Venerdì 25 Maggio 2012
   
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EMOZIONI. LA MUSICA INCONTRA LA POESIA

Giangrande-reho

 








FOTO DI PINO MIRIZZI

L’aspetto burbero dell’anziano professor Luigi Reho trae in inganno chi non lo conosce. Al contrario quando comincia a parlare traspare subito tutta la tenerezza ed i sentimenti miti del suo animo.  Angelo Giangrande gli chiede quasi bruciapelo cosa è la poesia. E lui serafico risponde che la poesia lirica è l’espressione dei sentimenti, dell’amore, così come è nella definizione dantesca. Il poeta è l’intermediario   che traduce la sensibilità in versi, nei quali universalmente tutti si riconoscono. Ha novantaquattro anni il professore ma conserva l’animo di un ragazzino romantico. Poi viene fuori la delusione degli ideali giovanili nel regime, che solo la guerra ha potuto evidenziare in tutta la sua crudeltà. Viene fuori anche la sua grinta quando racconta con amara tristezza del ritorno da un viaggio di studi dall’Ungheria occupata dai nazisti, quando in Carinzia vide picchiare a sangue un uomo già mezzo morto con un cartellino giallo al petto con il nome Judeo. C’erano tanti fiori, ma dai finestrini di un treno lentissimo vedeva tanta ira, odio, disprezzo. Ed il treno si allontanava con la sua inutile pietà. Infine, quasi a lasciarci il suo testamento, la descrizione di un palazzo dalle cento porte e finestre che a sera si stanno pian piano chiudendo.

Il maestro Michele Cellaro con il suo insieme strumentale SONORA MENTE, ha poi coniugato alla poesia  la sua musica, con colonne sonore  e musica contemporanea. Vanno citati gli strumentisti: Daniele Palmisano flauto, Francesco Notarangelo clarinetto, Giovanni Ventrella tromba e flicorno, Francesco Vito D’Aniello percussioni, Francesco Masi violino, Mariarosaria D’Aprile violino, Michele Pace viola, Antonia Chillà violoncello, Vincenzo Campinopoli contrabasso.

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