MONOPOLI - Il Comune batte cassa e con il «Piano delle alienazioni» rischia di sbattere in strada uno storico artigiano. Le missive giunte nei giorni scorsi dalla Ripartizione Servizi finanziari a Nicolò Lafronza, «Nicolò il barcaiolo» l’ultimo di una schiera di costruttori cittadini di gozzi in legno, parlano chiaro. Dopo l’aumento del canone di locazione mensile da una cifra simbolica a 102 euro nel febbraio scorso, nelle more del «Piano degli immobili da dismettere per alienazione» rientra anche il caseggiato di via Cadorna 7 che ad oggi ospita, vicino al torrione della Cattedrale, l’artigiano sul piano strada (un vano 5 metri per 5) e nei sotterranei le vestigia di un antica fabbrica 700esca di sapone e la chiesa rupestre finemente affrescata di San Matteo dell’arena e che dopo il restauro di pochi anni fa mai fu più riaperta al pubblico. Un immobile che per il suo interesse storico e turistico, vide all’epoca una sorta di contratto che permetteva all’artigiano di rimanere in quella sede, dopo la ristrutturazione con finanziamenti pubblici, in quanto parte integrante. Perché ne è anche testimone, non relitto, di un’antica arte, quella dei gozzi riportata qui in zona dai veneziani e che ancora sono il simbolo di questa città, riprodotti in miniatura, in legno o in terracotta e che come per i minitrulletti ad Alberobello, qui sono ricercatissimi dai turisti.
Lafronza no, lui li realizza a grandezza naturale e in miniatura ma di medie dimensioni come oggetti di arredo. Nella sua bottega pochi legni, la barca eternamente da finire e attorno alla quale si raduna la gente di passaggio, come al capezzale di un bimbo bisognoso di cure, dove la lingua si scioglie e si parla dei tempi andati. Ma l’argomento che ora va per la maggiore è lo sfratto che l’anziano artigiano sta per subire dal Comune. «Il paradosso - lo sottolinea doppiamente Giovanni Lacitignola segretario cittadino del Pd - è che non solo qui si perde la memoria dell’ultimo costruttore di gozzi di Monopoli, ma che se il Comune volesse mettere un punto di attrazione come quello, lì, non ci riuscirà a farlo così autentico. Anzi il Comune dovrebbe finanziarlo per stare là e invece Lafronza paga alla collettività un canone di affitto. Non avete idea di quanti turisti si fermano in quel posto d’estate».
«La tradizione delle barche in legno, in città, risale al 1500» sottolinea Vincenzo Saponaro , maestro d’ascia e costruttore navale che si dice allarmato dall’idea di togliere la sede all’ultimo costruttore di gozzi. L’assessore al Bilancio Cosimo Napoletano parla di «un’alienazione che è nel Bilancio di previsione approvato in consiglio comunale, insieme agli immobili di Romanelli, per quest’anno non si fa in tempo, sarà rivista e riproposta nel 2011, si tratta di immobili infruttuosi per l’ente». «M’impegno per bloccarla - dichiara l’assesore al turismo Domenico Alba - per la valenza turistica che ha l’artigiano in quel luogo».
Lafronza no, lui li realizza a grandezza naturale e in miniatura ma di medie dimensioni come oggetti di arredo. Nella sua bottega pochi legni, la barca eternamente da finire e attorno alla quale si raduna la gente di passaggio, come al capezzale di un bimbo bisognoso di cure, dove la lingua si scioglie e si parla dei tempi andati. Ma l’argomento che ora va per la maggiore è lo sfratto che l’anziano artigiano sta per subire dal Comune. «Il paradosso - lo sottolinea doppiamente Giovanni Lacitignola segretario cittadino del Pd - è che non solo qui si perde la memoria dell’ultimo costruttore di gozzi di Monopoli, ma che se il Comune volesse mettere un punto di attrazione come quello, lì, non ci riuscirà a farlo così autentico. Anzi il Comune dovrebbe finanziarlo per stare là e invece Lafronza paga alla collettività un canone di affitto. Non avete idea di quanti turisti si fermano in quel posto d’estate».
«La tradizione delle barche in legno, in città, risale al 1500» sottolinea Vincenzo Saponaro , maestro d’ascia e costruttore navale che si dice allarmato dall’idea di togliere la sede all’ultimo costruttore di gozzi. L’assessore al Bilancio Cosimo Napoletano parla di «un’alienazione che è nel Bilancio di previsione approvato in consiglio comunale, insieme agli immobili di Romanelli, per quest’anno non si fa in tempo, sarà rivista e riproposta nel 2011, si tratta di immobili infruttuosi per l’ente». «M’impegno per bloccarla - dichiara l’assesore al turismo Domenico Alba - per la valenza turistica che ha l’artigiano in quel luogo».
da www.lagazzettadelmezzogiorno.it
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vi saluto
Mario Rizzo