Venerdì 25 Maggio 2012
   
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EMERGENZA AMBIENTE: SCANDALO IN C.DA L'ASSUNTA

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Scoperta una discarica abusiva di rifiuti tossici

nelle vicinanze di abitazioni e terreni agricoli

I FATTI

La Polizia e gli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno scoperto una discarica a cielo aperto in una ex cava in tufo nelle vicinanze della Statale 16 nella popolosa c.da L’Assunta a Monopoli.

Nell’improvvisata discarica abusiva vi erano rifiuti di vario tipo ma soprattutto pile di polistirolo e scarti maleodoranti della lavorazione olivicola.

Il polistirolo è usato per gli imballaggi dei prodotti dell’agricoltura, per il confezionamento e la messa in sicurezza dei contenitori adibiti al trasporto e per gli adeguamenti delle serre a particolari condizioni.

Non è la prima volta che si scoprono accumuli abusivi di rifiuti agricoli nelle campagne monopolitane. Già in passato l’ing. Deleonibus aveva denunciato il malcostume sul nostro sito.

Mai il fenomeno aveva assunto simili dimensioni.

Già denunciato il giovane imprenditore agricolo proprietario della cava per reati ambientali in quanto la discarica ha inquinato le falde acquifere della zona. Un grave rischio per la salute pubblica in quanto nelle vicinanze della discarica abusiva vi sono terreni agricoli coltivati ad ortaggi ed abitazioni.

GRAVE DANNO D’IMMAGINE PER LA CONTRADA

La scoperta è sconvolgente ed è poco credibile pensare che nessuno sapeva nulla. A sversare i liquami pare siano stati gli stessi frantoi della zona. Sono in corso le indagini delle forze dell’ordine per scoprire il vergognoso sistema illegale di smaltimento di rifiuti posto in essere nelle nostre campagne.

Le pile di polistirolo erano quelle usate dagli agricoltori monopolitani (vedi ARTICOLO PILE DI POLISTIROLO). Le campagne di Monopoli, infatti, sono in parte adibite a terreno da coltivare e la pratica dell’abbandono dei contenitori di polistirolo è consolidata e nessuna amministrazione si è mai finora occupata di regolamentare questa pessima abitudine dalla pericolosità sottovalutata.

Le pile “rinvenute” erano costituite da seminiere. Queste padelle sono rifiuti speciali non pericolosi per cui, per la tutela della salute e della salvaguardia dell’ambiente, è fatto obbligo agli operatori agricoli e ai detentori in genere di conferire le stesse, usate per contenere le piantine da vivaio, all’Area Ecologica. Nei confronti dei trasgressori è comminata (da forze dell’ordine e amministratori) la sanzione amministrativa da 100 a 600 euro come previsto dal Decreto Legislativo n° 22 del 5 febbraio 2007 (di cui all’art. 51 comma 2) e si rischia la revoca dei contributi Agea per l’anno dell’accertamento dell’infrazione.


COSA SUCCEDE NELLA NOSTRA CITTA’ ?

Proprio quando sembrava che la raccolta differenziata producesse i suoi frutti, che i cittadini monopolitani avessero riscoperto il valore di un ambiente pulito ecco che i fatti dell’ultim’ora ci riportano ad una triste realtà. La logica del risparmio (probabilmente agricoltori al limite della sopravvivenza economica) porta a violare norme ed inquinare l’ambiente a rischio della propria salute. Già in passato alla nostra redazione sono giunte segnalazioni in merito a presunte violazioni di legge nelle zona industriale della città.

Un’altra gatta da pelare per l’assessore all’Ecologia, Antonio Rotondo. Un tema che si lega alla crisi del mondo agricolo. Questa volta non basteranno inserti pubblicitari e forse neanche un maggiore controllo. Occorre comprendere cosa sta accadendo al nostro tessuto economico – sociale prima che il degrado sommerga tutti.

Commenti 

 
#4 imprenditore agricolo 2010-01-17 16:09
x contenta paragonare la crisi del mondo agricolo alla cacca dei cani mi sembra, mi sembra un' insulto, ma probabilmente è in sintonia con quello che pensa la maggioranza di giunta. POVERI AGRICOLTORI... e povera comunità che dopo la morte dell'agricoltura si scoprirà più povera sia culturalmente che economicamente.
Molte soluzioni a questo possono essere scritte nel regolamento comunale.
Ma questo è scritto "da cani"
Saluti ululati... e ci vediamo al convegno... ore 17 vecchio mulino.
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#3 contenta 2010-01-17 11:32
non capisco perchè si voglia sempre giustificare tutto e tutti..gli agricoltori sversano i liquami perchè sono in crisi, gli abitanti di monopoli lasciano gli elettrodomestici vicino i cassonetti perchè......i proprietari dei cani li lasciano fare i loro servizi senza raccogliere i resti perchè....perchè non dire invece che siamo incivili e basta!! certo è molto più semplice dare sempre e comunque la colpa a qualcun'altro ( amministrazione o chi sa chi)
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#2 cittadino 2010-01-17 01:20
vorrei precisare al sig. Michele Marasciulo che i liquami organici difficilmente raggiungono la falda, specie nei nostri comuni dove la falda e molto profonda, in quanto vengono attaccati dai microrganismi tellurici e mineralizzati, aumentando la fertilità dei terreni stessi. Discorso a parte per gli inquinanti chimici e di sintesi che sono dei veri rifiuti da trattare in maniera adatta. Aggiungo quindi che una legge sullo smaltimento dei liquami fatta per preservare da inquinamento la falda acquifera della pianura padana non può essere applicata alla lettera in Puglia con una stratificazione geologica completamente diversa. Anche questo può fare il comune per aiutare l'agricoltura locale.
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#1 Michele Marasciulo 2010-01-16 20:45
Per quanto riguarda lo sversamento dei liquami inquinanti nei terreni e con il risultato di inquinare le falde, questo è un reato abominevole da condannare con sanzioni penali.
Diversamente vedo per quanto concerne lo scarto dei contenitori delle piantine in polistirolo, nonchè l'abbandono dei tubi di irrigazioni in polipropilene, episodi di per se incresciosamente seri come atti di inquinamento.
Premesso questo, non vorrei assolutamente giustificare i nostri contadini per la cattiva abitudine di abbandonare quest'ultimi tipi di rifiuti, ma portarli al centro di raccolta della Lombardi ecologia significa per il contadino avere ulteriore spese di trasporto nonchè sottrarre tempo prezioso al loro lavoro già di per se molto lungo (nell'orto, pregato morto!).
La soluzione ideale sarebbe un ritiro gratuito di detti rifiuti direttamente nelle zone di produzione orticola a cura della Lombardi ecologia, un pò come fa per le attività commerciali di ristorazione ove vi è un contenitore per il riciclo di alluminio e vetro, ritirato settimanalmente.
Francamente ho dei dubbi circa questa eventuale soluzione, poichè detti materiali in polistirolo e prolipropilene pare non siano riciclabili e quindi non vi è nessun interesse economico a risolvere questa problematica.
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