Giovedì 24 Maggio 2012
   
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OMICIDIO DI AGROPOLI: VITTIMA UNA MONOPOLITANA

agropoli

 Assassinata mentre si prostituiva.

"Volevo solo rapinarla"


Ci scusiamo con i lettori, ma la Redazione ha scelto di non rendere note le generalità della vittima (per ovvie motivazioni) nel rispetto della stessa vittima e dei parenti.

Qui di seguito i fatti.

 

 

E’ morta assassinata a Capaccio, in provincia di Salerno, la quarantottenne R. A., prostituta originaria di Monopoli e saltuariamente residente a Capaccio.
Autore dell’omicidio sarebbe Piccirillo Costabile, giardiniere agropolese 38enne, individuato e messo alle strette dalle indagini dei carabinieri della compagnia di Agropoli, diretti dal capitano Raffaele Annicchiarico, unitamente ai colleghi del reparto operativo del comando provinciale, e della sezione investigazioni scientifiche, diretti dal colonnello Francesco Merone.

Il cadavere è stato in un fondo agricolo in via Mascagni, dove il giardiniere si aggirava secondo la testimonianza di una trentina di persone, lo scorso 22 dicembre. Determinante il ritrovamento della borsa e della giacca della donna monopolitana presso l’isola ecologica, gettati dallo stesso Piccirillo due ore prima che il cadavere venisse rinvenuto, come testimoniato dal filmato delle telecamere di videosorveglianza.

Prove inconfutabili che hanno costretto il giardiniere a confessare: «Volevo solo rapinarla, non avevo intenzione di ucciderla», avrebbe dichiarato Piccirillo durante l’interrogatorio di sabato al pm Renato Martuscelli, nel carcere di Vallo della Lucania.

Lì, infatti, l’uomo è detenuto per l’omicidio e l’occultamento del corpo di R.A., sul quale sarà effettuato l’esame autoptico nei prossimi giorni.

LA DINAMICA DELL’OMICIDIO- Un ricostruzione agghiacciante. Secondo quanto riferito dal giardiniere, per ben due volte R. avrebbe tentato la fuga, per altrettante volte sarebbe stata bloccata dal carnefice.

21 dicembre: il giardiniere, alla guida del proprio Fiat Scudo bianco, giunto in localitá Foce Sele di Capaccio avrebbe notato la prostituta e deciso di rapinarla.

Una rapina alla quale R. avrebbe opposto resistenza, scatenando la reazione violenta di Piccirillo.

Il tentativo di rapina è avvenuto infatti sul furgone di Piccirillo, dove la donna era salita. Lì il giardiniere le ha intimato di consegnargli il denaro. R. avrebbe quindi opposto resistenza, scatenando la violenta reazione del giardiniere che – secondo il racconto- l’avrebbe immobilizzata per un braccio e colpita ripetutamente alla testa con un bastone. La vittima è comunque riuscita a fuggire, ma sarebbe stata inseguita e bloccata. A quel punto, Piccirillo ha raccontato di averle legato mani e piedi con delle corde e, per impedirle di urlare, le avrebbe infilato un fazzoletto di stoffa in bocca avvolgendole il viso con dello scotch. Caricata nel cassone, e partito alla volta di Agropoli. Tuttavia, in località Linora, R. sarebbe riuscita a liberarsi la mani ed aperto lo sportello scorrevole del furgone, tentando nuovamente la fuga. Bloccata nuovamente da Piccirillo la donna sarebbe stata malmenata e legata con fascette autobloccanti.

E’ morta così, nel cassone del furgone, R.A.

Il giardiniere si sarebbe accorto del decesso solo una volta a destinazione. Nel fondo agricoli di Agropoli, nel quale poi è stato ritrovato il corpo di R.. occultato da Piccirillo scavando una buca e ricoprendola con terra, pietre e foglie.

 

Commenti 

 
#2 angelo vito lamanna 2011-12-31 15:49
povera rosa, un destino crudele, vissuta male, morta peggio.
la sorte si è accanita con questa poveretta.
io la ricordo bene, riposa in pace, almeno questo....
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#1 giardy 2011-12-28 18:56
*** non gli bastava solo rapinarla? ma perchè tanta forocia? stiamo andando alla deriva
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