Venerdì 25 Maggio 2012
   
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PINZYMONEY: PURE BLUES ENTERTAINMENT

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Ho incontrato la voce del gruppo, Antonio Palmisani in una serata mite di Dicembre. Ci sediamo al tavolino di un bar dove mi rivela che il nome della band è un aneddoto che lo vede protagonista. "Lo spunto è una canzone di Ray Charles, -I got a woman- dove pronuncio male una parola e il suono che ne esce è pinzimoney! Ci è piaciuto subito e da lì è nato il nome del gruppo".

Stiamo parlando di un gruppo di musicisti che si sono alternati nel tempo ma sempre capitanati da Antonio Palmisani e Sebastiano Lillo. La formazione è prestigiosa: Antonio Palmisani voce, chitarra e armonica. Marcello Alo' alla batteria, Sebastiano Lillo alla chitarra, Giuseppe Giancola più noto come "jahvè" al basso. La sezione fiati composta da Vincenzo Abbruzzi e Emanuele D'Elia, sassofono e Carletto Petrosillo, armonica e cori.

Un totale di dieci elementi poliedrici, che suonano prettamente blues, la vera anima della musica. I PnziMoney ripropongono tutti i più grandi blues-man del Missìssipi degli anni venti in chiave moderna.

La scelta di questo genere nasce da una passione innata sin dai primi anni di avvicinamento alla musica. "Agli otto anni, sentendo Jerry Lee Lewis cantare -Great balls of fire- non ho potuto fare a meno di innamorarmi delle dodici battute" dice sorseggiando il suo caffè.

Atonio Palmisani inizia i suoi studi al liceo scientifico "M.Curie" di Monopoli per poi intraprendere lo studio delle lingue, due su tutte. Il linguaggio americano di cui è impregnato il blues e il portoghese che gli ha permesso di avvicinarsi al samba, ai Bossa Nova,alla sperimentazione.

"Mi piacerebbe vivere di musica ma,ahimè, non paga affatto". Per questa ragione l'obiettivo primario resta lo studio, l'indipendenza economica che porti poi a poter coltivare i propri sogni in maniera serena. Prima di salutarlo e di ringraziarlo del tempo dedicato alla nostra redazione gli chiedo un consiglio per tutti coloro che muovono i primi passi nella musica.

"Di voler bene alla musica, di vederla come una passione vera e coltivarla ogni giorno. Suonando sempre senza fermarsi a quei momenti di titubanza dove tutto sembra pinziMoney2buio pesto."Con tono serio mi dice: "Ricordo ancora quando ho lasciato gli studi del pianoforte perché ero stufo di suonare quelle scale e quegli esercizi classici di tecnica che sottraevano tempo al blues. Tornai a casa dopo la scuola e notai un gran spazio bianco dove fino alla sera prima c'era il mio pianoforte. Mi salii un magone su per la gola, quel vuoto, quello spazio bianco era anche dentro di me. Imprecai per la decisione che avevo preso"

Lo studio continua, per perfezionare la tecnica, ampliare le proprie conoscenze alla ricerca della cosa più sperimentata, raffinata, di quelle pentatoniche che portano ad innamorarti del blues.

Grande è la sintonia tra i componenti del gruppo. Perfettamente a proprio agio fra armonizzazioni e groove, mantenendo un'impronta roots.

Svariati classici del blues, influenzati dal rock, jazz e funk confluiscono nel loro repertorio originale.

Non ci resta che seguirli live su e giù per il mezzogiorno!

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