I medici condannati in primo grado (ma con pene ridotte)
potranno esperire ricorso
Tutti ricorderanno il caso della signora Assunta Uva, deceduta la notte tra il 6 e il 7 maggio 2004 a causa di alcune insistenti emorragie addominali, sopraggiunte in seguito ad un intervento ( definito dai medici di routine), di asportazione dell’utero fibromatoso. L’intervento fu eseguito dall’allora primario del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale San Giacomo, il dott. Franco Legge. Quella sera la signora Uva, sentendosi sempre peggio, dopo aver radunato i suoi famigliari, chiese con insistenza di ricevere le cure idonee per alleviare i dolori post – operatori. Richieste che rimasero inascoltate. Per i parenti si trattò di un caso di malasanità, e chiesero subito l’apertura di un’indagine per sapere la verità ed ottenere giustizia.
Inizialmente, il principale accusato fu (all’epoca dei fatti) il dott. Vincenzo Napoletano, che fu il medico che prese in consegna la sfortunata paziente nel post-intervento.
Il legale della famiglia Uva, l’avv. Sforza intese subito dimostrare la totale responsabilità a carico dei medici che presero in cura la sfortunata paziente. L’accusa mossa ai medici responsabili fu quello di “negligenza, imprudenza ed imperizia, avendo essi sottovalutato lo sversamento emorragico che non si presentava come evento eccezionale ma prevedibile”. Sotto accusa il primario prof. Franco Legge e lo stesso dott. Napoletano che subentrò nel suo turno alle ore 20.00.
Per raggiungere lo scopo, nel mese di luglio dello stesso anno, il marito della signora Uva, Giuseppe Gentile, organizzò una manifestazione di protesta bloccando il traffico lungo via Sant’Anna, nei pressi dell’ingresso dell’ospedale San Giacomo. Ma i parenti erano pronti anche a bloccare i binari della stazione ferroviaria se le loro richieste non fossero state accolte.
Nei mesi scorsi, durante il processo in svolgimento presso la Procura della Repubblica di Bari, il Pm dott.ssa Gianna Maria Nanna, ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione per il dott. Franco Legge, e 4 anni di reclusione per il dott. Vincenzo Napoletano, medico di turno la sera del decesso.
Al termine dell'udienza finale, tenutasi il 01/04/2011, durata circa tre ore, il giudice Flora Cistulli del Tribunale di Monopoli, ha emesso sentenza di condanna per i medici Franco Legge (all’epoca dei fatti primario del reparto ed esecutore dell'intervento) e Vincenzo Napoletano (ginecologo in servizio nelle ore successive all'intervento) con accoglimento parziale delle richieste dell’accusa.
Dopo sette anni di attesa una prima soddisfazione per i familiari della sig.ra Uva Assunta.
Per i due medici coinvolti si apre la via del ricorso in appello per il secondo tempo di una storia che non è ancora giunta al termine.
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mi sà che dispiace solo a loro :D
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