Giovedì 24 Maggio 2012
   
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SCACCO ALLA BANDA DELLO SPECCHIETTO

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MONOPOLI - Scacco matto alla «banda dello specchietto rotto». Ad incastrare i due che avevano messo a segno un geniale sistema di truffa ai danni di anziani e in campagna, è stato un poliziotto fuori servizio. Di buon mattino un arzillo nonnino di 81 anni, mentre percorreva la Monopoli-Alberobello nei pressi dell’Impalata, nel momento in cui incrociava una «Alfa 147» grigia con due uomini a bordo, sentiva un rumore sordo e veniva costretto a fermarsi. I due fratelli, Salvatore (33 anni) e Giovanni (20 anni) Bona, già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici, avvicinavano il nonnetto inscenando una discussione, secondo quanto riportato dall’agente fuori servizio che di lì a poco si sarebbe fermato cercando di aiutare l’uomo in difficoltà.

La tecnica usata è risultata compatibile con quella che si è ripetuta settimana dopo settimana l’estate scorsa sempre nell’agro cittadino. Un colpo sordo nel momento in cui due macchine s’incrociano, lo specchietto rotto dell’Alfa e la richiesta di soldi da parte dei due occupanti per tacere l’accaduto. Ma questa volta l’agente ha rotto le uova nel paniere, i due si sono innervositi e quando il poliziotto in borghese si è qualificato, i Bona se la sono data a gambe levate rischiando d’investire il poliziotto sul cui piede sono passati con le ruote della loro auto.

Per loro l’accusa è di truffa, resistenza e lesioni personali a pubblico ufficiale. Una fuga che in quello stesso giorno è risultata breve, fino alla strada che collega il Canale di Pirro a Castellana Grotte, perché anche lì stesso copione con la macchina di un altro nonnino di 74 anni, monopolitano della zona di San Nicola. Le due macchine s’incrociano il rumore sordo provocato, si saprà poi dalle dichiarazioni oculari di una vittima, da un’asta allungata fuori dal finestrino, e la richiesta bonaria di contanti al momento, 50 forse 100 euro, per evitare la denuncia all’assicurazione. Anche qui la giusta resistenza dell’anziano che minaccia di chiamare i vigili del posto e i due, risultati poi originari di Castrovillari nel cosentino ma senza fissa dimora, sono stati rintracciati dalla squadra anticrimine del locale Commissariato di Polizia grazie ai numeri di targa e al riconoscimento delle foto segnaletiche. Ma dal Commissariato stesso l’invito è a contattare la Polizia per casi simili avvenuti in passato in città, per fare chiarezza per una truffa in corso da tempo, che si è fermata soltanto durante i mesi invernali e che adesso cominciava a riprendere piede.

Commenti 

 
#1 decibel! 2011-03-28 17:52
volevo segnalare che giovedì scorso,ci hanno provato anche con me.
ero sulla statale,all'altezza di torre guaceto e mentre sorpassavo una rover 200 blu,ha lanciato qualcosa contro la mia macchina e poi hanno cercato a tutti i costi di farmi fermare...io non mi sono fermato,perchè sapevo di questa truffa,ma mi hanno inseguito per parecchi km ed alla fine sono usciti dalla statale.
facciamo attenzione con questi individui
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