Venerdì 25 Maggio 2012
   
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...QUANDO SI E' SOLI A SBAGLIARE!

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La metafora del portiere di calcio e la responsabilità degli errori

 

Il clamoroso errore commesso dal portiere dell’Inghilterra, Green, durante la partita dei mondiali, Inghilterra – USA, ci ha ricordato una celebre poesia di Stefano Benni, dal significato profondo.

In una società dove tutti corrono ad accaparrarsi i meriti dei successi, le sconfitte non sono figlie di nessuno. L’errore del portiere rappresenta il dramma di chi è solo a sbagliare e la dignità di chi accetta serenamente i propri errori. Un insegnamento per tutti, soprattutto per i nostri politici, restii ad assumersi le responsabilità delle proprie azioni.

Vi proponiamo di seguito la poesia di Stefano Benni, con un breve commento della poetessa monopolitana, Chiara Sorino.

LA SOLITUDINE DEL PORTIERE DI CALCIO

Era mia, mia, mia
l'ho gridato e non hai sentito
su di lui ti sei precipitato
l'hai atterrato.
Solo davanti
a questa porta spalancata
mentre il centravanti mi guarda.
Solo quando c'è il rigore
vi ricordate di me,
del vostro portiere
ditemi perchè.

Era fuori, fuori, fuori

il fallo era fuori dell'area
quel cretino d'arbitro è arrivato
ha fischiato.
Solo davanti a voi centomila
che ansiosi spiate.
Solo quando c'è il rigore
vi ricordate di me,
del vostro portiere
ditemi perchè.

E dai tira, tira, tira

cosa aspetti a finirmi ?
vedo il pallone calciato che arriva
come una locomotiva
e sono solo nel cielo
mentre volo incontro al tiro
e voi trattenete il respiro.
Solo quando c'è il rigore
vi ricordate di me, lo so
del vostro portiere
chissà se parerò.

Stefano Benni

IL COMMENTO DI CHARA SORINO

Stefano Benni è uno degli autori contemporanei più apprezzati e poliedrici.

Di grande attualità è tutta la sua produzione. In particolare, ne “La solitudine del portiere”, Benni riesce a far immedesimare ognuno di noi, nel momento in cui ci si sente soli, in mezzo ad una grande folla. Nel momento in cui si è soli a sbagliare, mentre gli errori altrui sono camuffati nella mischia.

“E dai tira, tira, tira / cosa aspetti a finirmi ?” Quante volte lo abbiamo pensato, dinanzi a chi, più o meno giustamente, infierisce sui nostri sbagli? Spesso, l’unica difesa è parare.

Il calcio è metafora della vita; ciascuno di noi gioca in un ruolo e non tutti siamo attaccanti o goleador.

Può accadere a tutti, persino ai Mondiali. Del resto, chi, fra i più accaniti tifosi, non ricorda una partita persa ai rigori, magari “per colpa” del portiere della propria squadra?

Commenti 

 
#3 Nat 2010-06-15 13:19
BELLISSIMA. COME PURE QUELLA DI SABA CHE QUI TRASCRIVO. CIAO!
Goal
Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l'amara luce.
Il compagno in ginocchio che l'induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla - unita ebbrezza - par trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l'odio consuma e l'amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
- l'altro - è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasto sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa - egli dice - anch'io son parte.

Umberto Saba.
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#2 IL PD E MORTO 2010-06-14 13:10
LE METAFORE CALCISTICHE PIACCIONO ANCHE AL "NUOVO" SEGRETARIO DEL PD, VISTO CHE LE HA CITATE ANCHE AL SUO CONGRESSO. PECCATO PERO' CHE LE ABBIA INTERPRETATE NON DA PORTIERE SOLO CHE PAGA L'ERRORE DI NON AVER PARATO UN RIGORE. DOPO AVER CAUSATO LA RETROCESSIONE IN SERIE B, SI E' PURE FATTO CAPITANO DELLA SQUADRA.
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#1 CONSIGLIO 2010-06-14 12:45
Un altro mondo. Sarebbe un altro mondo, quello in cui ciascuno di noi si assumesse responsabilità di quello che si dice e/o di quello che si fa. Ma quale esempio abbiamo da coloro i quali formano le coscienze e che hanno strumenti tali da condizionare anche i nostri pensieri e le nostre convinzioni? Pessimi esempi: oggi si dice una cosa, domani la si nega (persino di averla detta); oggi si predica bene dimendicandosi che fino a ieri si è razzolati malissimo ( e forse anche oggi stesso). Purtroppo abbiamo bisogno di esempi nella nostra vita. L'imprinting non appartiene solo al mondo animale e, come gli animali, siamo condizionabilissimi. Grandi esperti della comunicazione, pubblicitari, inbonitori vari, sedicenti maghi o, peggio, apprezzati politici, hanno capito le debolezze dell'animo umano e le sfruttano. In un altro mondo, forse, le persone pensano e dicono sempre quello che pensano. Magari sbagliando, ma pensano con la loro testa. La rinuncia al migliore dei mondi non è la rinuncia ad un mondo migliore.
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