Coinvolta anche un’azienda monopolitana, posta sotto sequestro.
È scattata mercoledì mattina in tutta la provincia di Bari l’operazione "Gibbenza", al termine della quale ci sono stati arresti e denunce. Coinvolti imprenditori, professionisti, funzionari e politici. Alcuni, attraverso regali di vario genere, “sistemavano” a favore degli imprenditori alcuni accertamenti fiscali. A Bari, era stata trovata la formula magica: bastava rivolgersi al commercialista giusto che avvicinava a sua volta un magistrato tributario compiacente: e così il contenzioso finiva in un cassetto, dimenticato.
Un sistema, quello smantellato dai finanzieri della Tributaria di Bari, imperniato intorno al giudice Sandro Quintavalle che aveva creato questa organizzazione malavitosa utilizzando anche la complicità di alcuni notissimi professionisti baresi, che agivano su sollecitazione dei loro clienti.
Il commercialista Donato Radogna, consigliere comunale, è finito ai domiciliari con l’accusa di aver fatto aggiustare le sentenze di alcuni suoi clienti: i più famosi sono i De Gennaro del colosso delle costruzioni Dec. Ma nei guai è finito pure il commercialista nocese Francesco Della Corte, ai domiciliari per un intervento a favore di un altro big, Raffaele Putignano (il titolare dell’impresa omonima, con interessi vari, dalle costruzioni al turismo.
Ai domiciliari anche Leonardo Mariella, figlio di Vito, fratello di Natale Mariella, che è il primo dei non eletti in consiglio comunale nella lista La Puglia Prima di Tutto: Leonardo Mariella «compra» una sentenza tributaria da Quintavalle, suo fratello Natale (che non risulta indagato) promette al giudice un incarico di consulente per l’azienda di famiglia. E ancora Eddy Caccuri, figlio di Franco, nome notissimo ai tempi dello scandalo delle Case di Cura Riunite, imprenditore ma anche commercialista: 36.000 euro versati al giudice Quintavalle per addomesticare – ipotizza la Procura – una sentenza a favore della Duo Salus.
Tutta l’operazione è partita dall’ordinanza firmata dal gip Sergio Di Paola su richiesta del pm Isabella Ginefra. La data è il 29 ottobre 2010.
Cifre da capogiro, quelle che secondo la Procura sarebbero state sottratte al fisco grazie alle sentenze compiacenti: 100 milioni di euro, pari al 20% del contenzioso definito negli ultimi due anni. Il motore di questa «radicata corruzione», come scrive il gip, è nei professionisti che assistono le imprese. Ne fanno parte attiva pure i giudici, che nel settore tributario sono quasi esclusivamente giudici onorari.
Non solo, visto che tra gli indagati figura pure il giudice Aldo D’Innella, ex presidente di sezione della Corte d’appello di Bari, da due anni in pensione, che non è accusato di aver preso tangenti ma che secondo le indagini avrebbe assecondato le richieste di alcuni degli arrestati.
Coinvolti anche La Pb Progetti snc, un’azienda di Monopoli, i cui beni sono stati posti sotto sequestro preventivo. Per la Procura barese sarebbe stata violata la legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.
Un sistema, quello smantellato dai finanzieri della Tributaria di Bari, imperniato intorno al giudice Sandro Quintavalle che aveva creato questa organizzazione malavitosa utilizzando anche la complicità di alcuni notissimi professionisti baresi, che agivano su sollecitazione dei loro clienti.
Il commercialista Donato Radogna, consigliere comunale, è finito ai domiciliari con l’accusa di aver fatto aggiustare le sentenze di alcuni suoi clienti: i più famosi sono i De Gennaro del colosso delle costruzioni Dec. Ma nei guai è finito pure il commercialista nocese Francesco Della Corte, ai domiciliari per un intervento a favore di un altro big, Raffaele Putignano (il titolare dell’impresa omonima, con interessi vari, dalle costruzioni al turismo.
Ai domiciliari anche Leonardo Mariella, figlio di Vito, fratello di Natale Mariella, che è il primo dei non eletti in consiglio comunale nella lista La Puglia Prima di Tutto: Leonardo Mariella «compra» una sentenza tributaria da Quintavalle, suo fratello Natale (che non risulta indagato) promette al giudice un incarico di consulente per l’azienda di famiglia. E ancora Eddy Caccuri, figlio di Franco, nome notissimo ai tempi dello scandalo delle Case di Cura Riunite, imprenditore ma anche commercialista: 36.000 euro versati al giudice Quintavalle per addomesticare – ipotizza la Procura – una sentenza a favore della Duo Salus.
Tutta l’operazione è partita dall’ordinanza firmata dal gip Sergio Di Paola su richiesta del pm Isabella Ginefra. La data è il 29 ottobre 2010.
Cifre da capogiro, quelle che secondo la Procura sarebbero state sottratte al fisco grazie alle sentenze compiacenti: 100 milioni di euro, pari al 20% del contenzioso definito negli ultimi due anni. Il motore di questa «radicata corruzione», come scrive il gip, è nei professionisti che assistono le imprese. Ne fanno parte attiva pure i giudici, che nel settore tributario sono quasi esclusivamente giudici onorari.
Non solo, visto che tra gli indagati figura pure il giudice Aldo D’Innella, ex presidente di sezione della Corte d’appello di Bari, da due anni in pensione, che non è accusato di aver preso tangenti ma che secondo le indagini avrebbe assecondato le richieste di alcuni degli arrestati.
Coinvolti anche La Pb Progetti snc, un’azienda di Monopoli, i cui beni sono stati posti sotto sequestro preventivo. Per la Procura barese sarebbe stata violata la legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.
Laudati: Un’evasione clamorosa quella scoperta con l’operazione Gibbenza.
Il procuratore Capo della procura di Bari Antonio Laudati, durante la conferenza stampa per illustrare l’operazione Gibbenza, ha dichiarato che nel 98% dei casi la Commissione tributaria ha (negli ultimi due anni) espresso sentenze a favore del contribuente, opponendosi all’Agenzia delle Entrate. Laudati ha proseguito: “Questa è una vicenda che incide su uno dei fattori più allarmanti per la società: l’evasione fiscale. Si tratta di un’evasione clamorosa, attuata da grandi gruppi imprenditoriali. Gli accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza per milioni di euro sono stati vanificati attraverso aggiustamenti dei contenziosi delle commissioni tributarie. Posso affermare che le indagini dell’operazionie Gibbenza non sono concluse, per tutta la serie di articolati e complessi rapporti fra gli indagati e gli arrestati. Ipotizziamo sviluppi che porteranno l’indagine fuori provincia e fuori regione. Sino ad ora siamo riusciti a recuperare 200 milioni”.
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vendola se ti trovi un lavoro serio esempio operaio all... - ECOLEATHER: NASCONO I COB...
X benvenuti cobas ma tu lavori all'eco leather?be direi... - IL CIMITERO NELLA PINETA:...
al noed si usa portare ( ovviamente lì cè un senso civi... - LA REGIONE DICE NO A CANA...
@Tonio si vede da oltre 1 anno.. anche a Bari! - LA REGIONE DICE NO A CANA...
Sarà pure una bella manifestazione...degustibus non dis... - IL CIMITERO NELLA PINETA:...
purtroppo i cani devono urinare. Sono le feci lasciate ... - IL CIMITERO NELLA PINETA:...
Ma quando mai i vigili fanno le multe ai proprietari de...
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