Venerdì 25 Maggio 2012
   
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LAMA DEGLI ULIVI

foto2-013Riposarsi accovacciati sulle radici dell’Albero del Viandante (PHYTOLACCA dioica), che accoglie le anime di passaggio in questo splendido Eden, può regalare un respiro di vita che in molti non conoscono. 
Incastonato in una lama  costellata da ricoveri rupestri, un frantoio e due chiesette, questo regno della pace, concede un paesaggio selvaggio e ricercato allo stesso tempo. Peri, mandorli, limoni, ulivi secolari e capperi. Immutato l’ambiente preesistente, preservato anche nella crescita di specie erbacee e di piante infestanti comunemente sottoposte a processo di diserbazione.
Ma è il frutto dell’inclinazione artistica e collezionista di Stefano Capitanio a rendere questo letto una perla rara, una testimonianza di biodiversità. Museo naturale di rara bellezza.
Vent’anni di lavoro e tanta passione.
Il frantoio e le chiesette, risalenti all’anno 1000-1200 d.c.,  sono custodi di affreschi che rappresentano i santi venerati nel posto e che necessitano di un restauro. A questo scopo Stefano Capitanio decise di aprire al pubblico il giardino, destinando il costo del biglietto alla raccolta fondi per il recupero degli ambienti rupestri.
Tre ettari di meravigliose scoperte, di ruderi che regalano un soffio di storia, l’odore di terre vissute. A condurci in questo inverosimile viaggio nel mondo è Francesco Intini che, a partire dalla Jacaranda, (esemplare Argentino, bellissimo ed imponente in piena fioritura con le sue infiorescenze blu),  ci svelerà, con evidente dedizione e preparazione, ogni segreto della botanica. L’impatto con la CHORISIA speciosa (o Albero Bottiglia), è inevitabile. Comunemente detta, in Sud America, Palo Borracho, questo splendido esemplare, si impone alla vista per i caratteristici aculei che si ergono a “difesa” del suo inconfondibile tronco a bottiglia.
Ben tre diverse sfumature di colore le offre, invece, il fiore della “Yesterday, Today e Tomorrow plant”, BRUNFELSIA calycina.
Sontuosa la macchia di Cactacee desertiche sudamericane, tra le quali è possibile ammirare l’AGAVE ferox.
Avvenente l’albero annoverato tra i più belli del mondo, quello delle orchidee.
Arriviamo in Cile con la COLLETIA armata, dotata di fiori profumatissimi simili ad aereoplanini a cui danno il nome volgare dell’albero.
Giunge invece dall’Africa la Turcamelia infestante.
Sarebbe troppo lunga la lista di piante (circa 2000 tra specie e varietà) che da ogni parte della terra sono giunte in questo giardino. Adattate ed integrate perfettamente nell’ambiente, come se fossero lì da sempre, cornici naturali delle testimonianze rupestri lasciate dalla mano dell’uomo.
Una tappa doverosa ed insostituibile per gli amanti del turismo naturalistico e culturale, ma anche un’ occasione unica per ognuno di noi di compiere un’esplorazione rilassante e meravigliosamente singolare.

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