Venerdì 25 Maggio 2012
   
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IL REGISTA FELICE FARINA IN SALA PER SGUARDI!

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Sei appuntamenti per “La fisica dell’acqua”, anteprima nazionale di “Sguardi di cinema italiano”. La tradizionale rassegna cinematografica si è trasferita al cinema Ètoile, dopo lo sfratto dal Visconti. È stato dunque necessario ripartire il pubblico in diverse fasce orarie, per garantire la visione del film nonostante la sala di dimensioni molte più ridotte.

Felice Farina, regista de “La fisica dell’acqua”, interviene in sala alla fine della prima proiezione per rispondere alle domande del pubblico, che in questa fascia oraria è piuttosto giovane. Il film conta nel cast Claudio e Paola Cortellesi, ma, come gli spettatori stessi affermano, il vero protagonista è il piccolo Alessandro, impersonato con grande successo da Alessandro Vavassori, che aveva solo 7 anni quando si sono svolte le riprese.

“Alessandro è arrivato dopo molti, moltissimi provini: la maggior parte dei ragazzini erano portati di forza dai genitori. A quell’età non si ha molto interesse per un lavoro così faticoso. Alessandro, invece, lavorava quanto gli adulti e non si lamentava mai. Anzi! A volte sul set, mentre recitava con Amendola, gli dava addirittura dei consigli sulle pause da fare o sul tono da usare...una cosa incredibile, specie vedendo la faccia di Amendola che si vedeva consigliato...da un bambino!” Farina risponde così ad una domanda sul giovanissimo interprete.

La storia ha come tema centrale il rapporto tra adulti e bambini: rapporto di una “lontananza abissale” perché, come spiega il regista nell’educazione moderna si tende a trattare i bambini come qualcosa di diverso: “Tu non puoi capire, perché sei piccolo.”

“Io, semplicemente, non sono d’accordo”, afferma il regista.

Ad una nostra domanda sulla sfortunata storia di distribuzione del film, che ha avuto difficoltà a causa del fallimento della casa produttrice, il regista risponde: “Io non sono tra quelli che si lagnano dello stato della produzione e distribuzione del cinema italiano. Non mi piace sentire o leggere dei registi che non fanno altro che lamentarsi perché non riescono a far uscire il proprio film nelle sale: bisogna impegnarsi e spesso fare anche dei sacrifici per arrivare alla gente. Per fortuna, in Italia facciamo ancora film che riempiono le sale e che lasciano qualcosa al pubblico.”

Guardando i giovanissimi spettatori che si avvicinano al regista per stringergli la mano e fare non solo dei complimenti, ma anche dei commenti molto profondi sulla trama, si direbbe che questo film questo “qualcosa” l’abbia lasciato.

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