Proclamato dalle maestranze lo stato di agitazione
Anno nuovo, vita nuova? Non per le maestranze dell' “Ecoleather”, una delle più grandi realtà produttiva del nostro territorio. Proprio ieri, infatti, nelle assemblee unitarie convocate da tutte le sigle sindacali presenti in azienda, ed alla presenza dei loro segretari provinciali Filippo Caldara (Ugl Chimici ),Vito De Mario (Filctem Cgil), Sebastiano Buono (Femca Cisl) e Filippo Lupelli (Uilcem), in sinergia con la R.S.U. e con tutta la maestranza, si è deciso di effettuare nelle prossime settimane delle grosse azioni di protesta nei confronti della proprietà, per sollecitare l'attuazione l’accordo di programma sottoscritto da entrambe le parti lo scorso anno.
L'accordo prevedeva un premio presenza per gli operai di 40,00 € lorde; il pasto da consumarsi in azienda per gli operai che lavorano nel turno centrale, l’installazione presso l’azienda del nuovo macchinario per il taglio ed una pianificazione degli adeguamenti di posizione contrattuale. Si era inoltre concordato un tempo di sei mesi per redigere il quadro completo e le mansioni spettanti a tutti gli operai che esercitano giornalmente il loro lavoro sui macchinari aziendali. Lavoro svolto in modo proficuo in questo periodo dalla RSU, in collaborazione con l’ufficio del personale diretto dal Dott. Dino Petrone (responsabile risorse umane).
L'accordo prevedeva un premio presenza per gli operai di 40,00 € lorde; il pasto da consumarsi in azienda per gli operai che lavorano nel turno centrale, l’installazione presso l’azienda del nuovo macchinario per il taglio ed una pianificazione degli adeguamenti di posizione contrattuale. Si era inoltre concordato un tempo di sei mesi per redigere il quadro completo e le mansioni spettanti a tutti gli operai che esercitano giornalmente il loro lavoro sui macchinari aziendali. Lavoro svolto in modo proficuo in questo periodo dalla RSU, in collaborazione con l’ufficio del personale diretto dal Dott. Dino Petrone (responsabile risorse umane).
LA STORIA- L 'accordo non fu sottoscritto lo scorso ottobre (scadenza dei 6 mesi ), a causa di una riduzione del lavoro che che aprì un periodo di cassa integrazione e che ha fatto slittare la sottoscrizione. Nel dicembre 2010 si tenne presso la sede della CONFINDUSTRIA di Bari il primo incontro per pianificare e concordare la sottoscrizione, ma la tanto famosa “ firma “ non arrivò: l’azienda propose di avviare gli adeguamenti contrattuali come prevede il C.C.N.L. solo per l’80% della forza lavoro nell’arco di 36 mesi. La RSU, in accordo con le segreterie Sindacali, decise di non accordarsi e di rinviare l’incontro al 17 gennaio per firmare bilateralmente l’accordo e per concordare i metodi di attuazione.
Ed arriviamo ai giorni nostri: dopo numerose sollecitazioni da parte della RSU e delle segreterie sindacali per la firma presso la sede di Confindustria di Bari, l’azienda venerdì scorso 14 gennaio, nel primo pomeriggio ha comunicato un rinvio dell’incontro in una lettera ufficiale, motivandola con “sopraggiunte esigenze aziendali”. L'incontro sarebbe dunque slittato al prossimo 3 febbraio 2011. Questo “rinvio tecnico” - secondo le maestranze solo una “scusa per non firmare l'accordo e rimandare ancora”- richiesto dall’azienda per effettuare nuove valutazioni, ha evidentemente innervosito le segreterie sindacali e la RSU che lunedì 17 gennaio, dopo aver discusso e dialogato per 4 ore, hanno proclamato lo stato di agitazione, e richiesto l’assemblea sindacale unitaria per ieri, che ha sancito la volontà degli operai di rivendicare i loro diritti e il riconoscimento della loro qualifica lavorativa, effettuando nuove azioni di forza.
Anche la situazione nazionale non è favorevole: il C.C.N.L. ( contratto collettivo nazionale di lavoro ) del settore conciario, è infatti al centro di un aspro diverbio a livello nazionale fra gli imprenditori del settore e i sindacati. Il rinnovo è necessario dopo la scadenza dello scorso 31 ottobre, ma le trattative sono bloccate e gli imprenditori sono fermi ad una proposta di aumento di 80,00 € lorde per il livello di D1, da effettuarsi in 36 mesi. Proposta ritenuta insufficiente dai sindacati, che proclamano anche in questo caso uno stato di agitazione: si prevedono energiche proteste anche a livello nazionale!
Ed arriviamo ai giorni nostri: dopo numerose sollecitazioni da parte della RSU e delle segreterie sindacali per la firma presso la sede di Confindustria di Bari, l’azienda venerdì scorso 14 gennaio, nel primo pomeriggio ha comunicato un rinvio dell’incontro in una lettera ufficiale, motivandola con “sopraggiunte esigenze aziendali”. L'incontro sarebbe dunque slittato al prossimo 3 febbraio 2011. Questo “rinvio tecnico” - secondo le maestranze solo una “scusa per non firmare l'accordo e rimandare ancora”- richiesto dall’azienda per effettuare nuove valutazioni, ha evidentemente innervosito le segreterie sindacali e la RSU che lunedì 17 gennaio, dopo aver discusso e dialogato per 4 ore, hanno proclamato lo stato di agitazione, e richiesto l’assemblea sindacale unitaria per ieri, che ha sancito la volontà degli operai di rivendicare i loro diritti e il riconoscimento della loro qualifica lavorativa, effettuando nuove azioni di forza.
Anche la situazione nazionale non è favorevole: il C.C.N.L. ( contratto collettivo nazionale di lavoro ) del settore conciario, è infatti al centro di un aspro diverbio a livello nazionale fra gli imprenditori del settore e i sindacati. Il rinnovo è necessario dopo la scadenza dello scorso 31 ottobre, ma le trattative sono bloccate e gli imprenditori sono fermi ad una proposta di aumento di 80,00 € lorde per il livello di D1, da effettuarsi in 36 mesi. Proposta ritenuta insufficiente dai sindacati, che proclamano anche in questo caso uno stato di agitazione: si prevedono energiche proteste anche a livello nazionale!
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Commenti
vedo ke fai affermazioni molto sicure dell'operato dei tuoi colleghi, sicuramente sei uno di quelli ke se la fai cotta la vogliono cruda . infangare i sidacati del loro lavoro produttivo è scandaloso e non veritiero perkè ti posso assicurare è dimostrare !!!! il contrario di quello ke dici . parli cosi perkè sei una persona già arrivata, ti posso assicurare ke nessuno si nasconde dietro a nulla. ma sono sicuro ke sei rimasto 3 anni indietro non stiamo nel 2007 ma nel 2011
qualcosa è cambiato e non infierire sull'operato sindacale sminuedolO..... mi trovi alla sme porta fatti concreti della quale ne dubito.......
Comunque avete votate per LUI? Accettate allora il SUO ringraziamento
L'insediamento della fabbrica avvenne ai tempi dell'amministrazione laganà.
Quanto agli scempi dovresti aggiungere la Rivoli che parcheggia il materiale a pochi metri dal mare compromettendo la visone del mare.
Bisognerebbe aggiungere che le varie aziende sorte dagli anni 70 in poi verso il mare (marchitelli, ceramica, saclà,oleificio, galanto, ecc) hanno cominciato con i primi guasti. A titolo di cronaca non erano giunte di sinistra neanche quelle.
Allora chi meglio della rsu può rappresentare i lavoratori in quell'azienda. Penso che la rsu lavori come gli altri lavoratori di quell'azienda,e ha il gravoso compito di far rispettare i diritti di quei lavoratori,che a loro volta i lavoratori dovrebbero sostenerli in tutto, perchè in primis ci sono anche loro diritti che da anni rivendicano a quell'azienda.faccio un appello ai lavoratori dell'eco leather andate avanti con le vostre idee e diffidate di quelle persone che non fanno altro che farvi perdere la vostra dignità di lavoratori
Quando un sistema è in crisi il cambiamento prima sopravviene e meglio è.
Pensaci caro amico mio, rispetto la tua opinione ma ti dico attento a non farti manipolare da dei fannulloni che vivono dalle trattenute su tuo sudato stipentio.
L'azienda chiede, i lavoratori rispondono, i risultati vengono, i lavoratori chiedono e ottengono.
Forse i sindacati non sono contenti perchè i rappresentanti sindacali hanno la più bassa produttività individuale e si nascondono dietro le esigenze dei lavoratori per mascherare la loro poca volontà di lavorare.
Forse è un nuovo modo di pensare e soprattutto di lavorare pensando.
Meditiamo il modello FIOM è ormai superato.
Sono con gli operai.
Si può fare impresa rispettando la natura e gli operai. Ti risulta?