Giovedì 24 Maggio 2012
   
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CURTARSA: “D’APOLITO ITALIANO LADRON”

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Monta la protesta argentina contro il patron dell’Eco Leather

“D’Apolito italiano ladron” è la scritta che primeggia su uno striscione davanti all’ambasciata italiana in Argentina.
La disastrosa immagine dell’imprenditoria italiana è sventolata dai lavori della conceria Curtarsa.
Per chi non lo sapesse, Attilio D' Apolito è patron dell' Italian Leather Group di Monopoli, attiva nel settore conciario:  una delle più grandi realtà produttive della Puglia.
L’Italian Leather Group SPA, controllata dalla Holding finanziaria Kulch spa, è la sub holding industriale del gruppo cui fanno capo circa 1.200 dipendenti e sei società attive nel settore della pelle. Tra di queste (si legge dal sito), tre sono attive con impianti produttivi (Eco Leather spa, Italian Leather spa e Curtarsa SA), mentre altre tre si occupano della commercializzazione e dell’assistenza post vendita (Italthierry Auto Leather spa, Italian Leather USA INC, Long Life Germany GMBH). L’Italthierry Auto Leather spa, che si occupa appunto della commercializzazione, e l’Eco Leather spa (riconcia, rifinizione e taglio di pelli) hanno sede a Monopoli, in via Marina del Mondo.
Curtarsa SA (che si occupa della concia delle pelli) ha invece sede a Jauregui, Luján (Argentina), esattamente dove oggi si consuma la protesta contro D’Apolito. Secondo quanto diffuso dalla stampa argentina, il 23 agosto sarebbe infatti partita la ribellione dei lavoratori della conceria davanti all’ambasciata italiana di Buenos Aires, per il ritardo nei pagamenti da parte della società. “I rappresentanti sindacali dei dipendenti della società – si legge in un articolo di una testata argentina-  che sono stati ricevuti dai diplomatici dell’ambasciata italiana, hanno detto che si accamperanno “a tempo indeterminato” davanti alle porte dell’Ambasciata. Secondo quanto riferito dai lavoratori di Curtarsa in un comunicato, l’azienda mantiene il personale sospeso dal gennaio e salari dovuti dal mese di luglio”.
Non finisce qui.
“Lo stabilimento è stato preso dai lavoratori giorni fa.
Il segretario generale della Federazione delle associazioni dell'industria conciaria (Fatic) e l'Unione dei Lavoratori Conciatori (SOC), Walter Correa, ha detto che i dipendenti avrebbero anche fermato "un tentativo di rimuovere i macchinari" dello stabilimento.
"E' vero che la nostra industria ha subìto una riduzione delle commesse, ma non permetteremo adeguamento per i lavoratori. In questo caso che ponga in vendita l’azienda, ma determiniamo come farlo. E’ per questo che passiamo all’azione”,  ha dichiarato Correa”.
Stando alle ultime informazioni trapelate, l’avvocato dei lavoratori argentini sarebbe in attesa di un contatto da parte dell’imprenditore D’Apolito, determinato a “risolvere la situazione”. Sembra tuttavia che gli operai sono determinati a non firmare alcun accordo, se non dopo aver ricevuto i salari non corrisposti.
Oggi la protesta monta anche attraverso internet con una pagina face book creata ad hoc dalla classe operaia in azione, denominata “Attilio D’Apolito ladron”, attraverso la quale gli interessati stanno tentando di portare all’attenzione dell’opinione pubblica italiana, il dramma dei lavoratori argentini alle dipendenze di “un italiano”.

“José María Jáuregui è una città assediata da un italiano” ( da paginad.com).  Non meno preoccupante la questione ambientale che interessa il territorio nel quale sorge la conceria (presente già dal 1994).
Diverse le denunce e le proteste della popolazione in merito all’inquinamento prodotto dallo stabilimento. Parliamo di cromo e metalli pesanti ad altissime concentrazioni che provocano danni ambientali ed “umani”, documentati da GreenPeace, con un dossier sul “CASO CURTARSA”.
“José María Jáuregui – si legge su paginad.com - è una città assediata da un italiano. Ha 8705 abitanti e sono terrorizzati perché muoiono "come cani".
Da oltre 15 anni, gli abitanti del villaggio hanno piantato bandiera in una battaglia in salita e che non possono vincere: "La morte causata dal cancro che produce l'inquinamento generato da Curtarsa è  terribile”. La conceria immette sul mercato circa 8.000 pezzi quotidianamente e per questo scopo utilizza circa otto milioni di litri di acqua, che potrebbero fornire 70 000 abitanti e nel processo comunica vari metalli pesanti che sono fatali per la salute : cromo, cadmio, acido solforico e zinco.
E le statistiche non aiutano- conclude l’articolo-  perché le persone hanno un livello di cancro rispetto alla media nazionale del 18,69% e sale al 25,83%, secondo il dipartimento di statistica della Associazione per la lotta contro il cancro locali”.
Molti altri gli articoli presenti sul web in spagnolo. Non un documento italiano.
Diversi i video, e le proteste dell’inascoltato popolo argentino.
Molto più scientifica GreenPeace, nella descrizione del “CASO DI INQUINAMENTO AMBIENTALE CURTARSA”, del quale vi forniremo solo qualche passaggio, e nel quale si evidenziano le alte concentrazioni di cromo e metalli pesanti nelle falde e nei pozzi dai quali la popolazione attinge acqua. Davanti alle accuse, sottolinea l’organizzazione ambientalista, gli imprenditori utilizzano gli operai ed i posti di lavoro come scudo.
(…) C'è una storia- conclude il rapporto -  di problemi ambientali e la mancanza di sicurezza del lavoro in cui è coinvolta la conceria. In un rapporto a seguito di un incidente in azienda nel mese di aprile 1998, il sottosegretario del Ministero del Lavoro e della Giustizia del governo e della Provincia di Buenos Aires dichiarò circa la situazione: "Non ... adattare ogni misura di sicurezza e salute, come la mancata consegna di dispositivi di protezione individuale, dell’ assenza di norme per le procedure di lavoro Personale di sicurezza, o di addestramenti "(Buenos Aires 1998). Questo incidente uccise un operaio e causò il ricovero di più di dieci.
Per diversi anni, le organizzazioni non governative hanno attuato a Jáuregui molte azioni e proteste per l'inquinamento di cromo e altri metalli presenti nei pozzi da cui la popolazione prende l'acqua. Inoltre, sono numerosi gli articoli scientifici sul Río Luján circa la situazione alla quale è sottoposta,  relativa allo scarico di prodotti chimici tossici e liquami delle acque reflue”.
Un disastro ambientale, testimoniato da decine di video su youtube. Oggi, a quanto pare, al danno si aggiungerebbe la beffa: Curtarsa chiude i battenti e vola via.
Seguiremo gli ulteriori sviluppi della vicenda, in attesa di poter incontrare ed ascoltare il sig
Monta la protesta argentina contro il patron dell’Eco Leather

“D’Apolito italiano ladron” è la scritta che primeggia su uno striscione davanti all’ambasciata italiana in Argentina.
La disastrosa immagine dell’imprenditoria italiana è sventolata dai lavori della conceria Curtarsa.

Per chi non lo sapesse, Attilio D' Apolito è patron dell' Italian Leather Group di Monopoli, attiva nel settore conciario:  una delle più grandi realtà produttive della Puglia.
L’Italian Leather Group SPA, controllata dalla Holding finanziaria Kulch spa, è la sub holding industriale del gruppo cui fanno capo circa 1.200 dipendenti e sei società attive nel settore della pelle. Tra di queste (si legge dal sito), tre sono attive con impianti produttivi (Eco Leather spa, Italian Leather spa e Curtarsa SA), mentre altre tre si occupano della commercializzazione e dell’assistenza post vendita (Italthierry Auto Leather spa, Italian Leather USA INC, Long Life Germany GMBH). L’Italthierry Auto Leather spa, che si occupa appunto della commercializzazione, e l’Eco Leather spa (riconcia, rifinizione e taglio di pelli) hanno sede a Monopoli, in via Marina del Mondo.

Curtarsa SA (che si occupa della concia delle pelli) ha invece sede a Jauregui, Luján (Argentina), esattamente dove oggi si consuma la protesta contro D’Apolito. Secondo quanto diffuso dalla stampa argentina, il 23 agosto sarebbe infatti partita la ribellione dei lavoratori della conceria davanti all’ambasciata italiana di Buenos Aires, per il ritardo nei pagamenti da parte della società. “I rappresentanti sindacali dei dipendenti dei lavoratori – si legge in un articolo di una testata argentina-  che sono stati ricevuti dai diplomatici dell’ambasciata italiana, hanno detto che si accamperanno “a tempo indeterminato” davanti alle porte dell’Ambasciata. Secondo quanto riferito dai lavoratori di Curtarsa in un comunicato, l’azienda mantiene il personale sospeso dal gennaio e salari dovuti dal mese di luglio”.
Non finisce qui.

“Lo stabilimento è stato preso dai lavoratori giorni fa.
Il segretario generale della Federazione delle associazioni dell'industria conciaria (Fatic) e l'Unione dei Lavoratori Conciatori (SOC), Walter Correa, ha detto che i dipendenti avrebbero anche fermato "un tentativo di rimuovere i macchinari" dello stabilimento.
"E' vero che la nostra industria ha subìto una riduzione delle commesse, ma non permetteremo adeguamento per i lavoratori”,  ha dichiarato Correa”.

Stando alle ultime informazioni trapelate, l’avvocato dei lavoratori argentini sarebbe in attesa di un contatto da parte dell’imprenditore D’Apolito, determinato a “risolvere la situazione”. Sembra tuttavia che gli operai siano determinati a non firmare alcun accordo, se non dopo aver ricevuto i salari non corrisposti.

Oggi la protesta monta anche attraverso internet con una pagina facebook creata ad hoc dalla classe operaia in azione, denominata “Attilio D’Apolito ladron”, attraverso la quale gli interessati stanno tentando di portare all’attenzione dell’opinione pubblica italiana il dramma dei lavoratori argentini alle dipendenze di “un italiano”.



INQUINAMENTO AMBIENTALE: “José María Jáuregui è una città assediata da un italiano” ( da paginad.com).

Non meno preoccupante la questione ambientale che interessa il territorio nel quale sorge la conceria (presente già dal 1994).

Diverse le denunce e le proteste della popolazione in merito all’inquinamento prodotto dallo stabilimento. Parliamo di cromo e metalli pesanti ad altissime concentrazioni che provocano danni ambientali ed “umani”, documentati da GreenPeace, con un dossier sul “CASO CURTARSA”.
“José María Jáuregui – si legge su paginad.com - è una città assediata da un italiano. Ha 8705 abitanti e sono terrorizzati perché muoiono "come cani".

Da oltre 15 anni, gli abitanti del villaggio hanno piantato bandiera in una battaglia in salita e che non possono vincere: "La morte causata dal cancro che produce l'inquinamento generato da Curtarsa è  terribile”. La conceria immette sul mercato circa 8.000 pezzi quotidianamente e per questo scopo utilizza circa otto milioni di litri di acqua, che potrebbero fornire 70 000 abitanti e nel processo comunica vari metalli pesanti che sono fatali per la salute : cromo, cadmio, acido solforico e zinco.

E le statistiche non aiutano- conclude l’articolo-  perché le persone hanno un livello di cancro rispetto alla media nazionale del 18,69% e sale al 25,83%, secondo il dipartimento di statistica della Associazione per la lotta contro il cancro locali”.
Secondo quanto riferito nell'articolo, l'azienda avrebbe rimediato anche una denuncia penale da parte del Comune.

Molti altri gli articoli presenti sul web in spagnolo. Non un documento italiano.

Diversi i video e le proteste dell’inascoltato popolo argentino.

Molto più scientifica GreenPeace, nella descrizione del “CASO DI INQUINAMENTO AMBIENTALE CURTARSA”, del quale vi forniremo solo qualche passaggio, e nel quale si evidenziano le alte concentrazioni di cromo e metalli pesanti nelle falde e nei pozzi dai quali la popolazione attinge acqua. Davanti alle accuse, sottolinea l’organizzazione ambientalista, gli imprenditori utilizzano gli operai ed i posti di lavoro come scudo.


(…) C'è una storia- conclude il rapporto -  di problemi ambientali e la mancanza di sicurezza del lavoro in cui è coinvolta la conceria. In un rapporto a seguito di un incidente in azienda nel mese di aprile 1998, il sottosegretario del Ministero del Lavoro e della Giustizia del governo e della Provincia di Buenos Aires dichiarò circa la situazione: "Non ... adattare ogni misura di sicurezza e salute, come la mancata consegna di dispositivi di protezione individuale, dell’ assenza di norme per le procedure di lavoro Personale di sicurezza, o di addestramenti "(Buenos Aires 1998). Questo incidente uccise un operaio e causò il ricovero di più di dieci.
Per diversi anni, le organizzazioni non governative hanno attuato a Jáuregui molte azioni e proteste per l'inquinamento di cromo e altri metalli presenti nei pozzi da cui la popolazione prende l'acqua. Inoltre, sono numerosi gli articoli scientifici sul Río Luján circa la situazione alla quale è sottoposta,  relativa allo scarico di prodotti chimici tossici e liquami delle acque reflue”.

Un disastro ambientale, testimoniato da decine di video su youtube. Oggi, a quanto pare, al danno si aggiungerebbe la beffa: Curtarsa chiude i battenti e vola via.

Seguiranno ulteriori approfondimenti, in attesa di poter anche incontrare ed ascoltare il sign. D'Apolito.

Commenti 

 
#36 Maria Reborido 2011-09-22 15:13
El lunes 26/9 llegan los enviados italianos!!!! Esperamos vengan con soluciones.
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#35 cesar 2011-09-05 02:16
Marcela y Nicolas no soy sindicalista no arregle con el tano y si fui a la embajada y pienso hacer todo lo que sea necesario para que los 500 cobren lo que corresponde y uds seguro que pertenecen a los burócratas del pueblo
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#34 Marcela Stubrin 2011-09-03 18:31
Cesar: deplorable querido tu actitud, si tanto apoyas a tus compañeros, porque tu sindicato de Ali baba no apoya a la gente que toma la fabrica? Por que no fueron uds. tambien a la embajada de Italia? Sabes que hay gente sin obra social que padece cancer? Ni siquiera eso los conmueve, o ya arreglaste con Dapolito?
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#33 Nicolas Dominguez 2011-09-03 18:21
Cesar: querido, sos sindicalista de 10ma, creo que paseabas por la fabrica con una camiseta de Argentina, por Dios. Creo que trabajas ahi hace un puñado de años, cuando quieras te muestro puntualmente donde hay enterrados toneladas y toneladas de barro dentro del predio de Curtarsa, y eso solo para empezar...
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#32 Tango Argentino 2011-09-03 18:17
Per uno che sa:
el que tiene que aprender a escribir en español y a pensar sos vos. Mi pueblo tiene algo mas de 200 años de evolución, el tuyo unos 4000!!!! y siguen votando a un Berlusconi!!!! aja ja ja ja ja ja ja
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#31 cesar 2011-09-02 21:08
la semana proxima si o si se tiene que resolver el problema a usted señor Attilio piense que hay 500 familias que estan si cobrar, que uds tenga problemas con los cueros, energia, directores inutiles, el estado argentino los ambientalistas, nosotros no tenemos la culpa no somos socios suyo por que cuando uds gano muchima plata no nos izo participe por que ahora que le toca perder un poquito de toda la que gano nos quiere pagar el 50% si uds quiere tenemos dotos para publicar que lo va a comprometer impositivamente y eso en argentina es un delito penal
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#30 un altro che sa 2011-09-02 12:15
caro io cero, stiamo parlando nella stessa lingua e stiamo dicendo la stessa cosa...
l'inopportunità di determinati atteggiamenti si traduce in irregolarità che si riperquotono, fra le altre cose, anche sulla meritocrazia... E' chiaro che il Sindacato siamo noi (nota la maiuscola!), ma i sindacalisti sono ben altro!
saluti e buon lavoro
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#29 io cero 2011-09-02 10:59
caro altro che sa...se proprio dovevi darmi una risposta avresti dovuto farlo a 360 gradi qui nessuno sta mettendo in dubbbio la serieta' aziendale per quanto riguarda i pagamenti alle maestranze e l'efficienza aziendale,forse non hai letto bene ,io parlo di meritocrazia e di mansioni assegnate grazie ad altro,per quanto riguarda il sindacato lo sai benissimo che il sindacato siamo noi operai e l'azienda si è tutelata anche in questo mantenendo con il suo potere un sindacato di comodo che nulla ha a che fare con i problemi dei dipendenti e se tu sai allora non cè bisogno che ti vengo a dire di quale sindacato io stia parlando...ciao e buon lavoro
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#28 un altro che sa 2011-09-02 08:35
per il commento N°27 di colui che "cera"...
non è certo colpa di qualcuno se le maestranze eleggono rappresentanti sindacali che piuttosto che fare il loro dovere di tutela della sicurezza e dei diritti dei lavoratori si fanno gli affari propri magari favorendo nepotistiche assunzioni di comodo, instaurando rapporti inopportunamente stretti con la direzione del personale, attaccando quelle poche persone responsabili che cercano di fare al meglio il proprio dovere, e proprio essi in primis, come ben saprai, lubrificano determinati ingranaggi per ottenere mansioni piu' leggere o mani piu' libere magari anche per curare quelle pubbliche relazioni che possono portare anche alla elezione a cariche politiche locali... per il resto ti posso garantire che anch'io sono stato vittima di un certo tipo di mobbing ma almeno ho dalla mia il potermi vantare di non aver MAI "venduto" il mio voto nelle elezioni dei rappresentanti sindacali. Per il resto posso solo confermare che l'Azienda è sana, pulita ed efficiente, ma bastano poche mele marce a far marcire un intero cesto di mele.
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#27 io cero 2011-09-01 22:11
PER UNO CHE SA E L'ALTRO CHE NE SA ANCORA DI PIU'...AVETE RAGIONE ENTRAMBI NEL DIRE CHE LA PUNTUALITA' NEI PAGAMENTI E L'INQUINAMENTO ESTERNO NON Cè E CHE IL DEPURATORE è VERAMENTE ALL'AVANGUARDIA...IL VERO INQUINAMENTO PERO' è ALL'INTERNO DELLO STABILIMENTO QUELLO CHE NOI OPERAI RESPIRIAMO QUELLO CHE SUBIAMO ,QUELLO CHE PATIAMO E SOPRATTUTTO IL CONFORT ALL'INTERNO DEI CAPANNONO FREDDI D'INVERNO E BOLLENTI E UMIDI D'ESTATE SE POI PARLIAMO ANCHE DELL'INQUINAMENTO PSICOLOGICO DA PARTE DEI CAPI REPARTO E AFFINI STIAMO PROPRIO APPOSTO...DIMENTICAVO ALL'INTERNO DELL'AZIENDA Cè PURE MANCANZA DI MERITOCRAZIA QUI I VARI PASSAGGI DI LIVELLO ARRIVANO A BASE DI PESCE CARNE VERDURA E PARCHI DIVERTIMENTO E...BASTA COSI CHE è MEGLIO
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#26 uno che sa 2011-09-01 20:42
per tango argentino:
¡ante todo aprende a escribir en italiano y luego a mí no interesan vuestros problemas de la argentina, se avergonzados tú estúpido!!!
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#25 Cesar 2011-09-01 18:34
Yo les repito aca en curtarsa la planta de tratamiento de efluentes es unica en las curtiembres y es mentira que se tira el agua derecho al rio lujan tiene un proceso bastante grande en eso al Sr Attilio no lo podemos culpar por que no dejo nunca de invertir en la planta de tratamiento, el reclamo nuestro es que abandono la actividad productiva a a sus empleados el cual siempre dijo que eramos el bien más preciado que nos pague lo que corresponda y que despues haga con su planta lo que quiera
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#24 Norberto Stanzzione 2011-09-01 16:11
En Curtarsa siempre nos jactamos ante el pueblo de tener una planta de tratamiento de efluentes "gigante". Sin embargo el señor italiano muchas veces hacia pasar el agua derecho hacia el rio.
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#23 Tango Argentino 2011-09-01 13:36
Per Uno che sa:
Leyendote me da verguenza ser descendiente de italianos.
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#22 un altro che sa 2011-09-01 12:42
Forse non tutti sanno che nella sede di monopoli della Eco Leather c'è un costosissimo e funzionalissimo impianto di depurazione che dopo aver trattato le acque reflue le convoglia in fogna secondo una regolarissima prassi e con procedure autorizzate dalla regione Puglia mediante l'AQP che è l'organismo di controllo deputato. In passato, e continuamente, ci sono stati e ci sono frequenti controlli da parte appunto degli organismi di controllo, (in passato anche da parte di ARPA e NOE) e MAI si è rilevato uno scarico di refluo non a norma. I campioni di contraddittorio rilasciati all'azienda sono poi fatti analizzare non da laboratori privati, quindi magari potenzialmente facilmente discutibili, ma da laboratori dell'Università di Bari e della Camera di Commercio e quindi difficilmente interferibili e anche questi controlli non hanno mai dato valori non conformi. In ogni caso il problema di inquinamento del mare non si pone in quanto chi attribuisce alla Eco Leather l'attuale inquinamento nel tratto di costa in zona Cala Corvino non è ben informato sul fatto che c'è almeno 1 km di distanza fra l'insediamento produttivo e il punto in questione, distanza fra 2 punti adiacenti sulla stessa costa che non ha alcun modo di essere colmata da corsi d'acqua sotterranei. In ogni caso, avendo le carte in regola, non c'è alcuna convenienza ed alcun interesse a cercare vie di smaltimento alternative risultando molto piu' semplice lo smaltimento in fogna.
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#21 uno che sa 2011-09-01 09:51
confermo cio che ha detto capriccioso ! Anchio lavoro alla Eco Leather e i pagamenti sono stati sempre PUNTUALISSIMI e con le norme di sicurezza, l'azienda è a posto, cosa che in altre aziende monopolitane, non ho visto !
E invito il sig. D'apolito ad investire ancora di più su Monopoli, per creare posti di lavoro !
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#20 Tango Argentino 2011-08-31 18:58
Domanda: Alguien sabe como Dapolito hizo para tener u$s 100. Aca en Argentina no se hace trabajando.
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#19 capriccioso 2011-08-31 18:49
io lavoro alla eco leather è vi posso dire che il Sig. D'apolito si è sempre comportato da imprenditore onesto.
Non capisco perchè gli operai di curtarsa facciano la loro protesta qui a Monopoli,penso che i panni sporchi si devono lavare in casa e quindi la loro battaglia la devono affrontare sul loro territorio,come facciamo noi a Monopoli quando dobbiamo fare protesta per i nostri diritti.
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#18 monopolitano 2011-08-31 18:32
AGLI AMICI ARGENTINI. Se volete risolvere il problema con la proprieta, importate dall Italia il segretario regionale dei chimici. Lui sa bene come parlare con Dapolito. A loro bastano poche, pochissime parole. Forse anche un biglietto, un pizzino. Magari in una busta.....
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#17 Cesar 2011-08-31 17:38
è facile da risolvere è quello di pagare i dipendenti curtarsa​​, Attilio oggi il destino del popolo stesso che li sta male sta guardando i loro interessi non pagare per la sicurezza privata siamo noi a guardare dopo che la società
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