Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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CASO UVA: CHIESTE LE CONDANNE PER I MEDICI

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3 anni per il dott. Legge, 4 per il dott. Napoletano

Tutti ricorderanno il caso della signora Assunta Uva, deceduta la notte tra il 6 e il 7 maggio 2004 a causa di alcune insistenti emorragie addominali, sopraggiunte in seguito ad un intervento ( definito dai medici di routine), di asportazione dell’utero fibromatoso. L’intervento fu eseguito dall’allora primario del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale San Giacomo, il dott. Franco Legge. Quella sera la signora Uva, sentendosi sempre peggio, dopo aver radunato i suoi famigliari, chiese con insistenza di ricevere le cure idonee per alleviare i dolori post – operatori. Richieste che rimasero inascoltate. Per i parenti si trattò di un caso di malasanità, e chiesero subito l’apertura di un’indagine per sapere la verità ed ottenere giustizia. Per raggiungere lo scopo, nel mese di luglio dello stesso anno, il marito della signora Uva, Giuseppe Gentile, organizzò una manifestazione di protesta bloccando il traffico lungo via Sant’Anna, nei pressi dell’ingresso dell’ospedale San Giacomo. Ma i parenti erano pronti anche a bloccare i binari della stazione ferroviaria se le loro richieste non fossero accolte. Nei giorni scorsi, durante il processo in svolgimento presso la Procura della Repubblica di Bari, il Pm dott.ssa Gianna Maria Nanna, ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione per il dott. Franco Legge, e 4 anni di reclusione per il dott. Vincenzo Napoletano, medico di turno la sera del decesso. La prossima udienza è fissata per il prossimo 1 aprile.

Commenti 

 
#11 rita55 2011-01-30 12:42
tutto sto rumore per cosa??per una condanna che non verra' mai espletata....infatti i sù citati girano tranquillamente senza problemi ne' sensi di colpa.....che giustizia e'????
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#10 Ingiustizia 2011-01-24 19:01
Se un medico sbaglia c'è un giudice che ti condanna.
Se un giudice sbaglia solo Dio lo può condannare.
Meditate gente, meditate.
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#9 teresa 2011-01-24 09:56
se c'è stato dolo ed errori da parte di questi due dottori è giusto che paghino ma poi se c'e' di mezzo il destino la signora sarebbe purtroppo morta lo stesso ma mi ricordo che l'ambiente in quell periodo nell'ospedale non era dei migliori....
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#8 domandiere 2011-01-23 23:23
La problematica più seria è quella di un certo giornalismo crudele, cinico e nauseante che vive eprospera sulle teste di chi vive, di chi subisce e di chi , suo malgrado, produce queste sventure
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#7 Piero 2011-01-23 23:20
Signori, ci vorrebbero piu' interventi della magistratura su questi dottori.....ORMAI SI DIVENTA PRIMARI SOLO SE RACCOMANDATI NON SE SEI IL MIGLIORE!Una mamma che non doveva morire e' morta per negligenza o incapacita'... e mi fermo qui!
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#6 novello 2011-01-23 21:00
fare il medico è sempre stato difficile, se poi ci aggiungiamo (e chi ha per disgrazia, frequentato l'ospedale lo sà benissimo) il menefreghismo di tutti, allora capitano queste cose, infatti basterebbe che i medici ascoltassero le lamentele della gente e facessero i dovuti controlli.
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#5 anaiait 2011-01-23 18:33
Potremmo definirlo anche uomo buono e generoso, ma nessuno ricorda che Napoletano ha un altro rinvio a giudizio per il caso di aborto clandestino...
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#4 angelo vito lamanna 2011-01-23 15:45
siamo di fronte ad una sentenza.
comprensibile è il dispiacere per le vicissitudini di un amico, ma i giudici se hanno deciso in questo modo, vuol dire che sia dal punto di vista professionale che umano, qualcosa è andato storto.
evidentemente delle responsabilità oggettive vi sono, non dimentichiamo che si è persa una vita, secondo i giudici si poteva evitare.
fare il medico è stato e sarà sempre difficile, ma nessun medico ti ordina di fare il medico.
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#3 Gigetto 2011-01-23 12:01
Fare il medico oggi è diventato davvero difficile. Non vorrei essere al loro posto!
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#2 Giuseppe Angiuli 2011-01-23 11:20
Della vicenda processuale e dei particolari del dramma che colpì la famiglia UVA non conosco nulla e non voglio dire nulla. Ma il clima da linciaggio di piazza che investì qualche anno fa i due professionisti indagati, con contorno di vili intimidazioni e minacce, fu una cosa INDEGNA per una città che si suol definire civile.
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#1 Maurizio Muolo 2011-01-23 10:41
A prescindere dal dolorosissimo evento patito dalla famiglia Uva non posso personalmente non dispiacermi di quanto capitato ad un uomo Buono e Generoso, soprattutto nei confronti delle classi meno abbienti, come Vincenzo Napoletano. La redazione e i lettori mi scusino per questo sincero attestato di solidarietà umana.
Maurizio Muolo
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