Giovedì 24 Maggio 2012
   
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OLTRE IL NUCLEARE: IL CONVEGNO DEL COMITATO PER IL SI

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L’iniziativa per sensibilizzare i cittadini

Continuano le attività di sensibilizzazione del comitato referendario cittadino per il Sì.

Mercoledì sera infatti, presso i saloni della parrocchia Sant’Antonio si è tenuto un importante dibattito sul nucleare, con relatore il dott. Giuseppe Deleonibus.

Ma le iniziative del comitato non finiscono. Sono in programma infatti, altri dibattiti per discutere sui quesiti relativi alla privatizzazione dell’acqua e sul legittimo impedimento.

Ad inizio serata il dott. Deleonibus ha proiettato una diapositiva con riportate delle tesi a favore del nucleare con lo scopo di dimostrarne l’infondatezza:

-          l’energia è più economica;

-          non produce gas serra;

-          le centrali sono totalmente sicure;

-          il problema delle scorie è stato risolto;

-          il nucleare non crea la dipendenza dal petrolio.

La tecnologia nucleare in Europa si è diffusa a partire dal 1954, in piena guerra fredda. Successivamente, ha subito dei rallentamenti, e dal 2001 al 2007 sono state aperte solo 16 centrali. Questo perché il nucleare impiegato per la produzione di energia elettrica, è un sottoprodotto del nucleare impiegato per scopi militari. Attualmente in Europa è in costruzione solo una centrale nucleare, commissionata dalla Finlandia, per una spesa complessiva di 5,3 miliardi di euro.

I tempi di costruzione di una centrale sono molto lunghi, generalmente si impiegano circa 20 anni.

Oltre alla produzione delle scorie radioattive, che sono impossibili da smaltire, ma possono solo essere messe in sicurezza depositandole in giacimenti geologicamente a tenuta stagna, le centrali nucleari possono produrre numerose sostanze estremamente velenose.

A Chernobyl, durante l’esplosione del reattore, si svilupparono nell’aria sostanze come lo Iodio radioattivo, che ha provocato nel tempo, numerosi casi di cancro della tiroide, colpendo soprattutto i bambini. Lo Iodio 129, che perde la sua radioattività dopo ben 17 milioni di anni. Il Cesio 137, di cui ne è contaminato il 40% dell’Europa ( soprattutto la Turchia e il Regno Unito) e perde la sua radioattività in 600 anni. Lo Stronzio 90, che perde la sua radioattività dopo 600 anni e può provocare il cancro alle ossa. Inoltre si rischia di liberare nell’atmosfera il Plutonio, la cui radioattività si riduce di 100 volte dopo ben 240 mila anni. A Chernobyl tuttora non è possibile coltivare la terra. Sarà possibile farlo solo tra 200 anni.

Ancora più grave l’incidente accaduto a Fukushima, dove lo tsunami seguito al terremoto ha fatto saltare in aria il tetto della centrale, di prima generazione. I progettisti hanno posizionato i sei reattori su una faglia sismica. Lo tsunami ha spostato la centrale, distruggendo anche le centrali di generazione suppletiva. Non è stato quindi possibile raffreddare le barre di uranio.

Inoltre la costruzione delle centrali richiede l’impiego di materiali quali il cemento, l’acciaio, lo zirconio, la cui produzione provoca ingenti emissioni di C02 nell’atmosfera. Quindi sarebbe infondata la tesi secondo la quale non ci sarebbero emissioni di anidride carbonica.

E assolutamente non esistono le centrali di quarta generazione! Le centrali tuttora presenti sono di terza generazione plus, ovvero che possiedono piccole modifiche rispetto la centrale espolsa a Chernobyl.

Destano scalpore i nomi degli europarlamentari che nel 2009 hanno votato a favore del nucleare. Tra i sostenitori, spiccano i nomi di: Clemente Mastella, Magdhi Cristiano Allam ( editorialista del “ Corriere della Sera”), David Maria Sassoli ( ex corrispondente Rai, eletto nelle fila del Pd), Rita Borsellino ( sorella del giudice assassinato da cosa nostra), Sonia Alfano, Luigi De Magistris ( ex magistrato, candidato Sindaco di Napoli nelle liste dell’idv).

Ad esprimere il voto contrario, solo i deputati della Lega Nord e Ciriaco De Mita.

Perplessità anche sul prof. Umberto Veronesi, Presidente dell’Agenzia Italiana sul Nucleare. Il dott. Deleonibus ha spiegato come l’Istituto Oncologico diretto dal professore, percepisca cospicui finanziamenti dal gruppo Italcementi e altre aziende, che nutrirebbero importanti interessi nella costruzione delle centrali nucleari.

A fine serata, è stato proiettato un video che documenta le conseguenze catastrofiche dell’esplosione di Chernobyl, i cui effetti collaterali si verificano tuttora. Il video lo riproponiamo, tuttavia sconsigliamo la visione a chi è particolarmente sensibile.

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