Un secolo tondo tondo di vita per la monopolitana sprint Lucrezia Fiume! A festeggiare le sue cento candeline, sabato 29 Gennaio a Monopoli presso la Parrocchia di S. Maria del Carmine, alle ore 18,30, amici e parenti e concittadini affezionati. Ad aprire i festeggiamenti, una Santa Messa di ringraziamento, officiata da Don Oronzo Negletto.
La storia di Fiume Lucrezia
Nonna Lucrezia nacque... a Monopoli il 28 gennaio 1911 da Vito Giuseppe Fiume e Giuseppa Mastai, in una famiglia che da sempre ha abitato vicino la Chiesetta di San Vito, nel Centro Storico. Il padre era 20 anni più grande della madre, consuetudine considerata normale ai giorni nostri, ma che all’epoca non lo era di certo. Il padre faceva il conducente di carretto, l’attuale autista, per il trasporto di merci, mentre la madre era dedita all’attività di contadina. La signora lucrezia è vissuta in una famiglia molto numerosa con tanti fratelli e sorelle e lei era la più grande delle sorelle, per cui si occupava della casa e di tutti i fratelli. Ha vissuto i periodi delle grandi guerre la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, di cui ha un ricordo diverso. Della prima guerra mondiale ricorda pochissimo, perché era solo una bambina, solo tanta paura e della seconda ricorda che si scappava con la preoccupazione di essere vittime dei bombardamenti sulla città, così andava a trovare riparo, insieme ai suoi figli nelle grotte lungo la costa di Monopoli, presso Porto Bianco e Porto Rosso, per non andare nei rifugi affollatissimi sotto la Piazza Vittorio Emanuele. Molti dei suoi fratelli sono andati in guerra e oggi di tutta la sua numerosissima famiglia d’origine sopravvive solo un fratello di nome Cosimo. Lucrezia si sposa l’11 giugno del 1931 con Dibello Teodoro di un anno più giovane e con cui vive nei pressi della Chiesa di S. Salvatore. Il marito è dapprima muratore, poi dipendente comunale, in seguito diventa autista di autotreni e poi operaio meccanico di navi da crociera, per la Società Italia, girando in tutto il mondo. Lei intanto si dedica ad attività contadine, come la raccolta delle olive e a denocciolare ciliegie per l’industria conserviera. Dal suo matrimonio nascono 5 figli, Maria la maggiore, che si sposa e va a vivere a Chivasso, in provincia di Torino, poi Giuseppe che è stato meccanico di automobili, oggi in pensione, poi Giuseppina, Vito, maestro carrozziere fin dall’età di 16 anni, e Paolo, anche lui carrozziere, che purtroppo oggi non è più vivente. Tutti i figli si sposano e nonna Lucrezia ha quindi anche la fortuna di avere 9 nipoti, di cui 5 maschi e 4 femmine. Inoltre ha la grande possibilità di circondarsi di 12 pronipoti e quindi di essere bisnonna. Dopo molti anni vissuti nel centro storico si trasferisce con la sua famiglia a vivere in una casa indipendente nel borgo murattiano e più precisamente nei pressi della Chiesa di Santa Lucia, dove vive ancora oggi. Purtroppo nonna Lucrezia rimane vedova nel 1982 e da allora rimane sola. Comunque è una donna forte che affronta con coraggio la sua solitudine, diventando autosufficiente. Oggi nonna Lucrezia è una donna che ha gli acciacchi tipici della sua longeva età, quindi per camminare si serve di bastone, ha seri problemi di vista, però la sua mente è molto lucida, preferisce non uscire di casa, per gran parte dell’anno vive sola, altrimenti è in compagnia di Maria sua figlia, quando torna in vacanza, e della signora Annamaria che le fa compagnia. Ama cucinare e sa fare ottime focacce e dolci ed ha una straordinaria manualità nel fare le orecchiette, infatti è velocissima.
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