Monta la protesta argentina contro il patron dell’Eco Leather
“D’Apolito italiano ladron” è la scritta che primeggia su uno striscione davanti all’ambasciata italiana in Argentina.
La disastrosa immagine dell’imprenditoria italiana è sventolata dai lavori della conceria Curtarsa.
Per chi non lo sapesse, Attilio D' Apolito è patron dell' Italian Leather Group di Monopoli, attiva nel settore conciario: una delle più grandi realtà produttive della Puglia.
L’Italian Leather Group SPA, controllata dalla Holding finanziaria Kulch spa, è la sub holding industriale del gruppo cui fanno capo circa 1.200 dipendenti e sei società attive nel settore della pelle. Tra di queste (si legge dal sito), tre sono attive con impianti produttivi (Eco Leather spa, Italian Leather spa e Curtarsa SA), mentre altre tre si occupano della commercializzazione e dell’assistenza post vendita (Italthierry Auto Leather spa, Italian Leather USA INC, Long Life Germany GMBH). L’Italthierry Auto Leather spa, che si occupa appunto della commercializzazione, e l’Eco Leather spa (riconcia, rifinizione e taglio di pelli) hanno sede a Monopoli, in via Marina del Mondo.
Curtarsa SA (che si occupa della concia delle pelli) ha invece sede a Jauregui, Luján (Argentina), esattamente dove oggi si consuma la protesta contro D’Apolito. Secondo quanto diffuso dalla stampa argentina, il 23 agosto sarebbe infatti partita la ribellione dei lavoratori della conceria davanti all’ambasciata italiana di Buenos Aires, per il ritardo nei pagamenti da parte della società. “I rappresentanti sindacali dei dipendenti della società – si legge in un articolo di una testata argentina- che sono stati ricevuti dai diplomatici dell’ambasciata italiana, hanno detto che si accamperanno “a tempo indeterminato” davanti alle porte dell’Ambasciata. Secondo quanto riferito dai lavoratori di Curtarsa in un comunicato, l’azienda mantiene il personale sospeso dal gennaio e salari dovuti dal mese di luglio”.
Non finisce qui.
“Lo stabilimento è stato preso dai lavoratori giorni fa.
Il segretario generale della Federazione delle associazioni dell'industria conciaria (Fatic) e l'Unione dei Lavoratori Conciatori (SOC), Walter Correa, ha detto che i dipendenti avrebbero anche fermato "un tentativo di rimuovere i macchinari" dello stabilimento.
"E' vero che la nostra industria ha subìto una riduzione delle commesse, ma non permetteremo adeguamento per i lavoratori. In questo caso che ponga in vendita l’azienda, ma determiniamo come farlo. E’ per questo che passiamo all’azione”, ha dichiarato Correa”.
Stando alle ultime informazioni trapelate, l’avvocato dei lavoratori argentini sarebbe in attesa di un contatto da parte dell’imprenditore D’Apolito, determinato a “risolvere la situazione”. Sembra tuttavia che gli operai sono determinati a non firmare alcun accordo, se non dopo aver ricevuto i salari non corrisposti.
Oggi la protesta monta anche attraverso internet con una pagina face book creata ad hoc dalla classe operaia in azione, denominata “Attilio D’Apolito ladron”, attraverso la quale gli interessati stanno tentando di portare all’attenzione dell’opinione pubblica italiana, il dramma dei lavoratori argentini alle dipendenze di “un italiano”.
“José María Jáuregui è una città assediata da un italiano” ( da paginad.com). Non meno preoccupante la questione ambientale che interessa il territorio nel quale sorge la conceria (presente già dal 1994).
Diverse le denunce e le proteste della popolazione in merito all’inquinamento prodotto dallo stabilimento. Parliamo di cromo e metalli pesanti ad altissime concentrazioni che provocano danni ambientali ed “umani”, documentati da GreenPeace, con un dossier sul “CASO CURTARSA”.
“José María Jáuregui – si legge su paginad.com - è una città assediata da un italiano. Ha 8705 abitanti e sono terrorizzati perché muoiono "come cani".
Da oltre 15 anni, gli abitanti del villaggio hanno piantato bandiera in una battaglia in salita e che non possono vincere: "La morte causata dal cancro che produce l'inquinamento generato da Curtarsa è terribile”. La conceria immette sul mercato circa 8.000 pezzi quotidianamente e per questo scopo utilizza circa otto milioni di litri di acqua, che potrebbero fornire 70 000 abitanti e nel processo comunica vari metalli pesanti che sono fatali per la salute : cromo, cadmio, acido solforico e zinco.
E le statistiche non aiutano- conclude l’articolo- perché le persone hanno un livello di cancro rispetto alla media nazionale del 18,69% e sale al 25,83%, secondo il dipartimento di statistica della Associazione per la lotta contro il cancro locali”.
Molti altri gli articoli presenti sul web in spagnolo. Non un documento italiano.
Diversi i video, e le proteste dell’inascoltato popolo argentino.
Molto più scientifica GreenPeace, nella descrizione del “CASO DI INQUINAMENTO AMBIENTALE CURTARSA”, del quale vi forniremo solo qualche passaggio, e nel quale si evidenziano le alte concentrazioni di cromo e metalli pesanti nelle falde e nei pozzi dai quali la popolazione attinge acqua. Davanti alle accuse, sottolinea l’organizzazione ambientalista, gli imprenditori utilizzano gli operai ed i posti di lavoro come scudo.
(…) C'è una storia- conclude il rapporto - di problemi ambientali e la mancanza di sicurezza del lavoro in cui è coinvolta la conceria. In un rapporto a seguito di un incidente in azienda nel mese di aprile 1998, il sottosegretario del Ministero del Lavoro e della Giustizia del governo e della Provincia di Buenos Aires dichiarò circa la situazione: "Non ... adattare ogni misura di sicurezza e salute, come la mancata consegna di dispositivi di protezione individuale, dell’ assenza di norme per le procedure di lavoro Personale di sicurezza, o di addestramenti "(Buenos Aires 1998). Questo incidente uccise un operaio e causò il ricovero di più di dieci.
Per diversi anni, le organizzazioni non governative hanno attuato a Jáuregui molte azioni e proteste per l'inquinamento di cromo e altri metalli presenti nei pozzi da cui la popolazione prende l'acqua. Inoltre, sono numerosi gli articoli scientifici sul Río Luján circa la situazione alla quale è sottoposta, relativa allo scarico di prodotti chimici tossici e liquami delle acque reflue”.
Un disastro ambientale, testimoniato da decine di video su youtube. Oggi, a quanto pare, al danno si aggiungerebbe la beffa: Curtarsa chiude i battenti e vola via.
Seguiremo gli ulteriori sviluppi della vicenda, in attesa di poter incontrare ed ascoltare il sig
Monta la protesta argentina contro il patron dell’Eco Leather
“D’Apolito italiano ladron” è la scritta che primeggia su uno striscione davanti all’ambasciata italiana in Argentina.
La disastrosa immagine dell’imprenditoria italiana è sventolata dai lavori della conceria Curtarsa.
Per chi non lo sapesse, Attilio D' Apolito è patron dell' Italian Leather Group di Monopoli, attiva nel settore conciario: una delle più grandi realtà produttive della Puglia.
L’Italian Leather Group SPA, controllata dalla Holding finanziaria Kulch spa, è la sub holding industriale del gruppo cui fanno capo circa 1.200 dipendenti e sei società attive nel settore della pelle. Tra di queste (si legge dal sito), tre sono attive con impianti produttivi (Eco Leather spa, Italian Leather spa e Curtarsa SA), mentre altre tre si occupano della commercializzazione e dell’assistenza post vendita (Italthierry Auto Leather spa, Italian Leather USA INC, Long Life Germany GMBH). L’Italthierry Auto Leather spa, che si occupa appunto della commercializzazione, e l’Eco Leather spa (riconcia, rifinizione e taglio di pelli) hanno sede a Monopoli, in via Marina del Mondo.
Curtarsa SA (che si occupa della concia delle pelli) ha invece sede a Jauregui, Luján (Argentina), esattamente dove oggi si consuma la protesta contro D’Apolito. Secondo quanto diffuso dalla stampa argentina, il 23 agosto sarebbe infatti partita la ribellione dei lavoratori della conceria davanti all’ambasciata italiana di Buenos Aires, per il ritardo nei pagamenti da parte della società. “I rappresentanti sindacali dei dipendenti dei lavoratori – si legge in un articolo di una testata argentina- che sono stati ricevuti dai diplomatici dell’ambasciata italiana, hanno detto che si accamperanno “a tempo indeterminato” davanti alle porte dell’Ambasciata. Secondo quanto riferito dai lavoratori di Curtarsa in un comunicato, l’azienda mantiene il personale sospeso dal gennaio e salari dovuti dal mese di luglio”.
Non finisce qui.
“Lo stabilimento è stato preso dai lavoratori giorni fa.
Il segretario generale della Federazione delle associazioni dell'industria conciaria (Fatic) e l'Unione dei Lavoratori Conciatori (SOC), Walter Correa, ha detto che i dipendenti avrebbero anche fermato "un tentativo di rimuovere i macchinari" dello stabilimento.
"E' vero che la nostra industria ha subìto una riduzione delle commesse, ma non permetteremo adeguamento per i lavoratori”, ha dichiarato Correa”.
Stando alle ultime informazioni trapelate, l’avvocato dei lavoratori argentini sarebbe in attesa di un contatto da parte dell’imprenditore D’Apolito, determinato a “risolvere la situazione”. Sembra tuttavia che gli operai siano determinati a non firmare alcun accordo, se non dopo aver ricevuto i salari non corrisposti.
Oggi la protesta monta anche attraverso internet con una pagina facebook creata ad hoc dalla classe operaia in azione, denominata “Attilio D’Apolito ladron”, attraverso la quale gli interessati stanno tentando di portare all’attenzione dell’opinione pubblica italiana il dramma dei lavoratori argentini alle dipendenze di “un italiano”.
INQUINAMENTO AMBIENTALE: “José María Jáuregui è una città assediata da un italiano” ( da paginad.com).
Non meno preoccupante la questione ambientale che interessa il territorio nel quale sorge la conceria (presente già dal 1994).
Diverse le denunce e le proteste della popolazione in merito all’inquinamento prodotto dallo stabilimento. Parliamo di cromo e metalli pesanti ad altissime concentrazioni che provocano danni ambientali ed “umani”, documentati da GreenPeace, con un dossier sul “CASO CURTARSA”.
“José María Jáuregui – si legge su paginad.com - è una città assediata da un italiano. Ha 8705 abitanti e sono terrorizzati perché muoiono "come cani".
Da oltre 15 anni, gli abitanti del villaggio hanno piantato bandiera in una battaglia in salita e che non possono vincere: "La morte causata dal cancro che produce l'inquinamento generato da Curtarsa è terribile”. La conceria immette sul mercato circa 8.000 pezzi quotidianamente e per questo scopo utilizza circa otto milioni di litri di acqua, che potrebbero fornire 70 000 abitanti e nel processo comunica vari metalli pesanti che sono fatali per la salute : cromo, cadmio, acido solforico e zinco.
E le statistiche non aiutano- conclude l’articolo- perché le persone hanno un livello di cancro rispetto alla media nazionale del 18,69% e sale al 25,83%, secondo il dipartimento di statistica della Associazione per la lotta contro il cancro locali”.
Secondo quanto riferito nell'articolo, l'azienda avrebbe rimediato anche una denuncia penale da parte del Comune.
Molti altri gli articoli presenti sul web in spagnolo. Non un documento italiano.
Diversi i video e le proteste dell’inascoltato popolo argentino.
Molto più scientifica GreenPeace, nella descrizione del “CASO DI INQUINAMENTO AMBIENTALE CURTARSA”, del quale vi forniremo solo qualche passaggio, e nel quale si evidenziano le alte concentrazioni di cromo e metalli pesanti nelle falde e nei pozzi dai quali la popolazione attinge acqua. Davanti alle accuse, sottolinea l’organizzazione ambientalista, gli imprenditori utilizzano gli operai ed i posti di lavoro come scudo.
(…) C'è una storia- conclude il rapporto - di problemi ambientali e la mancanza di sicurezza del lavoro in cui è coinvolta la conceria. In un rapporto a seguito di un incidente in azienda nel mese di aprile 1998, il sottosegretario del Ministero del Lavoro e della Giustizia del governo e della Provincia di Buenos Aires dichiarò circa la situazione: "Non ... adattare ogni misura di sicurezza e salute, come la mancata consegna di dispositivi di protezione individuale, dell’ assenza di norme per le procedure di lavoro Personale di sicurezza, o di addestramenti "(Buenos Aires 1998). Questo incidente uccise un operaio e causò il ricovero di più di dieci.
Per diversi anni, le organizzazioni non governative hanno attuato a Jáuregui molte azioni e proteste per l'inquinamento di cromo e altri metalli presenti nei pozzi da cui la popolazione prende l'acqua. Inoltre, sono numerosi gli articoli scientifici sul Río Luján circa la situazione alla quale è sottoposta, relativa allo scarico di prodotti chimici tossici e liquami delle acque reflue”.
Un disastro ambientale, testimoniato da decine di video su youtube. Oggi, a quanto pare, al danno si aggiungerebbe la beffa: Curtarsa chiude i battenti e vola via.
Seguiranno ulteriori approfondimenti, in attesa di poter anche incontrare ed ascoltare il sign. D'Apolito.
ULTIMI COMMENTI
- ROTONDO: “ CONTATTERO’ L’...
caro assessore si impegni con la concretezza che la con... - AS LABRUNA. I DIPENDENTI:...
per me il problema è stato costruire la struttura ad un... - LA REGIONE DICE NO A CANA...
chi fa impresa rischia del propio per trarre dei profit... - LIFESTYLE CENTER: ANCORA ...
Ha ragione anche chi dice che è opportuno controllare i... - LIFESTYLE CENTER: ANCORA ...
Sono degli incompetenti, basano tutto sulle carte. Non ... - POLITICHE AMBIENTALI, L'I...
nei paesi limitrofi è anche peggio perfavore - LA REGIONE DICE NO A CANA...
Non e' vero Gianni. La Settimana del Libro e' una manif... - LA REGIONE DICE NO A CANA...
Grazie a Canale 7 ieri ho goduto nell'ascoltare il sind... - AS LABRUNA. I DIPENDENTI:...
chiedete come mai l'ADB blocca il paese con il PAI e no... - AS LABRUNA. I DIPENDENTI:...
non mi è chiaro se l'azienda ha ripreso la produzione o...
La voce del Network
-
Vertenza Liturri: Fonzo resta presidente del consiglio, Tutta la sentenza
Noicattaro
-
AS LABRUNA. I DIPENDENTI: "DOV'E' CHI CI GOVERNA?"
Monopoli
-
OGGI LA PRESENTAZIONE DELLA MASCOTTE SPORTIVA
Casamassima
-
Studenti in piazza. Per esorcizzare la paura
Cassano delle Murge
-
Oggi ore 17.30 il Consiglio Comunale è terminato
Turi
Presto il video integrale
-
Grillo e il Movimento 5 Stelle: e da noi….?
Acquaviva delle Fonti
-
LOSAPIO IN “TUTTO… FA TEATRO!”, SPETTACOLO DA APPLAUSI-foto
Gioia del Colle
-
Ordigno a Bari: in manette un imprenditore putignanese
Putignano



Commenti
el que tiene que aprender a escribir en español y a pensar sos vos. Mi pueblo tiene algo mas de 200 años de evolución, el tuyo unos 4000!!!! y siguen votando a un Berlusconi!!!! aja ja ja ja ja ja ja
l'inopportunità di determinati atteggiamenti si traduce in irregolarità che si riperquotono, fra le altre cose, anche sulla meritocrazia... E' chiaro che il Sindacato siamo noi (nota la maiuscola!), ma i sindacalisti sono ben altro!
saluti e buon lavoro
non è certo colpa di qualcuno se le maestranze eleggono rappresentanti sindacali che piuttosto che fare il loro dovere di tutela della sicurezza e dei diritti dei lavoratori si fanno gli affari propri magari favorendo nepotistiche assunzioni di comodo, instaurando rapporti inopportunamente stretti con la direzione del personale, attaccando quelle poche persone responsabili che cercano di fare al meglio il proprio dovere, e proprio essi in primis, come ben saprai, lubrificano determinati ingranaggi per ottenere mansioni piu' leggere o mani piu' libere magari anche per curare quelle pubbliche relazioni che possono portare anche alla elezione a cariche politiche locali... per il resto ti posso garantire che anch'io sono stato vittima di un certo tipo di mobbing ma almeno ho dalla mia il potermi vantare di non aver MAI "venduto" il mio voto nelle elezioni dei rappresentanti sindacali. Per il resto posso solo confermare che l'Azienda è sana, pulita ed efficiente, ma bastano poche mele marce a far marcire un intero cesto di mele.
¡ante todo aprende a escribir en italiano y luego a mí no interesan vuestros problemas de la argentina, se avergonzados tú estúpido!!!
Leyendote me da verguenza ser descendiente de italianos.
E invito il sig. D'apolito ad investire ancora di più su Monopoli, per creare posti di lavoro !
Non capisco perchè gli operai di curtarsa facciano la loro protesta qui a Monopoli,penso che i panni sporchi si devono lavare in casa e quindi la loro battaglia la devono affrontare sul loro territorio,come facciamo noi a Monopoli quando dobbiamo fare protesta per i nostri diritti.