi, al contrario, stia favorendo la Eco – Leather. Nel Nord-Est la crisi economica ha costretto molte concerie ad uscire dal mercato. Questo ha comportato una riduzione della concorrenza. Pertanto sospettiamo che tutto il lavoro in precedenza evaso dalle aziende chiuse sia passato sulle poche rimaste in piedi. Il lavoro nello stabilimento di Monopoli c’è! Un’azienda in difficoltà non chiude un accordo sindacale vantaggioso per i lavoratori. Le motivazioni delle minacce erano altre. Questi imprenditori sono stati abituati in questi anni ad avanzare quelle che qualcuno chiama minacce (io le chiamo proposte industriali) di delocalizzazione».
E’ indubitabile che il settore dell’automobile non se la passi bene; dopo la fine degli incentivi si assiste ad una forte contrazione delle vendite. Per il mercato del salotto imbottito è sempre buio pesto.
Tuttavia è anche vero che da tempo i vertici aziendali lamentano gli alti costi della manodopera. Il problema è che non si punta sulla qualità della merce collocata sul mercato ma sul suo costo; non potendo ridurre i costi delle materie prime si devono comprimere i salari dei lavoratori. Tutto questo mentre nazioni più competitive della nostra per la manodopera a basso costo strizzano l’occhio.
Una cosa è certa : questa volta i lavoratori non hanno alcuna responsabilità. Hanno rispettato l’accordo di aprile e con buoni risultati. La percentuale di assenteismo (in un settore molto a rischio per la salute come quello delle concerie) è molto calata e c’è stata la flessibilità. Cosa si pretende di più dagli operai?
La Cassa Integrazione, strumento per affrontare difficoltà temporanee di mercato, non può diventare un mezzo per cercare di ridurre il costo della manodopera nel medio temine in attesa della delocalizzazione nel lungo periodo.
Sono queste alcune delle problematiche che le rappresentanze sindacali dovranno affrontare mentre i lavoratori sperano di non dover attraversare un autunno difficile in un momento in cui la politica è particolarmente assente ed in difficoltà, angustiata da problemi di basso profilo.
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vendola se ti trovi un lavoro serio esempio operaio all... - ECOLEATHER: NASCONO I COB...
X benvenuti cobas ma tu lavori all'eco leather?be direi... - IL CIMITERO NELLA PINETA:...
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Commenti
a fare il gioco di chi cerca fama e pubblicita', sulla pelle di noi lavoratori.
nn si impara mai dai propri errori ????
grazie