"MONOPOLI (PRE) OCCUPATA"
Questo gesto estremo, ci è sembrato necessario per esprimere la nostra indignazione per quella che riteniamo essere una vera e propria aggressione all’istruzione pubblica. In questo modo, intendiamo inserirci nel contesto di mobilitazione nazionale, che già è in atto. Vogliamo rivendicare un ruolo da protagonisti all’interno della società, andando contro una “riforma” che non rappresenta affatto la volontà di costruire un nuovo modello di scuola, ma bensì mina le fondamenta stesse del nostro futuro. La nostra vuole essere una protesta costruttiva. Noi protestiamo contro una politica cieca che taglia l’unico mezzo che il nostro paese ha per venir fuori dalla crisi. Non lottiamo solo perché venga ritirato il ddl Gelmini, ma le nostre rivendicazioni si proiettano anche su un piano regionale e locale.
Per quanto riguarda quello regionale, è un dato di fatto che lo scorso anno sia stata approvata la legge regionale sul diritto allo studio, per la quale, tuttavia, non sono stati stanziati alcuni finanziamenti.
Mentre, circa il piano locale, ciò che noi pretendiamo sono contenitori culturali quali biblioteche, teatri e cinema, o anche centri sociali, dove i giovani monopolitani possano incontrarsi per vivere insieme e fare esperienze comunitarie.
La nostra protesta non è influenzata in nessun modo da qualsiasi partito o politico, perché riteniamo che un miglioramento della scuola possa avvenire solo dal basso, da chi la vive realmente."
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Commenti
Diventato padre, ho seguito il percorso scolastico dei miei figli, Una si è laureata con tanta fatica ma c'è la fatta con un solo anno di fuori corso, a causa di docenti molto spesso assenti con esami rimandati all'ultimo momento e così via, l'altro meno paziente e non disposto a sopportare tale andazzo, ha abbandonato dopo un anno e mezzo preferendo dedicarsi al lavoro.
Ovviamente concordo che tutti hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero in modo civile, ma ritengo che tutti abbiamo il diritto ad una scuola efficace e valida che faccia gli interessi degli studenti e non quello delle corporazioni.
Ancora oggi per varie ragioni frequento diverse scuole e vedo molta sciatteria sia tra gli studenti che tra i docenti.
Solo colpa del sistema? Non fatevi strumentalizzare, usate la vostra testa.
E continua a farla a casa la scuola se è lo stesso...!
Mi prendo la briga di risponderti solo perchè c'è una minima possibilità che impariate a riflettere quando fate delle scelte importanti. Sento riecheggiare una moltitudine di vuoti luoghi comuni, e non è un bene. Ma i professori cosa stanno facendo?
Cambiano i tempi, cambiano i genitori.
Si vede che i tempi son cambiati, come, del resto, i genitori (se di questi si tratta).
Ad i ragazzi e ragazze del Polo Liceale un altro pensiero. Stamattina ho speso 4 ore delle mie ferie per essere in Via del Corso, con i vostri colleghi romani, a protestare e proporre. Pensate sempre con la vostra testa e leggete, informatevi, criticate, mantenete sempre l'onestà intellettuale e rifuggete dalla sua prostituzione. Utilizzate la rete per conoscere le leggi, i decreti, i disgni. Cambierà ragazzi, cambierà. Avremo un sistema scolastico per bene, che formi i futuri magistrati capaci di scrivere in italiano. I futuri medici capaci di essere umani e non aziendalisti. Cambierà. Cambierà. Salutate quella scuola che ho occupato per 5 anni consecutivi.
Io apprezzo il disegno di legge sull'Universita' in discussione in queste ore alla Camera. Per piu' di un motivo: perche' riorganizza e moralizza gli organi di governo degli atenei; perche' limita la frantumazione delle sedi universitarie, dei corsi di laurea e dei dipartimenti; perche' introduce norme piu' efficaci e razionali per il reclutamento dei docenti; perche' stabilisce regole certe e trasparenti per disciplinare i casi di disavanzo finanziario e di mala gestione; perche' fissa dei criteri di valutazione per le singole sedi universitarie e per i singoli professori; questo provvedimento rappresenta un passo nella direzione giusta per cercare di far uscire l'Universita' italiana dallo stato di grave prostrazione in cui essa si trova. Tutto e' sempre migliorabile; anche questo disegno di legge lo e'.
Ma non mi sembra ne' logico ne' onesto invocare la diminuzione dei finanziamenti all'intero comparto dell'istruzione, provocati dalla difficile situazione finanziaria del Paese, come una buona ragione per respingere il provvedimento. Tanto piu' adesso che il governo sembra si stia trovando le risorse utili per avviare il necessario processo riformatore.
Mi sembra, inoltre, intollerabile che, dopo anni e anni di tanto sistematico quanto sterile ostruzionismo, una parte del mondo universitario e del corpo studentesco prepotente nei comportamenti ma modesto nelle dimensioni abbia saputo produrre solo una protesta demagogica fine a se stessa, dando spazio alla violenza di piazza e contribuendo al contempo a lasciare gli Atenei italiani fermi nel loro attuale stato di crisi