Raffiche di sanzioni non scoraggiano i venditori abusivi di ricci della città
Non è la prima volta che la cronaca cittadina porta alla ribalta il fenomeno della vendita abusiva di ricci di mare. Per contrastare il fenomeno le Forze dell’Ordine le stanno provando tutte. Piovono multe a raffica e sequestri ma sino ad oggi senza successo.
Stamattina la Polizia Municipale di Monopoli durante un normale controllo ha sorpreso un punto vendita abusivo di ricci di mare. Oltre seicento i ricci di mare sequestrati (di cui cento già aperti). Sono state esemplari le sanzioni per i venditori abusivi : 159 euro per occupazione di suolo pubblico e 5.164 euro di multa per la vendita senza licenza e mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie.
Un film già visto. Ricordate come andò a finire nel corso dell’ultima retata della Polizia Municipale. Multe pesantissime ma il giorno dopo i venditori abusivi erano nuovamente sul luogo del “delitto”.
A cosa serve elevare multe a venditori abusivi che il più delle volte sono nullatenenti e quelle multe non le pagheranno mai? In caso di mancato pagamento delle multe, cosa si va a pignorare? E soprattutto, quale risultato producono (al di là del clamore mediatico) simili operazioni che coinvolgono agenti stipendiati, producono burocrazia e multe inevase?
Occorrerebbe pensare a metodi diversi e forse leggi diverse per contrastare il fenomeno.
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Commenti
Quindi per te va bene l'abusivo italiano che ruba mentre quello di colore resta abusivo che non può rubare.
Bella serietà la tua!
Scusa, ma perchè dovrei agevolare lo straniero ???
Sempre vendita abusiva è, quindi non va bene. Visto che però sei favorevole a che la gente non delinqua perchè lavora, seppur abusivamente ti chiedo e se i ricci li vendessero abusivamente per esempio tunisini, marocchini, rumeni o sengalesi tu non avresti nulla da eccepire?
Io ho molti dubbi che tu non eccepiresti nulla.
Io ho visto uno di questi poveracci tirare fuori dalla sua auto i ricci da vendere. Sapete che auto? Mercedes.
In realtù questi signori non vogliono pagare nulla anche se gli si mette a disposizione locali a condizioni super convenienti.
Poi mi domando ma come si fa a mangiare roba, venduta sotto sole, vento e conservata chissà dove chissà come, lavata con acqua stagnata in secchi.
I venditori abusivi saranno anche poveracci che lo fanno per portare un tozzo di pane a casa, in modo quasi onesto, piuttosto che andare a rubare creando allarme sociale e fin qui sono solidale con loro, è un pò come la storia dei contrabbandieri, finche trafficavano in sigarette, commettevano un illecito, ma non toccavano la sicurezza dei singoli.
La soluzione è difficile, ma volendo si potrebbe trovare, modificando i tanti regolamenti comunali e non (assurdi) creando degli spazi appositi, e facendo pagare a questi operatori una una-tantum che includa anche tutti i balzelli che colpiscono i normali operatori economici e non.
Mi rendo conto che la mia è una soluzione troppo semplicistica e che se attuata vorrebbe dire che siamo finalmente in un paese moderno, senza burocrazia, un paese dove ogni cittadino si senta libero di fare impresa in modo facile senza per questo diventare un delinquente coatto.
Di contro però se avvenisse una cosa del genere, cosa farebbero la marea di pubblici impiegati, la cui ragione di esistere è quasi esclusivamente quelle di girare, produrre e far produrre montagne di carte ed in questo devo dire che la politica, tutta senza alcuna distinzione, contribuisce abbondantemente tirando fuori ogni giorno nuove norme e regole, che poco servono in concreto se non a metterci nelle condizioni di violare sicuramente qualche norma anche quando dormiamo.
Nessuno si è mai chiesto, perchè in altri paesi si progredisce e qui da noi alcuni sono costretti a vendere ricci abusivamente per sopravvivere?