Giovedì 24 Maggio 2012
   
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LARGO STAZIONE E' "DI CROLLALANZA"

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La Prefettura di Bari autorizza anche

l’intitolazione di via Galderisi

Con una nota protocollata il 13 ottobre scorso la Prefettura di Bari ha autorizzato l’intitolazione al Senatore del Movimento Sociale-Destra Nazionale Araldo di Crollalanza di Largo Stazione e l’intitolazione al Dott. Arcangelo Galderisi della prima traversa della provinciale per Alberobello (sita nella zona retrostante il cimitero comunale). Giunge così al termine l’iter avviato dalla Giunta Comunale lo scorso 2 aprile per l’intitolazione delle due vie. L’autorizzazione prefettizia segue i pareri favorevoli espressi nel luglio scorso dalla locale Società di Storia Patria e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio.

Il Sindaco di Monopoli Emilio Romani si congratula con il Prefetto di Bari Carlo Schilardi “per la celerità con cui ha autorizzato l’intitolazione di queste due vie, accogliendo la richiesta del Comune di Monopoli ”.

ARALDO DI CROLLALANZA – Araldo di Crollalanza (1892 –1986) è stato giornalista e politico italiano. Potestà di Bari dal 1926 al 1928 e deputato dal 1924 al 1943, fu prima sottosegretario (1928) e per cinque anni ministro dei lavori pubblici del governo fascista. Dal 1935 al 1943 fu presidente dell'Opera nazionale combattenti. Fu senatore della Repubblica con il MSI dal 1953 alla morte e capogruppo del MSI-DN al Senato dal 1977 al 1986. Per il suo 90mo compleanno il Presidente Amintore Fanfani gli conferì la medaglia d’oro del Senato.
L’opera dell’uomo del fare, così come lo definì alla sua morte Indro Montanelli, ha segnato non solo la storia di Bari e del mezzogiorno, ma la stessa struttura urbanistica e l'immagine. Fu lui a istituirvi la Fiera del Levante e l’Università. Trasformò il Tavoliere delle Puglie in una delle zone più fertili del Sud. Creò l'Azienda autonoma delle strade, sistemò la rete viaria nazionale e diresse personalmente la ricostruzione delle zone pugliesi e campane sconvolte dal terremoto del luglio 1930.

ARCANGELO GALDERISI – Arcangelo Galderisi è stato un medico fisico vissuto nella metà del sedicesimo secolo, discendente da una delle casate tra le più illustri di Monopoli. Di questa antica famiglia monopolitana oggi è rimasta un’eco lontana nel nome di un orto: “l’orte dei Gallerise” sito nei pressi dell’ospedale, un giardino di agrumi con annessa masseria fortificata e chiesa.

Commenti 

 
#19 giovanni 2009-11-05 20:13
Ma sta diventando macroscopico il pericolo, non tanto della museificazione della storia, quanto della museificazione di se stessi, e addirittura dell' autoparodia. Il gioco del «fascista» che si contrappone al «comunista», e viceversa. Ma anche il gioco di chi taglia a fette la storia, scegliendo quale gustare e quale scartare e gettare nella spazzatura. Come Eugenio Scalfari, che non risparmia sarcasmi sull' anticomunismo senza comunismo, ma simultaneamente richiama i valori eterni dell' antifascismo, anche senza fascismo. Ancora. Ancora. Siamo, ancora, prigionieri del passato. Con il premier che consacra buona parte del suo discorso di fondazione del Pdl all' attualità del pericolo «comunista». E con i suoi avversari che discettano pugnaci sulle somiglianze del berlusconismo con uno dei momenti (il 1922, il ' 25? O addirittura il ' 38?) del regime fascista. Adesso è la volta di Stalin, e della sua obliqua riabilitazione. Ivan il Terribile è in attesa. Nerone ha già passato la prova. Ancora.”
Battista Pierluigi
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#18 giovanni 2009-11-05 20:12
La memoria storica si macchiettizza, si consuma tra nostalgie e rimpianti, mette in scena, deformandoli nella caricatura, gli stereotipi del passato. A Hollywood non si spreca niente, e viene riciclata l' immagine immacolata del «Che» ridotto a santino rivoluzionario. Nelle periferie della politica italiana ci si accapiglia senza requie sulla toponomastica ideologica: discussioni su «via Almirante» invece della manutenzione delle strade, dibattiti su «piazza Togliatti» anziché semplificare la vita di chi si sobbarca la fatica della raccolta differenziata. Ancora. Come ogni anno, come gli ultimi del secolo scorso e i primi di quello nuovo, il centro della polemica politica si sposta sul dilemma inestinguibile: partecipare o meno alle celebrazioni del 25 aprile sfidando i rituali fischi e le abitudinarie contestazioni? Ancora. Già visto, già letto, già sentito. Anche se la sensazione che se ne ricava è quella dell' epilogo stanco, dell' estetismo della fedeltà, della terminologia frusta che non è in grado di parlare a chi oggi ha la fortuna di contare meno di trent' anni all' anagrafe. Beninteso, le discussioni storico-politiche, quando sono agguerrite e alludono a passaggi decisivi del nostro stare al mondo e nella società, possono essere appassionanti e svolgono l' utile funzione di tonificare un discorso pubblico troppo avvilito sul presente. (continua)
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#17 giovanni 2009-11-05 20:10
Non vorrei entrare nel merito della questione addentrandomi in una diatriba che non mi appartiene, stanca e trita, semplicemente inutile, in cui le storie personali e i percorsi di vita si stiracchiano e strattonano da una parte e dall’altra ad uso e consumo di una rappresentazione caricaturale della complessa storia del ‘900. Non difenderò di Crollalanza la cui biografia non termina nel ’46 ma arriva ai giorni nostri dopo decenni da senatore della Repubblica eletto democraticamente con migliaia di preferenze personali. Non dirò perciò di quanto scrive il padre del giornalismo italiano, Montanelli, non ricorderò la sentita commemorazione, alla sua scomparsa, fatta dal sindaco socialista di Bari Franco de Lucia, non servirebbe a niente, non servirebbe a placare la furia inquisitoria dei pasdaran della guerra pseudo-ideologica in atto. Di seguito solo le parole sincere e pacate di una bravo giornalista del nostro tempo che pienamente condivido. Riflettiamoci su.
“Ancora. Nel 2009 uno studioso, Domenico Losurdo, scrive al manifesto per affermare che Stalin, certo, si macchiò di qualche colpa, ma insomma non è che dobbiamo trascurare i sempiterni crimini americani. Ancora. Il quotidiano Liberazione, suscitando il comprensibile orrore di Rina Gagliardi, spende parole «giustificazioniste» sulla tirannia stalinista e trasforma il giornale in una parodia degli anni Cinquanta. Ancora. Ai funerali romani di Giano Accame, un intellettuale raffinato e coraggioso che ha speso la sua vita per smantellare gli steccati ideologici del Novecento senza rinnegare nulla di se stesso, qualcuno si è premurato di omaggiare la salma con il saluto romano e con le parole d' ordine della liturgia fascista e neofascista. Ancora. Ancora. (continua)
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#16 Novello 2009-11-05 17:28
Antonio, hai proprio ragione, anche io mi domandavo se ci fossero medici, ricercatori, studiosi a cui intitolare una via/piazza.
Forse il concetto ispiratore, che condanno aspramente e fermamente, è lo stesso in base al quale si realizzano film che raccontano la vita di personaggi che hanno fatto solo del male, mentre sarebbe molto più corretto raccontare la vita di gente, che, ad esempio ha inventato/scoperto tutto ciò di cui noi oggi ci serviamo, pensando che è normale averlo.
Secondo voi non merita lode chi ha inventato la lampadina, la radio, chi ha permesso il passaggio dalla medicina del salasso alla medicina vera?
Chi ha inventato il motore, chi l'aereo, chi ha sviluppato l'idea dei navigatori satellitari?
Forse inneggiare questa gente ridurrebbe o contribuirebbe a limitare la cafonaggine e l'ignoranza dilagante oggi.
Saluti
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#15 antonio 2009-11-05 16:56
Ora, convinti che ognuno sia libero di coltivare privatamente le proprie memorie, ci chiediamo se sia mai possibile che sulla intitolazione di un luogo cosi importante della città, biglietto di presentazione di chi arriva a Monopoli in treno, non ci debba essere un minimo di confronto e ascolto della città.
Ma è mai possibile con tutti i meritevoli uomini del passato della nostra Monopoli, che hanno contribuito a costruire la storia della nostra città, non vi siano personaggi degni di una intitolazione di un luogo così importante?
Vorremmo ricordare, giusto come sereno esempio, che al compianto sen. Luigi Russo, che tanto ha fatto davvero per la nostra città, non vi è nessuna via o piazza a lui intitolata; a personaggi del calibro di Tommy Meo, ricercatore medico di fama mondiale, candidato anche al nobel per la medicina e sepolto al Cimitero dei Grandi di Parigi, non vi è traccia di via o piazza dedicata; e potremmo continuare con il giornalista Orazio Petrosillo e tanti altri valorosi uomini di questa città".
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#14 antonio 2009-11-05 16:55
Araldo di Crollalanza il 23 marzo del 1919 partecipò con Mussolini alla famigerata riunione del 23 marzo a piazza San Sepolcro a Milano (l’atto di nascita del fascismo italiano); diviene prima fiduciario e poi segretario regionale politico dei Fasci di combattimento in Puglia e in Lucania; partecipa alla marcia su Roma (altro che marcia per la pace!) e diviene segretario regionale del Partito nazionale fascista, per la Puglia e la Lucania; nel 1926 si iscrive nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (le famose “camicie nere”, che successivamente alla loro nascita entravano a far parte del Regio esercito, definendo tale assorbimento come “l’evirazione della Milizia”); Podestà di Bari (ma sapete che al podestà venivano trasferite tutte le funzioni degli organi democratici, quali sindaco, consiglio e giunta, soppresse dalla dittatura?); e, tanto per non farci mancare nulla, dopo il 25 luglio 1943 si schiera dalla parte della Repubblica sociale italiana (piuttosto che contribuire a cacciare i nazisti e restituire la liberta agli italiani!). (continua)
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#13 antonio 2009-11-05 16:54
"...Ci interroghiamo se “son le leggi d’abisso così rotte” (Dante, Purgatorio, canto I), dato che fino ad oggi, nella nostra Monopoli, si era soliti ragionare in modo meno fazioso sulla intitolazione delle strade e si era altrettanto convinti che la celebrazione degli uomini del passato fosse affidata a valori condivisi e non a imposizioni di partiti politici.
Per capirci, vorremmo sapere se vale di più intitolare strade, piazze e larghi delle stazioni a chi ha combattuto per i valori della libertà, per chi ha sacrificato la propria vita per essi, a chi ha contribuito a far crescere la nostra città oppure se dobbiamo faziosamente recuperare personalità del passato dittatoriale della nostra storia, presentandolo come un eroe della ricostruzione, dimentichi della precedente distruzione della libertà e della guerra da essi provocata. (continua)
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#12 benito 2009-11-05 15:35
a quanto una via intitolata a me il duce
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#11 olè 2009-11-05 12:29
olèèèèèèèèèèèè
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#10 alessandro 2009-11-05 09:40
di vie e pizze di crollalanz al'Italia è piena... solo a Monopolci sis candalizza...
ma ormai ci si scandalizza anche s eil sindaco respira l'aria...
è dura a digerire
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#9 essi 2009-11-05 01:35
sapete com'è.....la via la si doveva intitolare a qualche criminale brigatista o a qualche terrorista come che guevara.......poveri sinistri
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#8 albanese 2009-11-04 23:02
Invece di buttarla come al solito sulla stupida ideologia, perche non proviamo a pensare positivo ,Di Crollalanza ha fatto molto x il sud e la Puglia,a prescindere se era fascista,non dimendicate che a quei tempi lo erano tutti,come dopo il 25 luglio 1943 divennero tutti antifascisti,secondo me non importa se uno e comunista fascista o democratico tanto l'ideologia e sempre stato un veicolo x fare carriera,ma se qualcuno fa qualcosa x il bene del paese ben venga,almeno allora decidevano di fare ,oggi i politici decidono tutti insieme dx o sn di non decidere.
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#7 io 2009-11-04 21:15
dai camerati fascisti che ti aspetti, intitolano strade a camerati fascisti...
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#6 Novello 2009-11-04 17:11
Mamma mia, da questi interventi mi rendo conto quanto deve essere difficile "intitolare" una via.
I commenti, in relazione al significato, legittimo, che viene attribuito a tale gesto rendono l'idea.
Per chi conosce la storia, almeno da come viene qui esposta, il terzo commento deve far riflettere.
Forse un qualunque nome avrebbe sviluppato dissensi, e... forse, anche i destinatari delle "vie" avranno fatto qualcosa di buono ? (tuttavia se avrò la possibilità una sbirciatina in internet relativa ai nomi la farò).
Saluti.
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#5 antonio 2009-11-04 16:53
Un bel salto indietro, in nome di un regime assassino e guerrafondaio. Bel biglietto da visita, nella terra di don Tonino Bello! Vergogna, chiunque sia l'ispiratore politico di questa porcheria... VERGOGNA!!!
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#4 alessandro 2009-11-04 16:36
forse caro non sai che è la Prefettura che decide... L aprefettura poteva dire no o aspettare 4-5 anni. Evidentemente è diventata + efficiente
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#3 un commento 2009-11-04 15:42
strana Monopoli, per intitolare una piazza ai martiri della mafia Falcone eBorsellino e loro scorte ci abbiamo messo anni, poca partecipazione e soprattutto pochi soldini per pubblicizzarla.
Per Un Podestà Fascista, seppur membro del Senato repubblicano, Ci abbiamo messo meno di un anno. Ancor di più la stranezza è insita su cosa intitolargli: non una via ma lo snodo più importante per la città dal punto di vista dei turisti, LA STAZIONE!
Che bello sarebbe stato intitolarla a quei cittadini che per mesi attesero i loro cari mai più tornati dalla grande guerra che quel senatore a così strenuamente voluto.
Peccato!!!!
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#2 Silvestri Incoronata 2009-11-04 14:33
Sandro Scarafino, Portavoce del Comune di Monopoli.
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#1 michele 2009-11-04 02:42
mi piacerebbe conoscere l'estensore di questo articolo
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