Venerdì 25 Maggio 2012
   
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INTERVISTA A DARIO VERGASSOLA

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Chi è Dario Vergassola

 

“Sono una persona che cerca di non andare a lavorare e fa finta di fare qualcosa… Strano ma vero! Mi riesce benissimo e sono contento. Starò tranquillo così, finché non se ne renderà conto qualcuno. Faccio poi finta di sapere un sacco di cose che non so!” Un biglietto da visita troppo risicato per un trasformista come Dario Vergassola, che in questi anni si è destreggiato tra cabaret, teatro, televisione e libri, senza dimenticarsi delle sue origini. Sostiene di essere stato baciato dalla fortuna nel suo lavoro, ma la sua vis comica non nasconde affatto il talento che in questi anni l’ha fatto conoscere al grande pubblico, tra le partecipazioni al “Maurizio Costanzo Show” e “Zelig”.

Ospite fisso della rassegna de “Il libro possibile”, non smette di divertirsi e di far divertire il pubblico con le sue interviste impossibili.

L'intervista

Una telefonata di lungo respiro in un assolato pomeriggio di luglio. Dario Vergassola mi risponde con fare sornione, e riesce a mettermi subito a mio agio, sin dalle prime battute. Tento di seguire il mio canovaccio, ma improvvisiamo entrambi e la conversazione prende una sua conformazione naturale.

In attesa del prossimo incontro, in prossimità del palco de “Il libro possibile”, scambiamo qualche frase, prima di iniziare a rivolgergli qualche domanda.

Dario Vergassola: una vita nel mondo dello spettacolo. Quale performance la rappresenta maggiormente?

“In questi anni sono riuscito ad avere dalla mia parte la fortuna, l’unica cosa buona che mi è capitata! Non avrei mai abbandonato il posto in cui sono nato, e in cui anzi mi vedo ancora con gli amici delle elementari e delle medie! Io vedo tutto come una burla, anzi mi sembra di fare ogni volta un bel giro sulle giostre. La mia carriera è stata dettata da una serie di coincidenze fortuite e la vivo come un evento giocoso.

Secondo me è anche bravura… Non faccia il modesto!

Forse la mia bravura è stata quella di cogliere la continuità della mia fortuna. Io sono di questo avviso: se riesci ad avere delle buone opportunità, devi utilizzarle al meglio, più che puoi. Mi sono ritrovato per caso, infatti, alla trasmissione di Maurizio Costanzo. Tutto è un caos per nulla preordinato: me ne sono accorto perché ho iniziato così, perché mi piaceva il cabaret e mi piaceva ascoltare la gente che raccontava delle cose… Ma forse sono logorroico? Lo so che sono logorroico!

Direi piacevolmente logorroico!

Magari lo chieda a chi sta in macchina con me per almeno quattro ore! E poi mia moglie, per farmi smettere di parlare, mi ha perfino chiesto di sposarla! Per me il cabaret – dicevo – è stato una sorta di psicanalisi, sin da quando Zelig era un bar frequentato da pochi, ove facevo delle serate. E lì c’è il blocco della risata. Che succede se non fai ridere? Ho deciso di risolvere il problema suonando: almeno, alla fine del pezzo, gli applausi arrivavano!

Posso interromperla per rivolgerle almeno un’altra domanda? Veniamo al suo rapporto con i libri.

Direi che è buono, anche se ho iniziato a leggere un po’ in avanti, in età adulta. Ho capito che leggere fa aggregare la gente, anzi che ti allunga la vita e ti permette di vivere un’altra esistenza. Mi è sempre piaciuta, comunque, l’idea di leggere delle cose per dirne altre.

L’ultimo libro che ha letto (o che sta scrivendo)?

Sono un po’ come un bradipo, quando scrivo: sto sempre un po’ più avanti, poi incrocio una strada meravigliosa che mi distrae e mi fa arrivare ultimo! Veniamo all’ultimo libro che ho letto… Di solito mi sveglio di notte ed inizio a scartabellare sul comodino. Devo dire che una volta andavo personalmente a comprare i libri, li sceglievo con cura. Adesso, invece, ne arrivano tantissimi a casa! L’ultimo libro che ho letto era di Erri De Luca, che ho divorato in pochissimo tempo. L’altro libro che consiglierei è “La vita dinanzi a sé”.

Cosa l’ha spinta a diventare personaggio fisso della nostra rassegna “Il libro possibile”?

Sicuramente l’amore per la Puglia, per le donne pugliesi, per i ricci, senza tralasciare poi una serie di cose innominabili, tra segreti e misteri più disparati. Ho conosciuto gli organizzatori della rassegna e sono stato piacevolmente colpito da loro, come dalla percezione del “paesaggio totale” che si è spalancato ai miei occhi, umano e naturalistico. In tutti i miei viaggi, del resto, sono un osservatore privilegiato, al quale piace stare in mezzo alla gente.

Il vostro festival, inoltre, non ha nulla da invidiare a quelli di Mantova e Pordenone, ai quali ho preso parte. La Puglia è una regione “in fermento”, che ha bisogno solamente di uno scatto di qualità, per segnalare la sua presenza.

Un’ultima domanda: quale personaggio famoso vorrebbe sottoporre ad una delle sue interviste impossibili?

Papa Ratzinger o Berlusconi, ma lo dico con stima, non per prenderli in giro! Anzi, intervistare un personaggio come Berlusconi e “cazzeggiare” sul palco sarebbe una cosa divertentissima, soprattutto per il pubblico. Mi creda: tra una cena con Berlusconi e una con Prodi, sceglierei sicuramente la prima. Sarei a mio agio, tra barzellette, canzoni e storie interessanti. E si potrebbe anche andare a braccio…!

Magari lo inviti per il prossimo anno!

Ci proverò! Sempre che sia ancora disposto a venire in Puglia…!

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