Primo appuntamento venerdì 9 luglio alle 21 in piazza Palmieri
Venerdì 9 luglio alle ore 21 in piazza Palmieri tornano i «Processi in piazza» del prof. Giordano Bruno Guerri. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti promossi dall’Assessorato alla Cultura nell’ambito di «Monopoli Cantiere Cultura». Quest’anno si è scelta una nuova formula che vede la presentazione contestuale di due testi che trattano dello stesso tema e che nel corso della serata verranno messi a confronto.
Al centro del primo appuntamento i temi della moda e del costume grazie alla presenza di Eliselle, autrice di «Centouno modi per diventare, bella, milionaria e stronza» (ed. Newton Compton) e di Patrizia Calefato autrice di «Gli intramontabili. Mode, persone e oggetti che restano» (Edizioni Melteni).

ELISELLE - Nata a Modena nel 1978, Eliselle lavora come copywriter e ha all'attivo un corso di specializzazione intensiva in diritto della comunicazione, un corso di scrittura creativa e diversi concorsi letterari. Vanta numerose collaborazioni con portali e periodici on-line, coordina un portale tutto suo che si chiama delirio.net ed è stata una delle finaliste candidate a vincere il premio Donnaweb2007. Tra i suoi romanzi "Laureande sull'orlo di una crisi di nervi" e "Fidanzato in affitto".
IL LIBRO - È un duro lavoro diventare bella, milionaria e stronza, ma qualcuno deve pur farlo. E quel qualcuno sei proprio tu. Tu che tutte le mattine ti alzi e arranchi davanti allo specchio, vedendo riflessa un'immagine che non ti piace affatto. Tu che apri l'armadio e decidi solo all'ultimo minuto cosa indossare. Tu che non sai studiare gli abbinamenti giusti e finisci sempre per sembrare uno spaventapasseri nel bel mezzo di un uragano. Tu che quando esci cammini per strada a testa bassa, indossando scarpe senza tacchi, ciondolando qua e là senza una direzione precisa e con livelli di autostima degni del crollo delle borse del '29 riuscirebbe a eguagliare. Tu che spesso ti senti trattata come uno zerbino da chi confonde gentilezza e sottomissione, da chi pensa che tutto gli sia dovuto, e lo pretende con arroganza e faccia tosta. Tu che credi di non avere qualità e di non meritare dalla vita altro che un tetto sulla testa, un pasto caldo e un uomo che ti dica cosa devi (ma soprattutto non devi) fare. È giunto il momento di dire basta. È ora di alzare la testa. Di seguire poche regole, ma chiare, per trasformarsi passo dopo passo da brutto anatroccolo a cigno, da comparsa a protagonista, da Cenerentola a principessa. Centouno mosse per diventare bella, milionaria e stronza, e ottenere tutto ciò che hai sempre voluto ma non hai mai osato chiedere. Neppure a te stessa.
PATRIZIA CALEFATO – E’ professore associato nell’Università degli Studi di Bari dove insegna Sociolinguistica, Linguistica informatica e Analisi socioantropologica del prodotto di moda. Le sue ricerche comprendono lavori sulla dimensione sociale del linguaggio e spaziano nel campo della sociosemiotica, degli studi di moda, culturali e femministi.È stata vicepresidente dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici e della Società Italiana delle Letterate. Collabora alle pagine culturali de «La Gazzetta del Mezzogiorno» e «il Manifesto».
IL LIBRO - Cosa hanno in comune una borsa Kelly battuta all’asta su eBay, un vinile dei Beatles, la vecchia 500 rimessa a nuovo, ma anche la nuova che la cita nel nome, nei colori e nelle forme, un mobile di design italiano degli anni del boom, un disco degli Abba, i regali di Natale, il jeans, il bikini, la T-shirt, Mina, Jacqueline Kennedy e Grace Kelly? Sono gli intramontabili, i sempreverdi. Mode, persone, oggetti che restano nel tempo o ritornano, come “vintage”, dopo una fase di relativo oblio, anche se la loro “resistenza” ha talvolta il senso del residuo ottuso e della leggera ossessione, piuttosto che dell’autodifesa attiva. Segni che non solo rimangono nel corso degli anni come “classici”, nel senso più tradizionale della parola, ma si ripresentano, rielaborati sotto forma di citazione visiva, deformati dalla memoria, riciclati e riusati, per dar vita a nuove configurazioni. Da una generazione all’altra, gli “evergreen” riescono a caratterizzare il gusto e a motivare passioni e valori, in poche parole, a essere sempre “di moda”. L’autrice cerca di privilegiare una prospettiva “leggera” nel guardare a questi segni che non finiscono mai di dire la loro e che permettono anche di immaginare un’“uscita dalla crisi” non retorica e convenzionale, ma fondata su un alto investimento in ambiti come la sostenibilità, il riuso, la memoria culturale.
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Commenti
***moderato***
Perchè se metto nome e cognome invece di scrivere in anonimato (come fà anche lei) cosa cambia..??
Le ho già spiegato che è un giudizio critico personale le mie parole sono come le sue.... gettate lì a casaccio
Faccia come crede tanto l'anonimato le garantisce di scrivere tutto ed il contrario in piena tranquillità . Continui pure a recensire scritti neanche sfogliati, le facevo solo rilevare che quelle parole gettate lì a casaccio non fanno altro che delegittimare la sacrosanta critica ad una amministrazione inconcludente.
Poi cosa le devo dire... bontà sua...
lei ha espresso il suo, io ho espresso il mio pertanto è pregata di non giudicare le mie parole ritendendole avventate.
Gli unici a pagar le conseguenze come lei pensa, in realtà non sono io, ma i cittadini che vedranno elargire denaro pubblico per una inutile presentazione di due testi da romanzo rosa.
Se per lei questa è cultura per me invece è coltura dei propri interessi.
Io il libro come lei non l'ho letto e pertanto non mi sembra si possa contestarne la valenza culturale dal titolo o da 4 righe di riassunto. Fino a prova contraria (eventualmente la sua) ogni libro è frutto di una elaborazione di pensiero su cui inevitabilmente ci si può confrontare. Un'analisi arguta può partire da premesse che potrebbero sembrare superficiali, ad esempio. Non mi dilungo penso che il concetto sia chiaro.
Piuttosto le suggerisco di fondare le sue critiche su argomentazioni sensate.
Perché per esempio altra cosa è contestare la manifestazione alla luce dello sgarbo intenzionale e premeditato perpretato nei confronti di un Valente monopolitano, il dott. Muolo, cui va tutta la mia stima.
Se penso poi che ad escludere un mio bravo concittadino dalle iniziative culturali della SUA città sia stato un assessore tranese, mi ribolle il sangue.
Allora bene le critiche ad una amministrazione che se le merita, ma ripeto, non spariamo a casaccio.
penso che non ci riuscirebbe mai... la cultura non è soap.
p.s. ma la settimana del libro....?
Qualcuno può, se ci riesce, argomentare con lo straccio di un ragionamento?
Ripeto, a me non piace Orciuolo e la delega alla cultura potrebbe essere gestita meglio, ma cerchiamo di non sparare a casaccio perché ne va della credibilità delle critiche pur legittime.
se mi fai questa domanda mi mandi a nozze..e ti chiedo:
cosa aveva di diverso la "Settimana del Libro" da esser tagliata fuori dal programma estivo?
costava meno?
non elargiva contributi agli amici degli amici?
le chiedo....la chiama cultura commentare due libri da romanzo fiabesco?
qusto prescindendo che entrambi i nominati potrebbero benissimo rientrare nelle loro residenze di provenienza, monopoli ha personalità culturali che potrebbero benissimo occupare tale posto...
in questo modo si offende la nostra storia, la nostra cultura.
Grazie.