Questa mattina intorno alle 12, nella centralissima Piazza Vittorio Emanuele si è svolta una breve ma significativa manifestazione spontanea per la pace, organizzata dal Circolo territoriale di Rifondazione Comunista.
L’obbiettivo era quello di commemorare le vittime di tutte le guerre sia militari che civili e stringersi al dolore, porgendo idealmente le più sentite e commosse condoglianze alle famiglie dei 6 paracadutisti della Brigata Folgore caduti durante l’attentato di questa settimana in Afganistan.
Questo piccolo corteo ha prima esposto nello stradone centrale, uno striscione con la scritta “ L’Italia è in guerra, mettiamo l’anima in Pace “, e poi con una piccola processione, è stato depositato per qualche minuto, dinnanzi al monumento dei caduti per rendere omaggio a tutte le vittime.
A ribadirlo ai nostri taccuini è Aldo Samarelli ( Segretario del Circolo territoriale di Rifondazione Comunista )
" Questa manifestazione nasce dall’esigenza di dire con forza il nostro no alla guerra e a questo sistema,
in maniera pacifica e spontanea. Vogliamo condividere questo momento di riflessione con chi è qui,
perché riteniamo che la piazza, sia ancora un luogo aggregante, dove si può far circolare
con molta semplicità e libertà le proprie idee nell’interesse della collettività."
Poi una riflessione sulla “missione di pace”
"Si deve creare e fornire un’alternativa alla democrazia per la democrazia, non deve essere realizzata attraverso la violenzae l’aggressione con militari e carri armati, provocando morti sia civili che militari, ma con l’impegno di volontari del servizio civile internazionale.Bisogna abrogare la guerra dal nostro sistema e dalla nostra nazione. Il ministro della difesa ha espresso con un recente documento un nuovo concetto di difesa, che abolisce il concetto di Patria, affermando che i nostri eserciti sono solo al servizio di gruppi e interessi multinazionali per salvaguardare il nostro ricco sistema, che in questo momento è in crisi."

Una guerra che è dunque il risultato di una crisi politica, o meglio, economica, e che vuole attraverso l’industria bellica, dare nuovo impulso all’economia mondiale, facendo prevalere la forza dei Paesi ricchi.
Dov’è quindi l’interesse per i poveri e gli indifesi, vittime di questa guerra?
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Ho letto l'articolo..... abbiamo ricevuto la famosissim... - IL CIMITERO NELLA PINETA:...
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mi sà che dispiace solo a loro :D
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