Giovedì 24 Maggio 2012
   
Text Size

E CI MERAVIGLIAMO ANCORA: TUTTE “LE VOLTE” DI CALA CORVINO

MACCHIA_MARE_CALA_CORVINO

Chiazza oleosa in mare: l’ARPA rassicura

 

MONOPOLI - Escluso l’inquinamento batteriologico e anche quello chimico secondo i stati diffusi ieri dall’Arpa. Esito negativo dunque per le acque della Grotta delle Vergini di Cala Corvino, detta anche il «Grottone». Questa la notizia rassicurante diramata dal dottore Massimo Blonda, direttore scientifico dell’Arpa Puglia che non esclude forme di inquinamento da «vie improprie di scarico, risorgive o scarichi direttamente riconducibili al fattore umano», ma nemmeno la possibilità che si tratti di schiume da sostanze organiche naturali.

L’esito negativo tranquillizza, ma ora si è in attesa del rapporto di prova ufficiale da parte dell’Arpa. In sintesi l’area risultava balneabile al momento del campionamento. «La schiuma come si forma così si disperde» ha detto Blonda. Un fenomeno secondo alcuni collegato al trasporto delle risorgive che fu ampiamente indagato anni fa dalla stessa Arpa e dal Noe dei Carabinieri di Bari che individuarono alcune industrie della zona che scaricavano in maniera illecita dei liquami nella falda freatica inquinandola.

Caccia dunque a chi inquina il sottosuolo che poi restituisce tutto al mare. Sulla vicenda c’è stato l’interessamento anche della locale Capitaneria di Porto. Mercoledì scorso l’ultimo avvistamento della chiazza al largo di Cala Corvino ma quegli adori sulfurei fortemente sgradevoli sono lì al largo da oltre 30 anni. La vicenda è stata riportata in auge da alcuni esposti alla Procura della Repubblica da parte di privati e anche a firma di Maurizio Muolo, proprietario con gli altri familiari del Villaggio turistico Cala Corvino. Mare e costa splendida ma ogni tanto la chiazza faceva la sua comparsa. Quell’esposto e la lettera-appello di Muolo protocollata qualche tempo fa alla Regione puglia «è rimasta disattesa e priva di qualsivoglia riscontro» come sottolinea Donato Cippone del neocostituito Comitato per la tutela delle coste di Cala Corvino. La lettera verrà allegata all’esposto che lo stesso Comitato sta preparando.

Il Comitato riunisce 40 persone e varie associazioni tra cui una di sommozzatori, Mimmo Lomelo presidente della costituente ecologista, «Una Puglia migliore» e «Cittadinanza attiva». Perché sulla vicenda la gente vuole vederci chiaro. Un anno fa si parlò di pesci a due teste in quella zona che verso Torre Incina è un paradiso subacqueo, ma in corrispondenza della zona industriale monopolitana diventa un mare problematico quando ci sono determinate correnti e queste strane quanto puzzolenti risorgive. Quella di mercoledì scorso 27 luglio ha fatto allertare anche il locale comando di polizia municipale e visto l’intervento diretto del comandante il maggiore Michele Palumbo che si tiene costantemente aggiornato sugli sviluppi della vicenda.

Intanto il Comitato ha prelevato 2 campioni in corrispondenza della risorgiva incriminata che sono stati inviati a laboratori di Molfetta e Bari per avere un riscontro delle analisi e sgomberare ogni dubbio. La magistratura ha comunque aperto un fascicolo d'indagine.

 

Eustachio Cazzorla- Gazzetta del Mezzogiorno

TUTTE LE VOLTE DI CALA CORVINO- Sembra quasi un allarme vero quello scattato qualche giorno fa sulla costa nord di Monopoli, che sarebbe addirittura un sito di interesse comunitario e sottoposto a vincolo paesaggistico.

Oggi è corsa a scoprire “la verità”, ma questo, lo sappiamo tutti è solo l’ennesimo caso, ennesimo esposto.

Cala Corvino è ufficialmente una “discarica marina”. Tra i casi più eclatanti:

  • 17 LUGLIO 2007- (da lucaturi.it) Il depuratore della cittadina costiera di Monopoli, a sud di Bari, ed un chilometri di costa a Cala Corvino sono stati sequestrati dai carabinieri: sversati in mare liquami non depurati. Numerose le analisi effettuate. Lo specchio d’acqua posto sotto sequestro si estende lungo un chilometro di costa e su un’area di 200mila metri quadrati. In quella zona – è stato annunciato – sarà vietata la balneazione.(…) La misura cautelare è il risultato di complesse ed attività investigative, tuttora in corso, dirette dalla Procura della Repubblica di Bari ed eseguita dal Noe, in collaborazione con l’equipaggio di una motovedetta, i subacquei del nucleo di Taranto, con il supporto aereo dell’elinucleo di Bari Palese. Nel corso delle indagini si è accertato che l’inquinamento del tratto di mare prospiciente la costa in località Torre d’Orta, meglio nota come ‘Cala Corvino», zona definita sito di interesse comunitario e sottoposta a vincolo paesaggistico, è stato causato da scarichi illeciti o irregolari di reflui industriali, rinvenienti da opifici della zona, nel depuratore comunale e quindi nel mare Adriatico.
  • 7 NOVEMBRE 2007- “Scaricava sostanze chimiche direttamente in mare. Una lavanderia industriale è stata quindi sequestrata dai carabinieri del Noe. L'azienda, si trova a Cala Corvino, nei pressi di Monopoli. Secondo gli inquirenti lo scarico nello specchio di mare antistante l'opificio, in un'area sottoposta a vincolo, avrebbe causato gravi danni all'ambiente marino. L'impianto sequestrato ha un valore di 1,500 milioni di euro. Il provvedimento e' scaturito dopo analisi eseguite su campioni di acqua marina”.
  • 11 LUGLIO 2008- ( da Repubblica) I carabinieri del Noe di Bari hanno sequestrato uno stabilimento oleario ed uno stabilimento per la produzione di pelli per il settore automobilistico e dell’arredamento nell’ambito di indagini contro l’inquinamento del tratto del Mar Adriatico antistante Monopoli (Bari), in località Cala Corvino. L’area è un sito di interesse comunitario e sottoposto a vincolo paesaggistico.

    I militari – a quanto viene reso noto – hanno accertato lo scarico illecito di reflui industriali provenienti dagli opifici della zona sia all’interno del depuratore comunale, già sottoposto a sequestro lo scorso giugno 2007, sia con immissione diretta nel Mar Adriatico tramite le immissioni nella falda acquifera.
    Nel tratto di costa e di mare interessato dal sequestro vi è divieto assoluto di balneazione.

    I due stabilimenti industriali sono stati sottoposti a sequestro preventivo sulla base di decreti d’urgenza emessi dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari Francesca Romana Pirrelli. Si tratta dello stabilimento oleario Ielso e dello stabilimento per la produzione di pelli nel settore automobilistico e per l’arredamento Eco Leather.

    I sequestri sono stati fatti nell’ambito di una inchiesta (non ancora conclusa) condotta alla procura e da carabinieri del Noe nel corso della quale è stato accertato l’inquinamento del tratto di mare nella nota località Cala Corvino a Monopoli, definita sito di interesse comunitario e sottoposta a vincolo paesaggistico. Secondo l’accusa, i due stabilimenti scaricavano direttamente in mare o nella falda i reflui della loro attività. La Eco Leather avrebbe anche violato le norme in materia di emissioni in atmosfera avendo attivato ben 82 camini senza autorizzazione. Nella lavorazione delle pelli si utilizzano sostanze ad alto tasso di tossicità ed inquinamento quali il mercurio e il cadmio.
    L'area di mare interessata dagli scarichi, che abitualmente è a forte presenza turistica, è stata interdetta alla balneazione e delimitata con recinzioni e boe di segnalazione.

    Non dimentichiamo il divieto cautelativo di qualche settimana fa, provvedimento resosi necessario in seguito ad un furto di rame ai danni del depuratore.

Per finire, la denuncia di alcuni amministratori della stessa giunta Romani. Da Domenico Alba, ex assessore al Turismo che dichiarava in conferenza stampa: “La zona a Nord è devastata”, a Giuseppe Spinosa, assessore alle Attività Marinare, che contestava alla minoranza il progetto di Cala Monaci, gli accessi alle spiagge per i disabili installati in quella zona: “ Avete attrezzato una spiaggia per i disabili proprio nel punto in cui il depuratore “affoga” e scarica in mare!- dichiarava in Consiglio Comunale- Ma come si può creare un tal servizio proprio in quella zona? Il problema di Torre d’Orta è noto sin dal 2001. Anzi, vi dirò di più: là sta crescendo un’alga che si sta spostando verso Sud.”

E ci meravigliamo ancora!

Commenti 

 
#6 Angelo A 2011-08-10 08:10
5 anni addietro, mio padre venne ucciso da esalazioni provenienti da liquami di un pozzetto di recupero acque piovane in un oleificio molto noto in quel di Monopoli. Bene ARPA Puglia, a mio parere, molto incompetente nel suo lavoro, dopo aver dichiarato che l' odore di acido solfidrico si avvertiva a centinaia di metri dal luogo della disgrazia, rilevava quantità fuori norma di tale sostanza sul sito in questione. Facendo un esempio: se io misuro la mia altezza leggo 1,67 metri. Per ARPA Puglia sono fuori norma o mediamente alto o mediamente basso e via dicendo. Ma i valori dei rilevamenti? Questa è l'ARPA Puglia
Segnala all'amministratore
 
 
#5 rasta 2011-08-05 12:11
On. Zazzera,
sò che ci legge... per favore aprite una inchiesta sul lavoro dell'Arpa... o sono incompetenti o sono in malafede

SONO 2 ANNI CHE LO VADO DICENDO
Segnala all'amministratore
 
 
#4 Merco 2011-08-04 15:12
Nel frattempo sono venuti fuori i risultati delle analisi commissionate dal consorzio "Terre di Appula" :
Entero-cocchi intestinali pari a 10.000 UFC/100ml (unità formanti colonie) per un valore limite di 200 UFC ed Escherichia coli 30.000 UFC/100ml laddove il limite è 500.
Altro che ARPA !
Segnala all'amministratore
 
 
#3 karlo 2011-08-04 01:44
Rotondo cosa fa? Cosa dice?
Ce l'abbiamo ancora un assessore al ramo?
Due sillabe in merito possiamo sentirle?
Segnala all'amministratore
 
 
#2 rasta 2011-08-03 13:31
l' ARPA ???? ahahahahahahahahaha

m ven de rer.... per loro è sempre tutto a posto anche all'ILVA per loro è tutto a posto
Segnala all'amministratore
 
 
#1 Alessandro A. 2011-08-03 10:23
Poveri noi, una cosa buona avevamo e per colpa di qualche ***moderato*** non avremo più nemmeno quella.

Monopoli città delle magnattole.
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI