Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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TENTA IL SUICIDIO. GRAVE UN 16ENNE.

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Tenta il suicidio lanciandosi dal balcone di casa.

Ora è ricoverato in ospedale

 

E’ avvenuto stamattina nella zona Sud di Monopoli. Un 16enne ha tentato di suicidio lanciandosi giù dal balcone del proprio appartamento. Ora è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Monopoli.

Restano da chiarire le motivazioni del gesto disperato. Il giovane aveva perso il padre circa un anno fa. La famiglia non navigava nell’oro. Tuttavia la madre riusciva a sbarcare il lunario prestando servizi di pulizia a domicilio.

Il Comune di Monopoli era venuto incontro alla sfortunata famiglia attribuendole un alloggio in edilizia popolare. Lo stesso alloggio dal quale il giovane monopolitano stamattina ha maturato il suo gesto disperato.

A breve cercheremo di fornire maggiori dettagli.

Commenti 

 
#5 Saverio 2011-03-05 00:06
Caro Mario, sono anchio un ultraquarantenne come te e mi trovo disoccupato con a carico una famiglia e mutuo da pagare e ti dico che molte volte penso anchio a questi gesti sconsiderati, perchè nessuno si preoccupa di te, per non parlare dei politici !!!
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#4 Mariana 2011-03-04 18:59
Un abbraccio di speranza a questo ragazzo e alla sua famiglia...e una riflessione per tutti noi, su quello che potremmo fare per i giovani, in termini di ascolto, sostegno e stimoli e che troppo spesso non facciamo.
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#3 Salvatore M. 2011-03-04 07:35
Condivido a pieno con Antonio, ma il "sistema" ci risucchia tutto e ci rende egoisti.A questo punto solo la religione puo sopperire alle mancanze dei servizi sociali.
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#2 antonio 2011-03-03 22:14
Certi episodi ci devono far riflettere...bisogna assolutamente recuperare quei valori a cui i nostri nonni e i nostri genitori erano molto aggrappati e cioè la solidarietà, l'aiuto reciproco, la non indifferenza, il venirsi incontro e in aiuto ogni qual volta ce ne fosse bisogno. Nel primo dopoguerra e fino agli anni '70 si andava avanti così e la povera gente era sostenuta molto spesso da chi aveva più possibilità. Guardiamoci attorno e ci accorgeremo di quanta gente ha bisogno di noi non solo perchè stiamo meglio ma perchè spesso basta solo condivedere un'amarezza o una difficoltà per fare in modo che la sofferenza possa essere alleggerita. Spesso accade che nei condomini neanche ci si conosce mentre trenta/quarant'anni fa si viveva a porte aperte. Ricordo che ci si aiutava a vicenda, si intrattenevano i figli di chi doveva andare a lavorare, e quando qualcuno nel palazzo preparava un dolce, a parte il profumo che si espandeva dappertutto, lo si divideva con i coinquilini per il solo piacere della condivisione. Altri tempi con altrettante difficoltà ma che si superavano spesso con la solidarietà e la condivisione. Alla famiglia va il mio sincero affetto a un augurio di pronta guarigione al ragazzo.
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#1 Mario 2011-03-03 20:35
Tra qualchee giorno cominceremo noi padri di famiglia a buttarci sotto il treno. Qui in Italia e soprattutto al sud non si fa nulla per occupare i disoccupati ultraquarantenni. Gl'impegati dell'ufficio di collocamento stanno la solo per prendere lo stipendio senza che fanno nulla tutto il giorno. Italia di .... MODERATO e politici pure.
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